Risposta Interpellanza Modini su casa di riposo Selva – rinvio (Del CC. 46/2018)

RISPOSTA ALL’INTERPELLANZA PRESENTATA DALLA LISTA “CIVICA PER VOLPAGO MODINI SINDACO” IN MERITO ALLA “CASA DI RIPOSO GUIZZO – MARSEILLE SELVA DI VOLPAGO DEL MONTELLO (TV)”


SINDACO. C’era una richiesta specifica formulata dal Consigliere comunale Lucio Modini e dalla
Consigliera comunale Carla Calcagnotto in cui si chiedeva di formalizzare un incontro tra il
Consiglio comunale di Volpago del Montello e il Consiglio direttivo dell’ente casa di riposo
“Guizzo-Marseille”. A fronte di una richiesta specifica, vi leggo testualmente la risposta del
Presidente: «Faccio riferimento all’argomento in oggetto pervenuto per chiedere il cortese posticipo
della data da lei indicata a causa di un impegno già fissato. Aggiungo che i tre Consiglieri non
potevano essere presenti per altrettanti impegni. Ritengo di dovere prontamente convocare il
Consiglio di amministrazione dell’ente come da richiesta degli stessi Consiglieri, le chiedo pertanto
di considerare il tempo per le necessarie formalità.» A questo punto rinvierei al prossimo Consiglio
comunale.
CONSIGLIERA CALCAGNOTTO CARLA. Era l’unica cosa che ci rimane a Selva di Volpago del
Montello, era un fiore all’occhiello di Selva di Volpago del Montello, adesso con tutto quello che si
sente chiediamo se si può fare qualcosa, riunirsi: verranno al Consiglio comunale…
SINDACO. Verranno al prossimo Consiglio comunale.
CONSIGLIERA CALCAGNOTTO CARLA. …o facciamo una riunione a parte?
SINDACO. Il Capogruppo aveva chiesto un Consiglio comunale, ma se vogliamo fare anche un
incontro Consiglio e Consiglio di Amministrazione per me non ci sono problemi.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. È da luglio che c’è questa richiesta mi sembra…
SINDACO. Sì, probabilmente anche la data, il sabato, ha giocato qualcosa. Non l’ho anticipato ma
il sabato è uscito anche per dare ai Consiglieri il tempo necessario perché volevamo vedere cosa
capitava il venerdì scorso a seguito della richiesta di sospensiva per l’Asco Holding e quindi
abbiamo atteso fino all’ultimo anche perché è stato deciso da parte di tutti i Comuni una linea
comune quanto più possibile unitaria su alcuni passaggi. Ora, mentre questo era considerato un
passaggio fondamentale per i Comuni che avevano fatto ricorso, per noi che non abbiamo fatto
ricorso non era considerato un passaggio fondamentale, però abbiamo deciso di portarlo tutti
assieme anche per dare al Consiglio di amministrazione di Asco Holding S.p.a. un’indicazione
precisa su questo. Posso pensare che il fatto del sabato magari abbia un po’ scombinato alcune,
non vi so dire, sicuramente la direttrice non c’era, volevano essere presenti tutti, ma è anche
corretto a mio avviso che essendoci parte tecniche, trovo giusto avere riscontri immediati.
CONSIGLIERA CALCAGNOTTO CARLA. Il problema è che da due anni si chiede risposte alla
casa di riposo, dopo è cambiato il consiglio di amministrazione e via e non si riesce mai a sapere
come sono tutte queste voci, allora ho sempre detto: se le voci che circolano non sono vere,
diciamo che non sono vere, ma se le voci che circolano sono vere, dobbiamo fare qualcosa per
sistemarle. Questa lungaggine di non avere mai una risposta sull’andamento della casa di riposo
mi pare una roba triste, visto che là ci sono anche i nostri anziani dentro, è anche una questione
umana.
SINDACO. Non devo fare l’avvocato difensore di nessuno, ma posso capire che da parte loro ci
sia qualche difficoltà legata al fatto che magari c’è un’indagine in corso su un fatto accaduto e
quindi si vogliono confrontare a livello pubblico sapendo cosa dire.
CONSIGLIERA SARTOR LAURA. (Parole pronunciate a microfono spento)
SINDACO. Se non vi è contraddittorio non vi è nulla.
CONSIGLIERE MODINI. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da registrazione per
problemi tecnici imprevisti dell’impianto audio) Interviene in merito all’assenza degli invitati.
SINDACO. Mi riservo la prossima volta, giusto per non aprire un dibattito adesso in assenza di…
CONSIGLIERA CALCAGNOTTO CARLA. (Parole pronunciate a microfono spento)
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 46 del 29-09-2018 Pag. n.2 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
SINDACO. Penso che sia l’ultimo dei problemi da questo punto di vista.
La seduta è dichiarata conclusa alle ore 12.25

Variante 4 Piano Interventi – approvazione (Del. CC 45/2018)

APPROVAZIONE DELLA VARIANTE N. 4 AL PIANO DEGLI INTERVENTI RELATIVA ALLA VARIAZIONE DEL PROGETTO DI REALIZZAZIONE DI UN MARCIAPIEDE IN VIA VENOZZI – OPERA PUBBLICA DENOMINATA “REALIZZAZIONE DI UN MARCIAPIEDE IN VIA VENOZZI, PAVIMENTAZIONE DELL’AREA ESTERNA DEL CENTRO COTTURA COMUNALE, ASFALTATURA DI VICOLO CANTARANE ED ALCUNI TRATTI DI STRADE BIANCHE” – AI SENSI DELL’ART. 18 COMMA 4 DELLA L.R. 11/2004.


IL CONSIGLIO COMUNALE
PRECISATO che, ai sensi dell’art. 78 del TUEL (D.Lgs. 18.08.2000 n. 267), “gli amministratori […]
devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti
interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L’obbligo di astensione non si applica
ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui
sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici
interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado”;
PREMESSO che:
il Comune di Volpago del Montello è dotato di PAT, approvato con conferenza  di Servizi in
data 11.03.2016, e approvato con delibera della Giunta Provinciale n. 92 del 2 maggio
2016;
 il Comune di Volpago del Montello è altresì dotato di Piano d’Area del Montello, variante di
adeguamento al PRG approvata con Delibera di C.C. n. 41 del 23.07.2007, e successive
varianti;
 ai sensi dell’art. 48 comma 5 bis della L.R. 11/2004 il primo Piano degli Interventi (PI) risulta
essere il PRG vigente per le parti non in contrasto con le indicazioni del PAT approvato;
 con deliberazione di Consiglio n. 24 del 27.04.2017 è stato consegnato ed illustrato ai
Consiglieri Comunali il “Documento del Sindaco” ai sensi dell’art. 18 comma 1 della L.R.
11/2004;
 con deliberazione di Consiglio n. 41 del 26.07.2017 è stata approvata la Variante n. 1 al
piano degli interventi – “Varianti Verdi” ai sensi dell’art. 18 comma 4 della L.R. 11/2004;
 con deliberazione di Consiglio n. 66 del 11.11.2017 è stata approvata la Variante n. 2 al
piano degli interventi per “Modifiche ad alcune zone per inserimento di viabilità di progetto e
zone a standard nei pressi del Municipio”, ai sensi dell’art. 18 comma 4 della L.R. 11/2004;
 con deliberazione di Consiglio n. 7 del 28.02.2018 è stata adottata la Variante n. 3 al piano
degli interventi per “Adeguamento della cartografia, modifiche ad alcune zone per la
realizzazione di opere pubbliche e/o trasformazioni di aree a seguito di istanze”, ai sensi
dell’art. 18 comma 4 della L.R. 11/2004;
ATTESO che con deliberazione di Giunta Comunale n. 128 del 20.12.2017 è stato approvato il
“Progetto esecutivo relativo ai lavori per la realizzazione di un marciapiede in via Venozzi,
pavimentazione dell’area esterna del centro cottura comunale, asfaltatura di vicolo Cantarane ed
alcuni tratti di strade bianche”;
RICHIAMATA la determinazione n. 533 del 13.12.2017 di conclusione della conferenza di servizi,
che ha preso atto dei pareri acquisiti, tutti favorevoli con prescrizioni;
RICHIAMATA la deliberazione di Consiglio Comunale n. 28 del 25.05.2018 di “ADOZIONE
VARIANTE AL PI N. 4, FINALIZZATA ALLA VARIAZIONE DEL PROGETTO DI REALIZZAZIONE
DI UN MARCIAPIEDE IN VIA VENOZZI – OPERA PUBBLICA DENOMINATA “REALIZZAZIONE
DI UN MARCIAPIEDE IN VIA VENOZZI, PAVIMENTAZIONE DELL’AREA ESTERNA DEL
CENTRO COTTURA COMUNALE, ASFALTATURA DI VICOLO CANTARARE ED ALCUNI
TRATTI DI STRADE BIANCHE” – AI SENSI DEGLI ARTT. N. 9, 19 DPR 327/2001 E ART. 24
DELLA L.R. N. 27/2003.”;
ATTESO che, ai sensi dell’art. 18 comma 3 della LR 11/2004, la variante è stata deposita lo scorso
03.07.2018 presso la segreteria del Comune e pubblicata sul sito del Comune per la consultazione
per i successivi trenta giorni; dell’avvenuto deposito è stata data notizia mediante avviso pubblicato
nell’albo pretorio del Comune;
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 45 del 29-09-2018 Pag. n.2 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
RICHIAMATA la nota in data 21.05.2018 prot. 7489, con la quale è stato dato avviso di avvio del
procedimento per l’approvazione di un progetto definitivo con valenza di variante parziale allo
strumento urbanistico e per la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, ai proprietari dell’area
interessata dall’allargamento di via Venozzi;
CONSIDERATO che nei successivi trenta giorni non sono pervenute osservazioni;
RICHIAMATE le modifiche apportate alla cartografia del Piano degli interventi dalla presente
variante ed esaminati gli elaborati progettuali, anche ai fini dell’art. 24 della L.R. n. 27/2003, per
permettere la realizzazione di tale opera risulta necessario approvare la variante urbanistica
parziale a conferma dell’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, secondo gli elaborati
redatti dal progettista dell’opera, ing. Cavallin Eros, consistente in:
o Relazione Tecnica;
o Quadro comparativo di raffronto;
o Piano particellare di esproprio;
o Tav. 1 – Planimetria e sezione trasversale via Venozzi;
o Tav. 2 – Estratto PRG Vigente: stato attuale; stato di variante; stato comparato;
DATO atto che il presente provvedimento non comporta impegni di spesa, né minori entrate in
quanto la variante non influisce sul quadro tecnico economico dell’opera come rilevato dalla
relazione tecnica allegata al progetto;
RITENUTO quindi di dover procedere all’approvazione della variante urbanistica n. 4 al Piano degli
interventi e contestualmente confermare il vincolo preordinato all’esproprio ai sensi del DPR
327/2001 art. 9 e 19 e della LR m. 27/2003 art. 24, composta dai seguenti elaborati:
o Relazione Tecnica;
o Quadro comparativo di raffronto;
o Piano particellare di esproprio;
o Tav. 1 – Planimetria e sezione trasversale via Venozzi;
o Tav. 2 – Estratto PRG Vigente: stato attuale; stato di variante; stato comparato;
VISTO che tali modifiche comportano una variazione della cartografia del Piano degli interventi e la
stessa è coerente con il Documento del Sindaco illustrato nella seduta del Consiglio Comunale del
27.04.2017;
PRESO ATTO che tale variante non influisce sul dimensionamento del PAT e sul calcolo
della superficie agricola utilizzata (SAU), ai sensi del comma 3, art. 7, della L.R. 4/2015;
DATO ATTO che sul presente provvedimento non sussiste situazione di conflitto di interessi, ai
sensi del combinato disposto di cui agli art. 6 bis della L. n. 241/1990 e art. 7 del D.P.R. n. 62/2013
in capo al soggetto che ha istruito il provvedimento e sottoscritto il parere tecnico di cui all’art. 49
del T.U.E.L.;
VISTA la Legge Regionale 27 giugno 1985, n. 61;
VISTA la Legge Regionale 23 aprile 2004, n. 11 e successive modificazioni;
VISTA la legge 17.08.1942, n. 1150, il D.M. 01.04.1968, n. 1404, il D.M. 2.04.1968, n. 1444, la
Legge 28.01.1978, n. 10, la legge 5.08.1978, n. 457, il D.P.R. 6.06.2001, n. 380, il D.Lgs.
22.01.2004, n. 42 e loro modifiche ed integrazioni;
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 45 del 29-09-2018 Pag. n.3 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
VISTE le altre norme statali e regionali in tema di urbanistica, edilizia e materie correlate;
RICHIAMATO il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo Unico dell’Ordinamento degli
Enti Locali” ed, in particolare, gli articoli 42 e 78;
VISTO il parere di regolarità tecnica reso dal Responsabile del Servizio Attività Produttive, Edilizia
privata e Urbanistica, ai sensi dell’art. 49 del D. Lgs. n. 18.08.2000, n. 267 (T.U. Enti Locali);
VISTO il parere di regolarità contabile reso dal Responsabile del Servizio Finanziario, ai sensi
dell’art. 49 del D. Lgs. n. 18.08.2000, n. 267 (T.U. Enti Locali);
PRESO ATTO degli interventi dei Consiglieri, riportati come segue:
SINDACO. La variante era la variante urbanistica relativa a quella piccola porzione di viabilità in
via Venozzi di fronte alla chiesa. E’ già passata in Consiglio Comunale, quella piccola variazione
consistente nell’allargamento stradale, l’adozione è stata il 26 luglio e non sono pervenute
osservazioni, quindi di fatto c’è il passaggio tecnico della mera approvazione.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Noi abbiamo già approvata questa qua?
SINDACO. L’abbiamo adottata. Ogni Variante urbanistica ha il doppio step: l’adozione e la
pubblicazione per un periodo adeguato per dare modo a chiunque voglia dare indicazioni possa
darle. Poiché non sono pervenute osservazioni, non abbiamo nulla di nuovo da discutere e
pertanto possiamo passare alla vera e propria approvazione. Metto ai voti il punto n. 6 all’ordine del
giorno.
Il Sindaco, preso atto che non vi sono ulteriori richieste di intervento, pone in votazione la proposta
di deliberazione ad oggetto “Approvazione Variante n. 4 al Piano degli interventi relativa alla
variazione del progetto di realizzazione di un marciapiede in via Venozzi, opera pubblica
denominata «Realizzazione di un marciapiede in via Venozzi, pavimentazione dell’area esterna del
centro cottura comunale, asfaltatura di vicolo Cantarane e alcuni tratti di strade bianche» ai sensi
dell’art. 18, comma 4, L.R. 11/2004” posta al punto 6 all’ordine del giorno.
Con votazione espressa in forma palese, che si chiude con il seguente risultato:
Presenti: – n. 16
– Astenuti: n. 0
– Votanti: n. 16
– Voti favorevoli: n. 16
– Voti contrari: n. 0
DELIBERA
1.la premessa è parte integrante del presente provvedimento;
2.di approvare la variante urbanistica n. 4 al Piano degli interventi relativa alla “Variazione del
progetto di realizzazione di un marciapiede in via Venozzi – opera pubblica denominata
“realizzazione di un marciapiede in via Venozzi, pavimentazione dell’area esterna del
centro cottura comunale, asfaltatura di vicolo Cantarane ed alcuni tratti di strade
bianche” – ai sensi dell’art. 18 comma 4 della L.R. 11/2004”, e contestualmente di
confermare il vincolo preordinato all’esproprio ai sensi del DPR 327/2001 art. 9 e 19 e della LR
m. 27/2003 art. 24, composta dai seguenti elaborati allegati alla presente deliberazione:
o Relazione Tecnica;
o Quadro comparativo di raffronto;
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 45 del 29-09-2018 Pag. n.4 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
Piano particellare o di esproprio;
o Tav. 1 – Planimetria e sezione trasversale via Venozzi;
o Tav. 2 – Estratto PRG Vigente: stato attuale; stato di variante; stato comparato;
3.di incaricare il Responsabile del Servizio Attività Produttive, Edilizia privata e Urbanistica,
all’invio della copia integrale del presente atto alla Provincia di Treviso ed al suo deposito
presso la sede del Comune per la libera consultazione ai sensi dell’art. 18, comma 5, della L.R.
11/2004;
4.di dare atto che la variante diventa efficace quindici giorni dopo la sua pubblicazione nell’albo
pretorio del Comune;
5.di dare atto che ai sensi dell’art. 39 del D.Lgs. 33/2013 lo schema della variante è stato
pubblicato nella sezione “Pianificazione e governo del territorio” del sito web del Comune.

Revisione partecipazioni societarie (Del. CC 44/2018)

ART. 20 D.LGS. N. 175/2016: RAZIONALIZZAZIONE PERIODICA DELLE PARTECIPAZIONI PUBBLICHE – AGGIORNAMENTO PIANO – APPROVAZIONE


IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO che
con deliberazione del Consiglio Comunale n. 51 del 28 settembre 2017, – esecutiva, questo
Comune ha approvato per effetto dell’art. 24 del D.Lgs. 19 agosto 2016 n. 175, Testo unico in
materia di società a partecipazione pubblica, una ricognizione delle partecipazioni possedute
alla data del 23 settembre 2016;
– con la stessa delibera consiliare sono state individuate le partecipazioni da mantenere, da
alienare ovvero che dovevano essere oggetto di processi di razionalizzazione, nel rispetto di
quanto stabilito dal suindicato Testo Unico;
– in particolare, con riferimento alla partecipata ASCO HOLDING S.p.A., è stato previsto:
“La fusione di Asco Holding spa con altra società rappresenta misura di razionalizzazione idonea a
superare la situazione di cui all’art. 20, comma 2, lett. b (assenza di dipendenti) e nel contempo ad
attuare una riduzione dei costi per effetto dell’estinzione di una società. L’Amministrazione
comunale in relazione alla propria quota di partecipazione valuterà le proposte di fusione nel
rispetto dei requisiti previsti dal decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, non escludendo altre
soluzioni disciplinate dallo stesso decreto legislativo;
Fusione di Asco Holding S.p.a. con altra società. Il Comune di Volpago del Montello non ha il
controllo della società Asco Holding spa, in quanto vi partecipa con la quota dello 2,2%. Questa
operazione di fusione deve necessariamente essere realizzata mediante una delibera assembleare
che richiede quanto meno la prescritta maggioranza dei consensi dei soci. Tale operazione non è
quindi ad oggi individuabile come unica opzione e pertanto, qualora non dovesse realizzarsi, il
Comune si riserva di procedere con la cessione delle quote come previsto dal decreto legislativo
175/2016.” (punto 05. Azioni di razionalizzazione delle schede allegate alla Deliberazione di cui
sopra);
– il termine per la conclusione dei processi di alienazione o razionalizzazione è di un anno dalla
data di approvazione della ricognizione;
RICHIAMATA la deliberazione consiliare n. 34 del 19 luglio 2018 con cui il Consiglio Comunale ha
approvato la proposta di modifica dello statuto societario di Asco Holding S.p.A.;
PRESO ATTO CHE in data 23 luglio 2018, l’assemblea dei soci di Asco Holding S.p.A. ha
approvato alcune modifiche allo statuto societario, attualmente già efficaci, con le quali si è
provveduto a:
 ridefinire l’oggetto sociale limitando l’attività alla gestione di partecipazioni in altre società,
qualificando in questo modo la società come holding pura;
 rinforzare la governance della holding, al fine di garantire stabilità e gestione unitaria delle
partecipazioni indirette degli enti pubblici e incrementare il coinvolgimento dei soci nelle
decisioni strategiche di indirizzo dell’organo amministrativo, prevedendo, altresì, iniziative
propulsive dei soci nei confronti degli organi sociali;
 prevedere un periodo di lock up entro il quale i soci si sono impegnati a non dismettere la
partecipazione, attribuendo loro un diritto di prelazione ed introducendo una clausola di
gradimento nel caso in cui le azioni vengano cedute;
CONSIDERATO CHE il processo di razionalizzazione di cui all’art. 24 D.Lgs. 175/2016
rappresenta il punto di sintesi di una valutazione complessiva della convenienza per l’ente a
mantenere in essere partecipazioni societarie rispetto ad altre soluzioni;
RITENUTO COME le suddette modifiche statutarie abbiano determinato una sostanziale revisione
della governance societaria allo scopo di adeguarne oggetto, finalità e modello ai principi contenuti
nel TUSP; modifiche che, come si può evincere dall’analisi, dalle considerazioni e dai richiami
normativi e giurisprudenziali che seguono, richiedono una revisione delle motivazioni che con la
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 44 del 29-09-2018 Pag. n.2 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
deliberazione consiliare n. 51 del 28 settembre 2017 avevano portato questo Comune a prevedere
un processo di razionalizzazione con riferimento ad Asco Holding S.p.A.;
TENUTO CONTO della Deliberazione della Corte dei Conti n. 24/SEZAUT/2015/FRG secondo cui
“La qualificazione di una società come “strumentale” si ricollega alla tipologia di attività, che è
rivolta agli stessi enti promotori o, comunque, azionisti della società per svolgere le funzioni di
supporto delle amministrazioni pubbliche, secondo l’ordinamento amministrativo, in relazione a
funzioni pubbliche di cui restano titolari gli enti serviti”…Omissis…”Tra i servizi strumentali, è da
includere la gestione delle partecipazioni societarie, talora affidata ad una società di primo livello
(holding pura), con possibile verificarsi del presupposto di cui al citato art. 1, co. 611, l. n. 190/2014
(società formate da soli amministratori o da un numero superiore a quello dei dipendenti)”;
TENUTO CONTO INOLTRE della Deliberazione della Corte dei Conti n. 27/SEZAUT/2017/FRG
paragrafo 1.5.4 per cui: “… Le stesse problematiche si pongono a seguito dell’adozione del
modello holding, ossia quando la gestione delle partecipazioni societarie è affidata ad una società
di primo livello (holding pura o finanziaria), che incorpora le società di gestione dei servizi pubblici
di interesse generale. In tal caso, la holding svolge attività strumentali. Diversamente, la holding
operativa (o mista), svolge anche attività di produzione o di scambio” … omissis…. “Nella riforma
delle società a partecipazione pubblica, le società holding sono espressamente riconosciute,
ritenendo che il divieto di costituire nuove società da parte di quelle che autoproducono beni o
servizi strumentali «non si applica alle società che hanno come oggetto sociale esclusivo la
gestione delle partecipazioni societarie di Enti locali, salvo il rispetto degli obblighi previsti in
materia di trasparenza dei dati finanziari e di consolidamento del bilancio degli enti
partecipanti»(art. 4, co. 5, d.lgs. n. 175/2016)”;
RICHIAMATO l’art. 4 “Finalità perseguibili mediante l’acquisizione e la gestione di partecipazioni
pubbliche” del D.Lgs. 175/2016 secondo cui:
“1. Le amministrazioni pubbliche non possono, direttamente o indirettamente, costituire società
aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il
perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né acquisire o mantenere partecipazioni, anche di
minoranza, in tali società.
2. Nei limiti di cui al comma 1, le amministrazioni pubbliche possono, direttamente o
indirettamente, costituire società e acquisire o mantenere partecipazioni in società esclusivamente
per lo svolgimento delle attività sotto indicate: a) produzione di un servizio di interesse generale, ivi
inclusa la realizzazione e la gestione delle reti e degli impianti funzionali ai servizi medesimi;
“…omissis… “d) autoproduzione di beni o servizi strumentali all’ente o agli enti pubblici partecipanti
o allo svolgimento delle loro funzioni, nel rispetto delle condizioni stabilite dalle direttive europee in
materia di contratti pubblici e della relativa disciplina nazionale di recepimento”;
RICORDATO che Asco Holding S.p.A. è attualmente partecipata da circa 90 Comuni e da due soci
privati (Blueenergy Group S.p.A. e Plavisgas Srl) e detiene a sua volta partecipazioni di controllo in
4 società:
Ascopiave S.p.a., quota del 61,562% (società quotata che a propria volta  detiene numerose
partecipazioni di controllo e di minoranza);
 Asco TLC S.p.a., quota del 91%
 Seven Center S.r.l. quota dell’ 85% (in liquidazione)
 Rijeka Una Invest S.r.l., quota del 65% (in liquidazione, che a sua volta detiene il 100%
della società Alverman S.r.l., anch’essa in liquidazione),
oltre ad una partecipazione di minoranza in una società: il 10% del capitale sociale di Bim Piave
Nuove Energie s.r.l.;
RITENUTO CHE la società Asco Holding S.p.A. con le modifiche statutarie introdotte assume il
ruolo di “Holding pura”, ossia di società strumentale dei Comuni, che svolge il servizio di interesse
generale costituito dalla gestione delle partecipazioni in altre società ed in particolare nella
gestione della partecipazione della società Ascopiave S.p.A. quotata in borsa;
CONSIDERATO essere, per questo Comune, indispensabile il mantenimento ed il potenziamento
della holding per il suo fondamentale ruolo di supporto tecnico fornito in attività di elevata
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 44 del 29-09-2018 Pag. n.3 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
complessità, quali le scelte di indirizzo strategico da adottare attraverso la società capogruppo per
lo sviluppo della governance delle società controllate, in particolare della società Ascopiave S.p.A.
che opera nel settore della vendita del gas e dell’energia e della gestione delle reti del gas ed a cui
è stata affidata attraverso la controllata AP RETI GAS S.p.A. la concessione delle reti del metano
nel territorio comunale. La holding assume quindi il ruolo di strumento di gestione della
partecipazione nella società quotata e in futuro anche in altre società, a condizione che vengano
rispettati i parametri di dettati dal D.Lgs. n. 175/16. Inoltre viene stabilizzata la proprietà pubblica,
per espressa norma statutaria, che dichiara la società a prevalente capitale pubblico e vincola la
partecipazione per i prossimi 2 anni, oltre ad introdurre, in caso di vendita da parte di un socio delle
proprie azioni, il diritto di prelazione e la clausola di gradimento a favore della compagine pubblica
della
società
;
RITENUTO INOLTRE CHE ai fini della legittima detenzione delle quote di Asco Holding S.p.A.
occorre verificare il rispetto anche degli ulteriori parametri di cui all’art. 20 del D.Lgs. 175/2016,
ossia la presenza di un numero di dipendenti superiore al numero degli amministratori e che la
società abbia conseguito nel triennio precedente un fatturato medio superiore a 500 mila euro:
con riferimento al parametro del fatturato occorre precisare che tale elemento  contabile non
trova riscontro nel bilancio di una holding pura che detiene unicamente partecipazioni in
altre società e le cui entrate sono costituite unicamente da dividendi ed interessi attivi che
pertanto vengono registrate tra i proventi di natura finanziaria e non rientrano nel valore
della produzione. Il parametro del fatturato va quindi verificato, nel caso della holding pura,
analizzando i dati del bilancio consolidato del gruppo. Questo anche in coerenza
sistematica con il disposto della art. 21 D.Lgs. 175/2016 che prevede, per le società che
redigono il bilancio consolidato, che il risultato di esercizio sia quello relativo a tale
bilancio
;
 analogamente dicasi per l’assenza di personale dipendente nella holding, la cui attività di
gestione delle partecipazioni viene rappresentata in tutti suoi elementi in sede di
consolidamento del bilancio degli enti partecipanti. Giova sottolineare che l’introduzione di
personale dipendente, a seguito di modifiche organizzative societarie, mal si concilierebbe
con gli obiettivi cardine della riforma introdotta dal TUSP di efficiente gestione delle
partecipazioni pubbliche e di razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica;
 pertanto, posto che i parametri del numero di dipendenti e del fatturato vanno verificati
rispetto ai dati del bilancio consolidato del gruppo Asco Holding S.p.A., si conferma il
rispetto di entrambe le condizioni previste dall’art. 20 D.Lgs. n. 175/2016, avendo il gruppo
conseguito un fatturato nell’ultimo triennio di oltre 500 milioni di euro ed avendo il gruppo
alle proprie dipendenze oltre 600 dipendenti;
RITENUTO, alla luce di tutto quanto sopra analizzato e richiamato, di procedere ad un
aggiornamento ed alla revisione delle motivazioni che hanno portato a prevedere un processo di
razionalizzazione con specifico riferimento ad Asco Holding S.p.A., aggiornando alcune delle
schede già approvate a suo tempo con il provvedimento di ricognizione delle partecipazioni di cui
alla deliberazione consiliare n. 51 del 28 settembre 2017 nelle parti incompatibili con il presente
provvedimento ed in particolare:
 la scheda 02.01 Ricognizione delle società partecipate;
 la scheda 03.01 – Asco Holding S.p.A. relativa alle finalità perseguite ed attività ammesse
(art. 4 e 26);
 la scheda 03.02 – Asco Holding S.p.A. relativa alle condizioni art. 20 co. 2;
 la scheda 04 Mantenimento senza interventi di razionalizzazione;
 la scheda 05.05 Riepilogo azioni di razionalizzazione;
IN PARTICOLARE viene confermato il mantenimento della partecipazione in Asco Holding S.p.A.
in quanto società che svolge attività strumentale alle funzioni del Comune, avendo come unico
scopo la detenzione e gestione di partecipazioni in altre società, in particolare nella società quotata
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Ascopiave S.p.A. quotata in borsa. Con riferimento alle altre società controllate o detenute da Asco
Holding S.p.A., si fornisce l’indicazione di porre in essere le azioni di razionalizzazione orientate
all’esclusivo perseguimento dell’interesse pubblico dell’Ente ai sensi del D.Lgs. n. 175/2016;
RITENUTO di confermare, per le parti non espressamente aggiornate e novate con la presente
deliberazione, il provvedimento di ricognizione delle partecipazioni possedute allegato alla
deliberazione consiliare n. 51 del 28 settembre 2017;
RITENUTO, altresi, che alla sopravvenuta modifica statutaria di Asco Holding S.p.a. e
all’aggiornamento di cui alla presente deliberazione consegua l’opportunita’ di revocare, con
effetto ex nunc, quanto previsto in merito alla società predetta con la richiamata deliberazione CC
n. 51/2017;
VISTI:
il D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, ed in particolare l’art. 42, comma 2,  lett. e) e g) del
medesimo;
 il D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 175 “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”
come modificato ed integrato dal D.Lgs. 16 giugno 2017, n. 100;
 lo Statuto del Comune;
 il vigente Regolamento di Contabilità;
VISTO il parere espresso dall’Organo di revisione ai sensi dell’art. 239, c. 1, lett. b), n. 3), D.Lgs. n.
267/2000;
VISTI i pareri favorevoli in ordine alla regolarità tecnica espresso dal Segretario Generale e
contabile, espresso dal Responsabile del Servizio Finanziario ai sensi dell’art. 49 del D.Lgs. n.
267/2000;
PRESO ATTO dei seguenti interventi:
SINDACO. Normativamente ogni anno entro il 30 settembre va rivista la partecipazione pubblica in
società. Il 28 settembre dell’anno scorso siamo venuti in Consiglio comunale. A oggi l’unica società
che è oggetto di valutazione è la Asco Holding S.p.a., società in cui noi come Comune siamo soci
al 2,2%. Essendo fra i soci fondatori a suo tempo dell’allora “Consorzio dei Comuni del Bacino
Imbrifero Montano del Piave appartenenti alla provincia di Belluno” (in forma abbreviata
BIM-Piave), possediamo una quota tutto sommato abbastanza importante. I soci sono circa una
novantina, di cui due pubblici e due privati. Faccio una rapida sintesi perché la questione è
alquanto complessa. Il 28 settembre dell’anno scorso avevamo definito come posizione la volontà
di mantenere la partecipazione in essere in Asco Holding S.p.a. la quale è una società che di fatto
non fa nulla se non la gestione di altre società, fra cui la Ascopiave S.p.a. in primis che si occupa di
reti e di vendita gas, la maggiore società come fatturato. Vi sono poi la Asco Tlc S.p.a. e altre due
società minori che sono in liquidazione e per le quali è già stato definito il loro futuro. Dicevo: l’anno
scorso avevamo definito che da parte nostra era fondamentale mantenere la partecipazione nella
Asco Holding S.p.a. perché è una società che di fatto gestisce il gas ed è per noi di fondamentale
importanza che l’Ente pubblico eserciti un controllo sul territorio; anzi, con la non malcelata
intenzione o speranza che questo gruppo possa crescere e arrivare a occuparsi anche di acqua,
rifiuti e quant’altro, quindi mantenendo un gruppo pubblico che segua tutto ciò che – a nostro
avviso – è di fondamentale importanza per il territorio, evitando di correre il rischio di trovarsi in
situazioni di privatizzazione, e qui parliamo di controllo delle tariffe, parliamo di una serie di cose
che riteniamo fondamentale. In quell’occasione avevamo ribadito la volontà di mantenere la nostra
partecipazione dando come indicazione al consiglio di amministrazione di propendere per la
fusione con altra società del gruppo. Da questo ne è uscito che alcuni Comuni hanno dato
indicazioni specifiche sulla volontà di fusione tra la Asco Holding S.p.a. con la controllata Asco Tlc
S.p.a. (società sempre del gruppo che però si occupa di telecomunicazioni, con tutto ciò che poi ne
è nato, come avete potuto vedere sui giornali). Il socio privato invece puntava alla fusione con la
Ascopiave S.p.a.; ne è nato un contenzioso anche legale il cui esito non è ancora definitivo ma ci
sono stati alcuni passaggi intermedi quali la sentenza del TAR che si è espresso respingendo la
fusione in Asco Tlc. È poi di questi giorni la notizia che quei Comuni avevano fatto richiesta al
Consiglio di Stato per la sospensiva della sentenza del TAR, sospensiva però negata dal Consiglio
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di Stato proprio venerdì scorso e quindi adesso il tutto andrà in definizione ai primi di novembre: si
parla del giorno 8 novembre, data in cui il Consiglio di Stato dovrebbe esprimersi in maniera
definitiva sul se sia possibile o meno questa strategia. Nel frattempo tutto è stato superato dalla
nostra delibera di Consiglio comunale, poi attuata dall’assemblea della Asco Holding, con la
modifica dello statuto e degli assetti interni alla società, modifica dello statuto che prevedeva di
ridefinire l’oggetto sociale «…limitando l’attività, la gestione e le partecipazioni in altre società…» e
dunque specificando che la holding sarebbe stata una holding pura, quindi una società che si
occupa esclusivamente di gestire le quote azionarie presenti in altre società. Parallelamente in
quell’occasione è stato anche deciso di rafforzare la holding al fine di garantirne la stabilità dando
maggior potere all’assemblea dei soci. Fra le varie condizioni previste proprio per evitare future
cessioni con il pericolo di perdere il controllo pubblico della società (quando per noi mantenerne il
controllo pubblico è un elemento che riteniamo fondamentale), in assemblea dei soci è stato votato
e deciso un “lock-up period” (scusatemi il termine), di fatto un periodo di blocco – diciamo così –
per cui per due anni i soci non possono vendere quote in maniera libera; dopo di che le possono
vendere in ogni caso, però con diritto di prelazione da parte degli altri soci e quindi i Comuni
tramite la società possono decidere di acquistare le quote dei soci che dismettono; se così non
fosse, in ogni caso hanno la possibilità di dare la preferenza all’eventuale acquirente di tali quote
per cui se, ad esempio, viene definito che l’acquirente è di gradimento della società, quest’ultimo
potrà acquistare, in caso contrario acquista la società a pari condizioni. Questo è quello che siamo
andati a definire. Continuo nell’intendimento di fare una sintesi perché – credetemi – la situazione è
molto complessa: giusto per darvi un’idea, gli attori sono la società Asco Holding S.p.a. che ha un
suo gruppo nutrito di legali, un socio privato che ha il suo bel nutrito gruppo di legali, i Comuni
interessati dal ricorso i quali – vuoi per zona, vuoi per raggruppamento, vuoi per territorio – si sono
a loro volta raggruppati in altri quattro gruppi e ogni gruppo ha il suo bel nutrito gruppo di legali:
praticamente abbiamo più avvocati che soci! Insomma, una situazione abbastanza complessa.
Peraltro ogni legale ha la sua visione e vi è da dire che la norma base che è la Legge Madia che
impone la cessione delle quote in società che non avessero determinate caratteristiche è di
recentissima applicazione con una serie di problematiche anche interpretative per cui di fatto la
Asco Holding sta facendo scuola su questo a livello nazionale essendo una delle poche società ad
avere affrontato la questione tentando di andare in qualche maniera controcorrente perché se da
un canto siamo pienamente d’accordo che può essere una legge finalizzata al fatto di non avere
carrozzoni pubblici in perdita che servono solo a dare una sedia a qualcuno che non ce l’ha più,
d’altro canto c’è anche da dire che una società come Ascopiave S.p.a. che, a fronte di un fatturato
di oltre quattrocento milioni di euro fa qualcosa come ventotto milioni di utile ogni anno, tanto
“carrozzone” non è: è un bene per il territorio, anzi, c’è da dire che con i Comuni ha sempre
contribuito con i dividendi a dare ai bilanci comunali un notevole apporto; quindi da un punto di
vista normativo probabilmente bisognerà valutare caso per caso se era una società in attivo o se
era una società in perdita: in altri termini, a mio avviso sarebbero necessarie alcune considerazioni
già sulla legge Madia che ha fissato determinati parametri che tuttavia – secondo me – vanno un
po’ oltre, e a tale proposito faccio alcuni riferimenti. Un parametro è relativo al fatturato; ora nel
caso in esame siamo a numeri ben superiori ai cinquecento milioni di euro previsti nei tre anni
(perché va valutato per il triennio). Un altro parametro è legato al personale, argomento che, detto
così, sembra una cosa assurda quando invece può avere una sua logica. La legge Madia prevede
che il numero dei dipendenti debba essere superiore al numero dei dipendenti del consiglio di
amministrazione; ora, la Asco Holding non ha dipendenti perché usa come dipendenti i dipendenti
di Ascopiave in quanto per la società non avrebbe senso assumere a sua volta ulteriori dipendenti
quando in realtà la sua funzione è solo quella di gestire quote azionarie. La Asco Holding S.p.a. ha
le varie società che si muovono in maniera autonoma e alla fine l’operazione di suddivisione dei
dividendi è esercitata dalla Asco Holding utilizzando personale di Ascopiave S.p.a. Anche questo è
un punto che appare pienamente superabile perché, proprio per la logica che vi dicevo adesso: il
personale della Asco Holding non va visto legato agli effettivi dipendenti ma legato a tutto il gruppo
di cui fa parte anche la Ascopiave, con la conseguenza che il numero di amministratori è 6 e
Ascopiave ha 600 dipendenti, quindi è abbondantemente garantito anche questo. Un altro aspetto
su cui poi i privati si sono impuntati è quello secondo il quale la legge Madia dice che non puoi fare
vendite con la società diretta (della serie “gestire la rete sì, vendite no”). La Asco Holding non fa
vendite, però aveva il controllo diretto della Asco Tlc. La logica del ricorso era quella secondo la
quale tutti i fondi con una società che fa vendita, cosa che, a parere dei ricorrenti, non si potrebbe
fare. Oggi andiamo a ribadire i concetti già espressi a luglio di quest’anno nella modifica dello
statuto della società, per cui per noi è predominante l’interesse pubblico, contiamo di mantenerne
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la partecipazione, andiamo a rafforzare la partecipazione pubblica sperando di riuscire a riportate il
tutto a società completamente pubblica. Faccio un inciso per dare il quadro a chi ci ascolta e
magari non aveva seguito questa fase. A seguito della modifica dell’assetto statutario, i soci che
ritengono che non vi sia interesse a permanere in una società di questo tipo ( e ricordo che stiamo
parlando non più di pubblico bensì di ambito privato trattandosi di una società che si muove in
ambito privatistico) hanno la possibilità di cedere le loro quote a un prezzo prefissato. Dei due soci
privati, uno ha aderito a questa cessione per l’intero, l’altro invece che aveva una quota dell’8,6%
ha mantenuto uno 0.5% di quota all’interno della società. Inoltre hanno aderito alla cessione anche
alcuni Comuni che avevano già deciso di vendere per vari motivi, uno dei quali è perché qualche
Comune ha partecipazioni realmente molto basse che fanno percepire circa 30.000 € l’anno e
quindi è comprensibile che trovino più conveniente vendere e percepire una cifra 10-15 volte
superiore vendendo la quota piuttosto che avere questa piccola goccia nel mare. Il nostro caso è
diverso in quanto abbiamo un dividendo ordinario di 400.000 € e l’anno scorso (se non vado errato)
abbiamo avuto un dividendo straordinario addirittura di 600.000 € annui, quindi somme importanti.
Quindi questa è una società che dà reddito, ha un interesse pubblico preminente che – a mio
avviso – va ulteriormente implementato. L’unica questione che come indicazione diamo in
deliberazione è quella di adeguarsi in toto, a seguito della modifica dello statuto, alla normativa
Madia, ossia di fatto l’unico aspetto che in questo momento non è rispondente alla legge Madia è il
possesso della Asco Tlc S.p.a., con la conseguenza che da questo punto di vista l’indicazione è
quella di andare verso una sua dismissione da parte della società. Anche la Asco Tlc S.p.a., che si
occupa di telecomunicazioni e quindi di reti dati, ha la sua importanza per il territorio per cui
potrebbe essere auspicabile che ci sia un’acquisizione da parte della Ascopiave s.p.a., però questi
sono aspetti che dovranno essere visti in assemblea. Sostanzialmente in questa fase da parte
nostra confermiamo il mantenimento della partecipazione nella Asco Holding S.p.a. «…in quanto
società che svolge attività strumentale alla funzione del Comune avendo come unico scopo la
detenzione e gestione di partecipazioni in altre società…», e questo è ammesso dalla legge Madia;
«…in particolare, nella società quotata Ascopiave S.p.a. quotata in borsa. Con riferimento alle altre
società controllate dalla Asco Holding S.p.a. si fornisce l’indicazione di porre in essere le azioni di
razionalizzazione orientate ad esclusivo perseguimento dell’interesse dell’Ente pubblico ai sensi
del D.Lgs. 175/2016…», e cioè cedere le quote. Vi ho fatto un excursus per farvi capire qual è la
posizione che ribadiamo con questa deliberazione. Se non ci sono richieste di intervento, metto ai
voti il punto n. 5 all’ordine del giorno.
Il Sindaco, preso atto che non vi sono richieste di intervento, pone in votazione la proposta di
deliberazione ad oggetto “Art. 20 D.Lgs. 175/2016: razionalizzazione periodica delle partecipazioni
pubbliche. Aggiornamento Piano. Approvazione” posta al punto 5 all’ordine del giorno.
Con votazione espressa in forma palese, che si chiude con il seguente risultato:
Presenti: – n. 16
– Astenuti: n. 5 (Modini, Calcagnotto, Grosso, Pastro, Sartor)
– Votanti: n. 11
– Voti favorevoli: n. 11
– Voti contrari: n. 0
DELIBERA
DI APPROVARE i richiami e l’intera premessa alla presente, quali parti integranti e sostanziali del
suo dispositivo, stabilendo quanto segue:
1.di procedere, alla luce delle modifiche statutarie di Asco Holding S.p.a. e di tutto quanto sopra
analizzato e richiamato, ad un aggiornamento e specificazione delle motivazioni che hanno
portato a prevedere un processo di razionalizzazione con diretto riferimento ad Asco Holding
S.p.a., aggiornando alcune delle schede, già approvate a suo tempo con il provvedimento di
ricognizione delle partecipazioni di cui alla deliberazione consiliare n. 51 del 28 settembre
2017 richiamata in premessa ed in particolare:
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la scheda 02.01 Ricognizione delle società  partecipate;
 la scheda 03.01 – Asco Holding S.p.a. relativa alle finalità perseguite ed attività
ammesse (art. 4 e 26);
 la scheda 03.02 – Asco Holding S.p.a. relativa alle condizioni art. 20 co. 2;
 la scheda 04 Mantenimento senza interventi di razionalizzazione;
 la scheda 05.05 Riepilogo azioni di razionalizzazione;
2.di confermare il mantenimento della partecipazione in Asco Holding S.p.a. in quanto società
che svolge attività strumentale alle funzioni del Comune, avendo come suo unico scopo la
gestione delle partecipazioni in altre società, in particolare nella società quotata Ascopiave
S.p.a. quotata in borsa, il rispetto da parte del gruppo Asco Holding S.p.a. dei parametri di cui
all’art. 21 D.Lgs. 175/2016, avendo il gruppo un fatturato di oltre 500 milioni di euro ed avendo
un numero di dipendenti superiore a 600 unità, come rappresentato in sede di
consolidamento del bilancio degli enti partecipanti.
Con riferimento alle altre società controllate o detenute da Asco Holding S.p.a., si fornisce
l’indicazione di porre in essere le azioni di razionalizzazione orientate all’esclusivo
perseguimento dell’interesse pubblico dell’Ente ai sensi del D.Lgs. n. 175/2016;
3.di revocare, con effetto ex nunc, quanto previsto in merito alla società Asco Holding S.p.a. con
la richiamata deliberazione CC n. 51 del 28/09/2017, dando atto che il Piano di Revisione
straordinaria delle società pubbliche approvato con la citata deliberazione consiliare resta
confermato in toto per le parti non innovate e non incompatibili con il presente provvedimento;
4.Di precisare che il presente provvedimento costituisce atto di indirizzo programmatico per le
azioni da intraprendere da parte dell’Ente;
5.Di trasmettere la presente deliberazione a tutte le società partecipate dal Comune;
6.Di aggiornare, per quanto necessario, i dati contenuti nell’applicativo partecipazioni del
Dipartimento del Tesoro;
7.Di trasmettere copia della presente deliberazione alla competente Sezione regionale di
controllo della Corte dei Conti, con le modalità indicate dal T.U.P.S..
Infine su proposta del Sindaco, in esito alla seguente votazione espressa in forma palese:
– Presenti: n. 16
– Astenuti: n. 5 (Modini, Calcagnotto, Grosso, Pastro, Sartor)
– Votanti: n. 11
– Voti favorevoli: n. 11
– Voti contrari: n. 0
DELIBERA
di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134, comma
4, del D.Lgs. 267/2000, per poter dare seguito tempestivamente ai successivi atti e adempimenti.

Variazione DUP, bilancio e opere pubbliche (Del. CC 43/2018)

VARIAZIONE AL DUP 2018 – 2020, AL BILANCIO DI PREVISIONE 2018 – 2020 E AL PROGRAMMA TRIENNALE DELLE OPERE PUBBLICHE – APPROVAZIONE


IL CONSIGLIO COMUNALE
VISTI il Documento Unico di Programmazione 2018 – 2020 approvato con Delibera di Consiglio
Comunale n. 76 del 27.12.2017, ed il Bilancio di Previsione 2018 – 2020 approvato con delibera del
Consiglio Comunale n. 77 del 27.12.2017, esecutiva a termini di legge;
VISTE le delibere sin qui adottate dal Consiglio Comunale ad oggetto variazioni di bilancio di
previsione 2018 – 2020, variazioni al DUP e al programma opere pubbliche 2018 – 2020;
VISTO l’art. 175 del d.lgs 267/2000, modificato dall’art. 74 del d.lgs. n. 118 introdotto dal d.lgs n.
126 del 2014, il quale stabilisce che le variazioni al bilancio sono di competenza dell’organo
consiliare salvo quelle previste dai commi 5-bis e 5-quater e che le stesse possono essere
deliberate non oltre il 30 novembre di ciascun anno fatte salve le fattispecie che possono essere
deliberate sino al 31 dicembre di ciascun anno;
VISTO l’art. 193 del T.U. 267/2000 e successive modificazioni ed integrazioni, modificato dall’art.
74 d.lgs. n. 118 2011 introdotto dal d.lgs n. 126 del 2014;
VISTI i risultati della verifica generale delle voci di entrata e di spesa del bilancio dell’esercizio in
corso, effettuata dal responsabile del servizio finanziario di concerto con gli assessori ed i
responsabili dei vari servizi dell’ente con la sovrintendenza del Sindaco, dai quali emerge la
necessità di provvedere ad una variazione di Bilancio assicurando il mantenimento del pareggio
dello stesso;
DATO ATTO che l’Agenzia Veneta per i pagamenti in agricoltura della Regione Veneto in data
14.09.2018 ha comunicato, con protocollo agli atti n. 12623/2018, l’ammissibilità e la finanziabilità
della domanda di contributo ai sensi della DGR n. 212 del 19.12.2017, per “Lavori di valorizzazione
e riqualificazione e messa in sicurezza di percorsi e itinerari esistenti”, per un importo di €
189.814,70;
CONSIDERATO inoltre che si provvede alla variazione di alcune missioni di spesa del titolo II
(investimenti) finanziate con l’avanzo di amministrazione anno precedente per € 198.000,00, come
dall’elenco dettagliato degli interventi finanziati ricompreso nell’allegato sub A al presente
provvedimento;
VISTO che le voci per cui si rende necessario provvedere a variazioni per la parte corrente
vengono riportate nell’ elenco dettagliato per missioni e programmi nell’allegato sub A) al presente
provvedimento per farne parte integrante e sostanziale;
CONSIDERATO CHE è inoltre necessario variare il DUP 2018 – 2020, sezione strategica annualità
2018, nella missione 1 – servizi istituzionali generali e di gestione – programma 2 – Segreteria
generale, prevedendo l’adesione all’Organismo di valutazione intercomunale del Centro Studi
Amministrativi della Marca Trevigiana, in quanto:
il sistema di valutazione dei dipendenti, che si articola nel ciclo  di gestione della
performance, risulta particolarmente complesso e di conseguenza appare opportuno
dotarsi di un organismo di valutazione in forma associata, come peraltro previsto dall’art. 14
del D. Lgs. 150/2009, coerentemente d’altra parte con quanto stabilito dall’art. 30 primo
comma del D. Lgs. 267/2000
 da quasi dieci anni presso l’Associazione dei Comuni della Marca Trevigiana è stato
attivato, avvalendosi del supporto del Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana, il
nucleo di valutazione intercomunale e che in questi anni il Centro Studi ha maturato una
significativa esperienza circa la valutazione dei dipendenti applicando ed affinando una
metodologia predisposta in collaborazione con esperti universitari di fama nazionale;
 questa forma di gestione è stata costituita sostanzialmente per rispondere ad esigenze di
terzietà, imparzialità e adeguata professionalità degli organismi di valutazione;
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 43 del 29-09-2018 Pag. n. 2 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
VISTA la variazione al programma delle opere pubbliche come da allegate tabelle (sub C), nella
quale vengono riportate le variazioni di cui al presente provvedimento per l’annualità 2018;
DATO ATTO che dopo la presente variazione vengono rispettati i vincoli di finanza pubblica e gli
equilibri di bilancio;
VISTO il parere favorevole espresso dall’organo di revisione allegato alla presente (sub B);
VISTI lo statuto ed il regolamento di contabilità;
RICHIAMATI il D.lgs n 267/2000 e s.m.i. e il D.Lgs. 118/2011 e s.m.i.
ACQUISITI i pareri favorevoli tecnico e contabile espressi dal responsabile del servizio finanziario,
ai sensi dell’art. 49, comma 1, del D.Lgs. n. 267;
PRESO ATTO degli interventi dei Consiglieri, riportati come segue:
ASSESSORE MARTIMBIANCO EDDY. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio) Illustra sinteticamente i contenuti della
proposta in esame.
SINDACO. Apriamo la discussione sul punto.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio) Chiede chiarimenti in merito ad eventuali
stanziamenti sulla sicurezza al fine di potenziare le telecamere.
SINDACO. La previsione su quella voce è la seguente. Abbiamo una parte di spesa – come aveva
accennato l’Assessore Martimbianco – con la quale realizzeremo un ponte radio che ci permetterà
di coprire la zona chiesa, il nucleo principale di Santa Maria, con la copertura per i telefoni cellulari
e quant’altro. Peraltro daremo garanzie anche dal punto di vista della sicurezza: sapete che lassù
qualunque problema capiti, tipo chiamare un’ambulanza, diventa un problema serio se non vi è
copertura. Dobbiamo ringraziare il Comune di Povegliano e il Sindaco Rino Manzan: infatti facendo
punto sul piezometro di Povegliano riusciamo a vedere la chiesa di Santa Maria e quindi è
possibile realizzare questo intervento. Sono previste anche ulteriori telecamere; in una prima
approssimazione pensiamo di servire i cimiteri in quanto anche qui è importante avere un ponte
radio e dunque avere la copertura. Questa voce contiamo di implementarla nel tempo; per ora vi
posso anticipare che con il Comando dei Carabinieri abbiamo fatto una valutazione di quali sono –
a loro avviso – i punti del territorio di maggiore importanza in termini di passaggio e quindi di
controllo del territorio in termini di movimenti; su questo stiamo abbozzando un progetto per l’anno
prossimo per fare un lavoro più corposo.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio) Chiede se sia possibile sviluppare un piano
sulla sicurezza con altri Comuni.
SINDACO. Povegliano ha già fatto un intervento e mi risulta che abbiano finanziato un intervento
importante. Lì non ho riferimenti ma è un qualcosa che è sentito da parte di tutti i Comuni.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio) Chiede chiarimenti rispetto ad eventuali
interventi sulla staccionata lungo lo Stradon del Bosco.
SINDACO. Come Consorzio del Bosco Montello ci siamo mossi anche con la Sovrintendenza per
avere un’unica tipologia. In un primo momento ci avevano chiesto di rifarla in legno, ma questa
cosa oggettivamente è ormai più pericolosa che ci sia piuttosto che non ci sia in quanto versa in
condizioni davvero fatiscenti (se qualcuno si appoggia corre anche grossi rischi). Alla fine
dell’incontro con la Sovrintendenza abbiamo raggiunto l’accordo che sarà realizzata con lo stesso
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 43 del 29-09-2018 Pag. n. 3 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
disegno di quella esistente (e dunque con elementi verticali, orizzontali e incrociati) però, anziché
in legno, in acciaio Cor-Ten per cui avremo l’effetto ruggine e dunque un colore che si sposa con il
contesto, ma soprattutto ci dà anche garanzie in termini di manutenzione ridotta nel tempo. Questo
è un finanziamento che abbiamo ottenuto come Comune di Volpago del Montello. So che il
Comune di Montebelluna si sta muovendo sempre sulla base della stessa tipologia con un
contributo regionale di 30.000 € e 60.000 € con soldi comunali. Nel nostro caso dovremo riuscire a
coprire quasi tutta la spesa con il contributo, dunque anche questo è un lavoro che entro l’anno
dovremo riuscire a far partire in termini di appalto.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio) Fa presente che lo stato di conservazione
della staccionata è particolarmente critico in alcuni punti, tanto da diventare pericoloso anche per
chi tenta di appoggiarsi.
SINDACO. Sì, l’abbiamo manutentata dove era possibile ma di fatto in tanti tratti è veramente
messa male. Pensiamo di partire il prima possibile con i lavori per risolvere alla radice il problema.
CONSIGLIERA SARTOR LAURA. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio)
SINDACO. A fronte del finanziamento dobbiamo appaltarli entro l’anno, massimo inizio primavera.
Certo, come sempre, fra appalto, consegna, verifiche, documentazioni e quant’altro, qualche mese
si perde sempre, ma dopo sarà un lavoro non dico semplice ma – se pensate bene – siamo riusciti
a fare tutto fuori opera e lì la difficoltà maggiore sarà quella dei fissaggi al suolo, fissaggi
diversificati anche in base alla tipologia……
(Interruzione audio) ………
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio) Chiede chiarimenti sul costo complessivo
dell’opera.
SINDACO. Sono 55.000 €, in particolare 50.000 € più IVA. In tal caso vi era uno stanziamento di
850.000 € complessivo per tutta l’opera, di questi 50.000 € che integriamo indicativamente 15.000
€ sono per maggiori lavori non previsti sullo stabile. Vi faccio un esempio: uno degli elementi più
importanti è stata la copertura che in fase iniziale dalla verifica interna si presentava in buone
condizioni; se avete presente tutto lo sporto di gronda, in realtà non è visibile, c’è un tavolato sotto
che lo chiude tutto attorno, poi ci sono anche alcuni elementi decorativi sotto forma di puntoni che
si mettono attorno. Quando con i lavori sono arrivati al tetto, una volta tolto quel tavolato sotto si è
visto che erano completamente ammalorati, completamente marci. A quel punto c’erano due
possibilità. La prima era quella di tagliarli raso muro sostituendoli con spezzoni che uscissero e si
collegassero 1-2 metri con quelli interni (e dunque con una sola posizione); tuttavia quella
soluzione ci è sembrata un po’ tirata e in ogni caso non era stata prevista in fase iniziale, pertanto
abbiamo scelto la soluzione di fare un lavoro definitivo sostituendo totalmente tutte le travature sia
esterne sia interne con un piccolo costo superiore. I 35.000 € invece sono dedicati a lavori che non
attenevano il fabbricato in sé e che non erano neanche in carico all’impresa costruttrice (e infatti
sono stati realizzati da altri). Faccio un esempio: è stata realizzata una parete divisoria di cui si è
valutata anche con la Direzione scolastica la necessità, parete che non c’era… Avete presente fra
la palestra, il blocco servizi e la scuola vera e propria? Prima chi usufruiva in orari extrascolastici
della palestra poteva muoversi liberamente all’interno della scuola, adesso è stato chiuso con
parete, porta e quant’altro in maniera tale che, chiuso quello, hanno accesso alla palestra e al
blocco servizi ma non possono muoversi all’interno della scuola (per un costo di circa 2.800 €). È
stato fatto un cablaggio di tutta la rete dati: anche qui un lavoro importante perché, sfruttando la
rete di fibra ottica che arriva fino al semaforo (come sapete, nella frazione di Venegazzù abbiamo
la telecamera sopra al semaforo) e prolungandola sino alla scuola, abbiamo avuto anche il
vantaggio di essere collegati direttamente con la fibra ottica del Comune: infatti ci sono anche
alcune voci riguardanti “minore spesa” per quanto riguarda telefonia o altro proprio perché con
questa logica siamo riusciti non solo per la scuola di Venegazzù ma anche per le altre scuole a
ridurre il numero di numeri telefonici per cui ora vi è un unico numero telefonico con un unico
centralino per tutte le scuole proprio grazie al collegamento in fibra ottica, con collegamento proprio
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del Comune. Altra voce che ha inciso in maniera abbastanza consistente, 17.000 €, è per i lavori di
sistemazione della pista usata per la pallacanestro e per la pallavolo. Era in condizioni tali per cui
la pista aveva ceduto su parecchie parti, per cui è stata integralmente rifatta per poterla dare in uso
a tutta la comunità. Parallelamente, abbiamo proceduto all’acquisto di due LIM (Lavagna interattiva
Multimediale) a uso della scuola e ai PC per l’aula di informatica, oltre ad arredi e a lavori esterni al
fabbricato. Tutto ciò ha inciso per circa 35.000 €, e la somma dei due ci dà i 50.000 € più IVA…….
(Interruzione audio) ……….
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio) Chiede chiarimenti in merito alle componenti
di spesa.
SINDACO. Alla fine togliendo gli arredi e i lavori esterni, avevamo uno stanziamento iniziale di
850.0000 € poi, aggiungendo i 15.000 € di cui vi dicevo prima, andiamo a uno stanziamento di
865.000 €: ricordo che di questi 650.000 € sono con contributo regionale.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio) Chiede perché l’intervento non era stato fatto
dal Consorzio.
SINDACO. No, lo fanno tutti con lo stesso materiale. Dopo di che, scusatemi se “purtroppo”
abbiamo ottenuto 190.000 € di contributo: mi dispiace ma li ha presi il Comune di Volpago del
Montello. Se gli altri Comuni facenti parte del Consorzio del Bosco Montello o non hanno
presentato domanda o non si sono mossi, il Consorzio del Bosco Montello a oggi ha già altri
impegni importanti (ricordo la Fonda). Al di là dei numeri, dovete pensare ai risultati ottenuti dal
Consorzio del Bosco Montello e fra parentesi vorrei ricordare che solo quattro anni fa si parlava di
40.000 € annui di introiti per il Consorzio; oggi siamo su numeri ben superiori con impegni
considerevoli. Dopo di che, anche questa logica va oltre nel senso che mentre la Fonda è stata
acquistata dal Consorzio del Bosco Montello (e quindi non dai Comuni), la staccionata è stata
acquistata dai Comuni, ognuno dei quali interviene in base alle proprie necessità (ogni Comune
ognuno ha lunghezze diverse, tratti diversi e quant’altro).
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio) Chiede chiarimenti sullo stato di attuazione
del progetto inerente la polveriera.
SINDACO. Consigliere, lo stiamo aspettando, né Montebelluna né Giavera del Montello, né
Nervesa della Battaglia in quanto è territorio di Volpago del Montello e dunque le decisioni
appartengono al Comune di Volpago del Montello: questo è poco ma sicuro. Da parte nostra già ci
stiamo muovendo su quel fronte, a breve avremo anche degli sviluppi, per ora vi posso dire che da
parte mia mi sono mosso anche quindici giorni fa incontrando il nuovo Prefetto al fine di stimolare
la richiesta che sia “liberata” fra virgolette la caserma perché in questo momento è in ostaggio;
scusatemi il termine ma testualmente è questo perché, nel momento della cessione, abbiamo
acquisito tutto tranne la caserma che è rimasta vincolata a un ipotetico utilizzo. Pertanto per noi
diventa importante anche in termini di progettualità. A prescindere da questo, a brevissimo vedrete
che andremo avanti con una serie di incontri con la popolazione proprio per raccogliere anche
elementi di notizie, di informazione di stimolo su questo argomento.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio) Visto che la polveriera è tutta sul territorio di
Volpago chiede come mai dobbiamo aspettare le decisioni di Montebelluna o del Consorzio.
SINDACO. No, qua il concetto è diverso. Stiamo parlando di un qualcosa di una dimensione tale
che nel momento che proporremo un qualcosa (ovviamente con la libertà di coinvolgere come idee
anche gli altri, anche se la proposta proverrà dal Comune di Volpago del Montello essendo il
proprietario), cercheremo di coinvolgere anche gli altri Comuni nell’ottica di ottenere finanziamenti
su quest’opera, per cui sarà importante muoversi. Sul fronte del finanziamento alla staccionata, il
bando va letto, riletto, ci sono dettagli, ci sono importi massimi e minimi. Questo era un bando che
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– se ricordo bene – era per la valorizzazione delle aree rurali di percorsi… perché a una prima
approssimazione pensi: “Mah, non avremo niente?” e dopo averci pensato ci è venuto lo spunto
del bando uscito oggi da consegnare fra otto giorni, dopo di che si ha tempo altri sei o sette giorni
per consegnare: insomma, anche in tal caso tempi ristrettissimi… ci provi, non è detto che vada.
Dopo di che il giorno che Volpago del Montello unificherà il Montello avremo tutto il territorio e
allora si potrà preoccupare anche del territorio limitrofo. Al di là della battuta, potete notare che ci
muoviamo in ambito…
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio) Insiste sull’avvio del progetto relativo alla
polveriera.
SINDACO. No, non voglio fare polemica, è solo per dire che nel momento in cui avremo la
caserma sicuramente sarà molto più facile addivenire a una progettazione, nel frattempo andiamo
avanti: su questo concordo però di fatto abbiamo impedito l’accesso da sud ma dobbiamo
accedere da dietro e basta. Anche su questo ho scritto ai vari livelli. Sono stato dal Prefetto il quale
era già informato della cosa essendo stato contattato anche dai Ministeri competenti e quant’altro.
Speriamo che questa faccenda si risolva in tempi veloci. Nel frattempo andremo avanti con un
lavoro (mi dispiace che non sia presente l’Assessore al Turismo che sta seguendo direttamente la
cosa) di incontri pubblici affidando l’incarico specifico a un professionista che si è già occupato di
recupero di realtà simili in Friuli Venezia Giulia e che quindi conosce abbastanza bene la tematica
e avuto già modo di sperimentarla. A breve lavoreremo anche su questo fronte.
CONSIGLIERA SARTOR LAURA. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio)
SINDACO. Il Prefetto si è insediato da poco e pertanto conosce relativamente la situazione. Ha
detto che ulteriormente non dipende dal Prefetto, comunque perorava la causa affinché fosse tolto
questo vincolo di fatto insistente. Con il Demanio siamo già d’accordo che il giorno successivo che
decadrà l’interesse da parte del Governo per gli utilizzi governativi di quella zona, otterremo la
cessione immediata perché tutto l’iter era stato completato, quindi non manca nulla tranne la firma.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio) Chiede chiarimenti sul nuovo sistema di
valutazione dei dipendenti.
SINDACO. Per la risposta do la parola al dott. Cescon che ha seguito la cosa.
SEGRETARIO GENERALE dott. CESCON. Attualmente questo Comune ha un sistema di
valutazione che risale a diversi anni fa e che prevede che l’unico valutatore sia il Segretario
comunale. Ritengo che sia più opportuno avere una forma di valutazione che coinvolga un
organismo più complesso come è previsto dalle disposizioni di legge, e soprattutto che sia un
organismo che non lavori fine a sé stesso con questo Comune ma possa lavorare nell’ambito di
una metodologia che sia applicata da più Comuni: questo perché consentirebbe anche di avere in
prospettiva la possibilità di fare confronti sull’andamento delle attività e quant’altro. In provincia di
Treviso opera l’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, un’associazione ultradecennale.
All’interno della stessa c’è il Centro Studi Amministrativi sempre come braccio operativo
dell’Associazione. Negli anni, ormai credo un’esperienza quasi trentennale, questa associazione
ha sviluppato una metodologia di valutazione, adesso si dice “della performance”, dei dipendenti
che è condivisa da un numero notevole di Comuni sia della provincia di Treviso sia fuori della
provincia stessa. Questa associazione offre la metodologia che è stata sviluppata negli anni e
affinata e che è continuo aggiornamento in base alle disposizioni di legge, non da ultimo l’ultimo
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei dipendenti; inoltre, questa associazione offre la
possibilità di avere altri due componenti per il Nucleo di Valutazione che coadiuvano il Segretario
comunale nella valutazione complessiva. Per cui la mia proposta all’Amministrazione comunale è
stata quella di superare questo organismo monocratico che il Comune ha perché se da una parte è
più snello dall’altra parte uno fa da uno, per aderire a un’iniziativa che porti l’esperienza di più
Comuni, condivida le esperienze e dia la possibilità anche di applicare anche in maniera più
completa la richiesta delle disposizioni di legge; ricordo che oltre alla valutazione finalizzata al
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premio incentivante, la valutazione, qualora si riaprano determinati meccanismi contrattuali, può
essere anche propedeutica per le fasi di sviluppo della carriera, dunque progressioni e soprattutto
progressioni orizzontali e in alcuni casi potrebbe anche fare da presupposto per le progressioni
verticali. Il costo viene applicato per classe di Comuni, ossia “superiore a…”, e mi sembra che per
superiore ai 10.000 abitanti il costo sia sui 3.600 € l’anno.
SINDACO. Il tutto è fatto per dare maggiore trasparenza.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. (Intervento non trascritto in quanto non supportato da
registrazione per problemi tecnici dell’impianto audio) Chiede chiarimenti su manutenzione strade e
fa presente che ci sono molte strade rovinate anche a causa della Pedemontana.
SINDACO. In questa voce sono 20.000 €… Sì, non sono grandi interventi, sono più interventi
manutentivi localizzati, in quanto abbiamo una situazione delle strade alquanto malmessa e
giornalmente abbiamo segnalazioni di buche, di aperture o altro, pertanto abbiamo intenzione di
fare un piano di piccoli interventi sui tratti dove è maggiormente ammalorata. Per ora non vi so
fornire dettagli ma ci siamo limitati a mettere una voce a fronte della disponibilità, però tenete
presente che non asfalteremo una strada intera (peraltro con soli 20.000 € non si può fare gran
che), ma faremo più interventi puntuali mirando a risolvere il problemino locale.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. (La prima parte dell’intervento non è supportata da
adeguata registrazione audio) Evidenzia la criticità nello stato della manutenzione di alcune prese
del Montello …prese del Montello dove ci sono buche pazzesche e gli agricoltori che si muovono
a fare legna rischiano veramente di farsi male e di avere anche incidenti perché passando sopra
certe buche con il rimorchio del trattore pieno si possono davvero creare problemi grossissimi. Mi
chiedevano: “Perché non segnalate questa cosa affinché il Comune investa maggiormente sulla
manutenzione delle strade, non limitandosi pertanto a stanziare solo 20.000 € ma facendo un vero
e proprio piano di sistemazione?” Porto questa richiesta a voi perché le strade sono molto
deteriorate. Vi porto anche un ‘altra segnalazione: i lavori sulla Pedemontana stanno contribuendo
a creare ulteriori disagi e a rovinare quelle strade che magari prima erano a posto, tant’è vero che
ci sono segnalazioni di cittadini che lamentano che le strade sono sporche, sono piene di sabbia e
terra, che gli operai che vi lavorano poi alla fine lasciano le strade sporche e via discorrendo. So
che esiste un contatto, o un call center: non so come definirlo, per cui il Comune può chiamare
direttamente per la Sis, “Consorzio Stabile Sis, società consortile per azioni”, la società costruttrice
dell’autostrada, per intervenire prontamente. Ecco, spero che questo contatto sia tenuto molto
caldo perché ci sono queste lamentele dei cittadini. E poi provo a lanciare una provocazione e un
suggerimento. Visto che la Sis sta lavorando e sta creando numerosi disagi nella costruzione di
questa strada e visto che hanno anche un eccedenza di ghiaia e non sanno dove metterla, magari
per esempio potrebbe essere un’idea quella di coinvolgerla e dire: “Visto che state facendo un po’
di disastri, se non sapete dove mettere la ghiaia che vi avanza potreste metterla sulle strade
sterrate e/o sulle prese in modo da darci una mano a coprire le buche e a fare un po’ di lavori di
manutenzione visto che siamo un po’ in difficoltà”: ecco, magari questa roba migliorerebbe il
rapporto tra cittadini e società costruttrice dell’autostrada.
SINDACO. Per quanto riguarda i problemi giornalieri legati alla manutenzione, vedi camion che
sporca la strada o altro, c’è un contatto continuo nel senso che, come pervengono, le segnalazioni
– grazie anche al controllo del vicinato – sono molto veloci e ogni qual volta ci muoviamo
istantaneamente nel senso che il Comando dei Vigili urbani che è inserito all’interno del gruppo si
attiva immediatamente per segnalare e anche sanzionare laddove vi siano situazioni da
sanzionare, ricordate che non esiste solo la Sis s.c.p.a., ma anche altre cose che capitano.
Dunque, per quanto riguarda gli interventi quotidiani, c’è un contatto continuo, dopo di che
indubbiamente molte strade che sono utilizzate in maniera preponderante dai mezzi pesanti della
Sis, perché magari portano all’accesso al cantiere o all’infrastruttura su cui sta lavorando, su quelle
ne avevamo già parlato qualche piccolo tratto l’hanno anche riasfaltato però alla fine abbiamo
deciso con la Sis che è inutile che lo asfaltino e poi lo rovinano di nuovo. Insomma, speriamo che
in tempi relativamente brevi i lavori vadano a conclusione, lavori che stanno attualmente
proseguendo. Il finanziamento c’è ed è sotto gli occhi di tutti l’accelerazione che ha avuto negli
ultimi mesi, quindi i tempi dati parlano di settembre 2020 per la chiusura dell’opera. A quanto mi
risulta a seguito di contatti recentissimi con l’ing. Pellegrini, Responsabile della Struttura, un primo
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tratto è già stato completato, sono in attesa da parte del Ministero dei Lavori pubblici
dell’autorizzazione legata a una serie di collaudi su un tratto di galleria, altrimenti i primi 10-15
chilometri… nel momento in cui sarà concessa l’autorizzazione l’inaugurazione avverrà la
settimana successiva. Per ora i lavori stanno procedendo in maniera abbastanza spedita. Con loro
abbiamo deciso che l’intervento di riasfaltatura a carico della Sis sarà fatto nel momento in cui sarà
chiuso nel senso… volevo farmi capire… nel senso che a oggi viene utilizzata in maniera
preponderante anche per i cantieri la viabilità locale, però già sulla Strada Regionale Feltrina, ad
esempio, l’intervento è pressoché completato per cui a brevissimo si riaprirà la viabilità ordinaria
perché il sottopasso è già stato completato. A quel punto per la Sis l’autostrada stessa diventerà la
viabilità di cantiere per cui non si accederà più al cantiere da sopra. Lo stesso è a dirsi per quanto
concerne le altre tratte man mano che saranno completate. Di fatto abbiamo parecchie
problematiche in essere legate tutte alle interferenze, ossia alle zone in cui l’autostrada interferisce
con la viabilità esistente e lì sono tutti manufatti (sovrappassi, sottopassi o quant’altro) e quelle
sono le zone maggiormente disagiate. Penso che nell’arco di un annetto, mi spingo a fare questa
previsione ma con buona probabilità vedrete che fino a Montebelluna avremo grosse possibilità di
avere non dico il lavoro concluso ma quanto meno molto, molto avanti, per cui dovrebbe ridursi
anche il carico sulla viabilità locale. A quel punto potremo pensare magari anche di far realizzare
questo intervento di manutenzione pesante; al momento abbiamo preferito accantonare tale
intervento perché è inutile che la società asfalti adesso quando fra un anno versa in condizioni
peggiori. Questa la logica con cui ci siamo muovendo con loro. Se non ci sono altri interventi metto
ai voti il punto n. 4 all’ordine del giorno.
Il Sindaco, preso atto che non vi sono ulteriori richieste di intervento, pone in votazione la proposta
di deliberazione ad oggetto “Variazione al DUP 2018-2020, al bilancio di previsione 2018-2020 e al
Programma triennale delle opere pubbliche. Approvazione” posta al punto 4 all’ordine del giorno.
Con votazione espressa in forma palese, che si chiude con il seguente risultato:
Presenti: – n. 16
– Astenuti: n. 5 (Modini, Calcagnotto, Grosso, Pastro, Sartor)
– Votanti: n. 11
– Voti favorevoli: n. 11
– Voti contrari: n. 0
D E L I B E R A
1.Di variare il Bilancio di Previsione 2018 – 2020 e i relativi allegati per la parte di
competenza e di cassa, e il DUP 2018 – 2020, come risultante dagli allegati riassuntivi e
riepilogativi contenuti nell’allegato A facente parte integrante del presente atto;
2. Di dare atto, ai sensi dell’art. 193 del testo unico degli enti locali approvato con d.lgs. 18
agosto 2000, n. 267, del permanere degli equilibri generali di bilancio e del pareggio
finanziario del Bilancio come dettagliato in premessa e negli allegati analitici;
3.Di variare il DUP 2018 – 2020, annualità 2018, nella missione 1 – servizi istituzionali
generali e di gestione – programma 2 – Segreteria generale, prevedendo l’adesione
all’Organismo di valutazione intercomunale del Centro Studi Amministrativi della Marca
Trevigiana;
4.Di approvare la variazione al programma dei lavori pubblici per il triennio 2018-2020 e all’
elenco annuale 2018, approvato da ultimo con deliberazione di Consiglio Comunale n. 36
del 30.07.2018, secondo quanto riportato nelle schede allegate (allegato C) al presente atto
per costituirne parte integrante e sostanziale, per le ragioni in premessa esposte
5.Di comunicare il presente provvedimento al Tesoriere Comunale per il seguito di
competenza a cura del Servizio ragioneria inviando copia del presente atto.
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Infine, su proposta del Sindaco, in esito alla seguente votazione espressa in forma palese:
Presenti: – n. 16
– Astenuti: n. 5 (Modini, Calcagnotto, Grosso, Pastro, Sartor)
– Votanti: n. 11
– Voti favorevoli: n. 11
– Voti contrari: n. 0
DELIBERA
di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134,
comma 4, del D.Lgs. 267/2000, per poter dare seguito tempestivamente ai successivi atti e
adempimenti.