Interpellanza con richiesta dimissioni assessore alla cultura (Del. CC 11/2019)

PRESENTAZIONE INTERPELLANZA DA PARTE DELLA LISTA CIVICA VOLPAGO.IT GROSSO SINDACO AD OGGETTO: “RICHIESTA DIMISSIONI ASSESSORE ALLA CULTURA”


Sono presenti il Sindaco e n. 14 Consiglieri Comunali (Povelato, Bertuola, Pedron, Rigatti, Baù,
Zanatta, Venturin, Cappellari, Volpato, Martignago, Grosso, Pastro, Modini, Calcagnotto).
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Avremmo un’interpellanza: posso leggerla?
SINDACO. Prego.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Oggetto: Richiesta dimissioni Assessore alla Cultura.
Esercitando le funzioni di indirizzo e di controllo politico-amministrativo attribuite dalla legge ai
consiglieri comunali, chiediamo di conoscere a che punto sia a oggi lo stato delle attività, delle
iniziative, dei progetti e della programmazione dell’Assessorato alla Cultura. Dopo avere
annunciato il ritiro dalla scena politica, senza essersi mai candidato alle elezioni del 2016, al dott.
Alessandro Mazzochel è stato assegnato il ruolo di Assessore esterno, incarico comunque
ingiustificato, vista la lunga lista di persone dalle quali il sig. Sindaco avrebbe potuto avvalersi, ma
comunque fortemente voluto sulla base dell’esperienza pluriennale maturata nel settore. Proprio
per questo motivo ci aspettavamo la realizzazione di almeno una minima parte di quei grandi
progetti culturali previsti ancora nel lontano 2006. Così, all’inizio del 13° anno come referente della
cultura, gli chiediamo quali azioni abbia messo in campo per dare corpo alla sua idea di cultura per
la comunità volpaghese, al di là del sostegno alle tante singole manifestazioni promosse da privati
e associazioni, perché il panorama a oggi è pressoché desertico. Se in un arco di tempo così
ampio questo è il risultato, non osiamo immaginare cosa si possa sperare d’ora in avanti, viste le
ultime notizie che lo darebbero quale possibile candidato Sindaco alle prossime amministrative del
Comune di Giavera del Montello e l’impegno che una campagna elettorale richiede. La questione è
di buon senso oltre che di tempo perché fare due cose contemporaneamente è difficile, e lo è
ancora di più quando si ha l’onore e l’onere di amministrare una comunità e di farlo con quella
dedizione, quella passione e quella determinazione che i cittadini non solo chiedono ma meritano.
Dimostrare ai cittadini che la politica è altro rispetto alle poltrone e che la misura del valore, della
competenza e capacità di un politico sta nella concretezza delle risposte che sa dare. Egregio
Assessore, per correttezza ma soprattutto per rispetto verso i cittadini di Volpago, già che non lo ha
ancora fatto, Civica per Volpago le chiede ufficialmente di rassegnare le sue dimissioni. Non lo
facesse lei, ci rivolgiamo al Sindaco perché quanto prima la destituisca dall’incarico di Assessore
alla Cultura di Volpago del Montello.
Si dà atto che l’interpellanza presentata dalla Consigliera Pastro viene dalla stessa depositata ed
allegata alla presente deliberazione sub A).
SINDACO. Mi riservo di rispondere alla prossima.
La seduta è dichiarata conclusa alle ore 21.59

Risposta interpellanze su discarica incontrollata, furti e abbandono rifiuti (Del. CC 10/2019)

RISPOSTA ALLE INTERPELLANZE PRESENTATE DALLA LISTA “CIVICA PER VOLPAGO.IT GROSSO SINDACO” IN MERITO A: “DISCARICA INCONTROLLATA IN VIA FORNACE VECCHIA” E “FURTI NELLE CASE E ABBANDONO RIFIUTI”.


Sono presenti il Sindaco e n. 14 Consiglieri Comunali (Povelato, Bertuola, Pedron, Rigatti, Baù,
Zanatta, Venturin, Cappellari, Volpato, Martignago, Grosso, Pastro, Modini, Calcagnotto).
SINDACO. I punti erano due: discarica incontrollata in via Fornace Vecchia e furti nelle case e
abbandono di rifiuti. Sulla discarica incontrollata c’è da fare un po’ di distinzione tra le due.
Quell’area, l’avrete vista, penso che sarete passati dopo la segnalazione di ritrovamento da parte
della SIS. Lì c’è una parte che si trova a un metro o due rispetto al paino campagna inerbita sopra
che è la parte di proprietà comunale che fin agli anni ’82-’84 (anni in cui sono stati emanati alcuni
decreti) era a tuti gli effetti discarica comunale per RSU. RSU sta per rifiuti solidi urbani. All’epoca
quella era la regola: tutti i Comuni avevano una cava e la usavano per portare i rifiuti che
raccoglievano; dall’82 con la norma dopo sono passati alle discariche controllate. Per quanto ci
riguarda, vi potrei elencare una serie di incontri e di riunioni che sono stati fatti con l’ARPAV, con la
Regione Veneto, con la Provincia di Treviso USL e quant’altro, dai quali arriviamo alla fine…
Premessa: questa parte inerbita e che viene manutenuta normalmente perché gli operai comunali
la sfalciano regolarmente e pertanto non è un’area abbandonata a sé stessa o dove non ci sia
controllo da anni, ma periodicamente è sfalciata. C’è poi una parte che presenta ancora una buca.
Questa parte era di un’impresa locale che poi a seguito di fallimento non so se la causa è ancora
davanti al giudice fallimentare. In quell’area abbandonata è presente del materiale che è stato
scaricato. Il tutto è stato segnalato alle forze dell’ordine che si stanno muovendo (ma questa non è
parte di competenza comunale). Per quanto riguarda la parte comunale, abbiamo chiesto
all’ARPAV di effettuare una serie di verifiche sui pozzi che sono situati a sud della discarica per
verificare se vi sia presenza di infiltrazioni nel sottosuolo: parliamo di un qualcosa che è cessato
nel 1982, dunque sono trascorsi parecchi anni dall’epoca. Da parte nostra procederemo con una
verifica di tipo cartografico battendo la quota attuale del piano campagna per capire essendovi una
storia che dura da tanti anni perché quando è stata chiusa è stata poi ricoperta con una parte di
strato di terreno vegetale in maniera tale da capire se le quote siano sempre quelle. In superficie
comunque vi è erba, nulla di visibile nella parte comunale.
Passando all’interpellanza successiva, si parla di furto nelle case e di abbandono di rifiuti,
tematiche abbastanza generali. A mio avviso, questa Amministrazione comunale ha fatto molto di
più rispetto ad altre Amministrazioni che l’hanno preceduta non fosse altro; a tale proposito ricordo
sempre e anche con grande gratitudine ai cittadini che ci hanno creduti e a chi ancora non ci crede
lo inviterei a iscriversi al programma “Controllo del vicinato” che è uno strumento… Credetemi:
sono io il primo a… perché me ne ha parlato la prima volta il Sindaco Rino Manzan di Povegliano;
egli era entusiasta di questa cosa e all’inizio rimasi un po’ perplesso perché pensai: “Come
funziona questa cosa? Che valenza può avere?” e poi ci siamo accorti che ha una valenza
notevolissima. Non si può dire perché le segnalazioni che passano ai Carabinieri (abbiamo Enrico
Zanatta che fa quel lavoro in maniera specifica) di persone strane che girano, che vagano in quella
determinata zona. Chi è scritto a questo elemento di segnalazione immediata di controllo perché
purtroppo dobbiamo dircelo: i migliori controllori del territorio siamo noi stessi; certo, stiamo
andando avanti con le telecamere e proprio in questo periodo sostituiremo alcune telecamere
come, per esempio, quelle vicino al Municipio, però parlare di telecamere fa anche un po’ sorridere
perché quelle che abbiamo qui hanno la stessa definizione dl videocitofono di casa vostra nel
senso che se uno è con il naso attaccato alla videocamera si riesce a vedere ma se solo si
allontana di qualche passo riesci a individuare solo la sagoma ma non certo chi sia, perché
tecnologicamente sono superate ma anche perché – e questo ce lo insegnano anche i cellulari –
maggiore è la definizione di una foto o di un filmato e maggiore è il carico di dati; di cui il problema
di trasmetterli. Allora pensare di installare una telecamera in campagna deve aversi conoscenza
che avere una linea dati ad alta velocità che mi permetta, oltre ad avere un server di grossa
dimensione, di fare questo. Allora sarebbe impensabile di controllare tutto il territorio comunale. Vi
dirò che con il Maresciallo Comandante della Stazione di Volpago del Montello abbiamo già svolto
una valutazione di alcuni punti dal loro punto di vista maggiormente sensibili, e su questo ci stiamo
muovendo; se ricordate, un paio di Consigli comunali fa si parlava su Venegazzù del collegamento
con la rete in fibra ottica nella scuola di Venegazzù, il che permette sì da un punto di vista di avere
un sistema unico di trasmissione dati, però ci permette anche di avere le telecamere specifiche che
puntano e che quindi ci forniscono elementi ben precisi. Considerata poi anche la dimensione del
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 10 del 14-03-2019 Pag. n.2 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
nostro territorio, solo in termini di Montello (per non parlare
del
l
’estensione del territorio in termini di pianura) siamo un territorio molto, molto esteso. Stiamo
sottoscrivendo in questi giorni la logica di un punte radio. Con il Comune di Povegliano abbiamo
già l’accordo perché sfrutteremo il piezometro di Povegliano e la Chiesa di Santa Maria con la
quale stiamo sottoscrivendo con la parrocchia un accordo per realizzare un ponte radio che ci
permetterà sì di potere dare alla zona di Santa Maria Alta il WI-FI, però mi permetterà anche la
possibilità di trasmettere questi dati. Però ribadisco che – a mio avviso – lo strumento più potente
che abbiamo in mano è lo strumento del “Controllo del vicinato” e, credetemi (perché a noi arrivano
molte segnalazioni), è quello a seguito del quale Enrico Zanatta fa un’operazione di scrematura e
le trasmette agli Assessori e a me, ovviamente sempre con l’indicazione che, se si assiste a un
reato, la segnalazione va fatta immediatamente ai Carabinieri. Lo stesso ragionamento va fatto per
l’abbandono dei rifiuti. Anche qui parlo del controllo del vicinato, uno strumento per noi
fondamentale perché sapete bene che un sacchetto dei rifiuti o un rifiuto abbandonato dopo un po’
diventano ricettacolo perché se c’è già qualcosa, arrivo io e butto là sopra. Nell’ambito del controllo
del vicinato è inserito anche il Comando dei Vigili urbani che sanno già, non devono avere
indicazioni da nessuno, appena vengono a conoscenza della segnalazione di un rifiuto
abbandonato, escono quasi istantaneamente e dopo 15-20 minuti il Comandante o chi per esso
dice: “Abbiamo…” E bisogna riconoscere anche questo: si mettono i guanti, tagliano il sacchetto, lo
aprono perché solo così si riesce a individuare il 90% di chi abbandona il rifiuto; in qualche caso è
a capitato anche che qualcuno abbia fotografato chi stava scaricando e abbia girato la foto a noi.
Ritornando a prima, il, Comandante esce, fanno la verifica e fanno immediatamente la
segnalazione a Contarina che in tempi strettissimi passa a pulire e a portare via. A quel punto se
chi ha abbandonato il rifiuto è stato individuato, oltre alla sanzione è condannato al pagamento di
tutte le spese di Contarina, altrimenti purtroppo sono a carico nostro. Infatti dico sempre che il
nostro è un Comune che ricicla e che ricicla molto, però se lo andate a vedere nelle classifiche in
realtà paga lo scotto io dico del Montello ma potrei dire anche delle parti… perché quando sono
abbandonati rifiuti, forse si tratta di qualcuno che era arrivato con un furgone perché si tratta ogni
volta di otto-dieci sacchi abbandonati. È certamente segno di inciviltà perché fino a che si tratta di
plastica o di carta non paghi nulla, ma se è qualcosa che puoi portare al card ti muovi e… cosa
costa? Quindi gli strumenti sono questi. Dopo di che raramente il rifiuto avviene nella stessa
posizione: ci sono stati alcuni casi in cui qualcuno portava nei bidoni che ci sono vicino al cimitero
la borsetta del secco o altro; in quel caso con Contarina è stata installata una fototrappola grazie
alla quale abbiamo trovato chi abbandonava materialmente il rifiuto. Strumenti: ci siamo anche
mossi perché è chiaro che in fase di verifica con qualcuno, c’erano alcuni casi… Anche qua:
probabilmente non sapendo nemmeno che il rifiuto secco in base al nucleo familiare ognuno di noi
ha già un tot di svuotamenti di rifiuto secco pagati sulla tariffa che paga e vi dirò che per
esperienza personale se uno fa un buon lavoro di riciclaggio, gli svuotamenti già pagati sono
sufficienti. Qualcuno probabilmente nemmeno lo sapeva e abbiamo trovato centinaia di casi che
non avevano effettuato nessun svuotamento di secco nell’anno. La domanda allora sorge
spontanea: o non produci rifiuti, oppure dove li butti? Anche qui è stata a ciascuno inviata una
lettera segnalando la cosa, spiegando anche che il secco non era pagato fino a un tot numero di
svuotamenti. Insomma, capite, una serie di azioni che possono essere volte da una parte a
educare, dall’altra a controllare. Ribadisco che il “Controllo del vicinato” è uno strumento per molto,
molto, molto importante. I Comuni che non lo adottano o non lo sfruttano appieno non si rendono
conto dei vantaggi. Noi riusciamo a intervenire anche in tempo strettissimi compatibilmente con i
nostri operai perché ovviamente non sono tanti, però in tempi molto stretti in tutte le segnalazioni
(compresi cartelli stradali divelti, segnali abbattuti, lampione storto) tutte le situazioni di pericolo che
si possono presentare sul territorio che molte volte il cittadino con altri modi avrebbe anche
difficoltà non sapendo innanzi tutto chi chiamare; per questo abbiamo dotato gli operai comunali di
uno smartphone con il quale vedono la segnalazione del problema. Ed è molto interessante avere
anche la foto perché a quel punto si può capire immediatamente cosa c’è (il palo storto, il segnale
abbattuto): insomma, senza neanche dovere fare due giri (uno per andare a vedere il problema e il
secondo per risolverlo), spesso arrivano già preparati per l’intervento, questo sempre grazie alle
segnalazioni dei cittadini.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Il “Controllo del vicinato” di cui siamo contenti che funzioni
era nel nostro Programma elettorale e non nel vostro (scusate, ma era giusto dirlo!), mentre nel
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 10 del 14-03-2019 Pag. n.3 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
vostro…. Sì, se guardiamo le locandine dei Programmi elettorali, nel vostro non c’è il “Controllo del
vicinato”, mentre nel nostro c’era…
SINDACO. Non lo ricordo più.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. E io invece lo ricordo bene. Mentre nel vostro c’era la
videosorveglianza. Vorrei sapere che investimenti sono stati fatti in videosorveglianza perché non
mi sembra che ci siano così tante telecamere in giro nel Comune di Volpago del Montello, tant’è
vero che i furti si sono verificati in maniera incalzante questo inverno e anche la scorsa estate e
soprattutto in zona pieno centro: mi riferisco a finestrini di auto spaccati in zona PEEP, mi riferisco
a furti in pieno centro. A tale proposito una signora ha detto: “Ero con la bicicletta con il cestino,
avevo messo la borsetta davanti, stavo andando dal panificio, si avvicina una macchina, abbassa
finestrino e mi tira via la borsetta”: cose che neanche a Napoli ai Quartieri Spagnoli accadono
queste cose! Quindi mi dispiace contraddire questo cavallo di battaglia della sicurezza per cui voi
dite che il Comune è molto più sicuro ma parlando con la gente non ho rilevato questa percezione
di maggior sicurezza rispetto alle precedenti Amministrazioni comunali.
SINDACO. La risposta l’ho già data prima: è impossibile piazzare telecamere ogni 100 metri, sia a
livello di costi sia a livello di gestione di dati. Con il Comandante della Stazione dei Carabinieri
stiamo sostituendo (ho qua l’ing. Mazzero)…
(Voce indistinta dall’Aula)
SINDACO. Sì, ma anche le telecamere perché con Gabriele avevamo detto che partivamo anche
con le telecamere… Sono circa 30.000 €. Arriviamo a tutta la zona centrale dietro e andiamo su.
Appena arriveremo ad avere la rete a fibra ottica (anche a Venegazzù sarà installata una
telecamera)… Ma ribadisco che non è possibile essere dappertutto. Comunque, non so se siete
iscritti al programma “Controllo del vicinato”, però credetemi che di segnalazioni ne arrivano tante,
soprattutto di auto strane che girano, che fanno il passaggio due o tre volte…
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Se mi permette sul “Controllo del vicinato” vorrei dire che
forse dovrebbe essere gestito meglio. Mi dispiace dirlo perché l’intento è buono però la modalità
certe volte non lo è altrettanto: a volte sono messi messaggi che non riguardano la sicurezza ma
pubblicità, post di una festa e questo non dovrebbe esserci.
CONSIGLIERE ZANATTA ENRICO. Certo, detto da lei che non è iscritto…
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Ma me lo raccontano!
CONSIGLIERE ZANATTA ENRICO. Sono stupidaggini perché quello che è appena detto è una
stupidaggine: queste cose non succedono. Non mi è capitato di sentire qualcuno che scrivesse
compleanni. Ora, l’errore di pubblicare qualcosa ci sta, per carità, però farla così tragica fino a
portarla all’estremo delle cose…
SINDACO. Su questo posso garantire io. Ogni qual volta è capitato di feste o auguri o altro, la
persona che ha postato quella cosa viene avvertita che sarà tolta dalla chat. Se tutti usassero
quello strumento in quella maniera, non lo leggerebbe più nessuno. E su questo Enrico Zanatta è
davvero inflessibile: cancella la persona che agisce in questo modo.
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. Spezzo una lancia a favore di Enrico Zanatta. Sono iscritto a
Venegazzù e vedo che il programma funziona: io stesso ho avuto occasione di segnalare qualche
abbandono di rifiuto e invece non vedo girare robe strane. Invece per quanto riguarda la discarica,
è stata quantificata la sua grandezza in metri cubi? Cioè abbiamo un’idea di quanta roba ci sia
sotto?
SINDACO. Per quanto ci riguarda era discarica del Comune per cui ci sono gli elementi essendovi
la cartografia dell’epoca; per quanto riguarda l’altra parte, essa è in mano alla Polizia Giudiziaria e
fra l’altro l’area stessa è in mano al giudice fallimentare, per cui non possiamo avere elementi.
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CONSIGLIERE MODINI LUCIO. Ma non credo sia difficile fare una misurazione per capire l’entità.
SINDACO. Devi andare a scavare sotto…
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. Però magari qualche rilievo iniziale o quanti metri sotto sono
andati a scavare… Dico questo soprattutto per capire cosa i siti hanno comportato nelle falde.
Giustamente andiamo a vedere a valle che cosa portano, ma capire anche l’entità mi sembrerebbe
già una buona partenza.
SINDACO. Su questo vorremmo sentire anche l’ARPAV se riesce a darci una mano.
Il testo delle interpellanze esaminate nel presente punto sono state allegate al verbale di Consiglio
Comunale n. 70 del 20/12/2018.

Sottoscrizione dichiarazione Veneto terra di pace (Del. CC 9/2019)

ADESIONE ALLA SOTTOSCRIZIONE DELLA DICHIARAZIONE “VENETO TERRA DI PACE” AI SENSI DELLA L. R. V. 25.10.2018, N. 35.


Sono presenti il Sindaco e n. 14 Consiglieri Comunali (Povelato, Bertuola, Pedron, Rigatti, Baù,
Zanatta, Venturin, Cappellari, Volpato, Martignago, Grosso, Pastro, Modini, Calcagnotto).
IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO CHE il 3 novembre 1918 venne siglato a Padova, presso la villa del conte Giusti,
l’armistizio tra l’impero Austro Ungarico ed il Regno d’Italia, le cui clausole decretarono la fine della
Grande Guerra;
CONSIDERATO CHE la Grande Guerra ha visto principalmente il Veneto teatro di un conflitto che
ha lasciato impressi nel territorio segni indelebili delle sofferenze e degli atti eroici delle nostre
truppe e delle nostre popolazioni;
RILEVATO CHE la Regione Veneto:
ha sottoscritto, ai sensi della Legge 25.10.2018, n. 35, la Dichiarazione • del “Veneto Terra
di Pace”, atto con cui ha inteso dare il giusto risalto alla valenza simbolica che la Storia
ha assegnato ai luoghi del territorio veneto, rafforzando il messaggio di convivenza
fraterna tra i popoli, che si vuole indirizzare a tutto il mondo e tramandare alle future
generazioni;
• con lettera acquisita al ns. protocollo n. 711 del 15.01.2019, l’Assessore regionale al
Territorio, Cultura e Sicurezza ha invitato i Sindaci dei comuni della Regione ad aderire
all’iniziativa, facendo propri i contenuti della Dichiarazione;
RITENUTO fondamentale il messaggio trasmesso dalla Dichiarazione, che si fonda sul principio
che riconosce nella pace un diritto umano indispensabile degli individui e dei popoli;
ACQUISITO il parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica del Responsabile del Servizio
Cultura e Sport, mentre in ragione dei contenuti dell’atto, non rileva il parere di regolarità contabile;
PRESO ATTO degli interventi dei Consiglieri, riportati come segue:
ASSESSORE MAZZOCHEL ALESSANDRO. Il 3 novembre 2018 la Regione Veneto si è
ritrovata a Villa Giusti (villa dove fu siglato cent’anni prima l’armistizio fra le Autorità militari italiane
e austroungariche) e in questa occasione (cioè cent’anni dopo) hanno deciso di dichiarare il
Veneto terra di pace. In questo senso, il Consiglio comunale delibera di aderire alla dichiarazione
solenne “Veneto terra di pace” conferita al territorio veneto ai sensi della Legge Regionale 25
ottobre 2018, n. 35 per l’alto valore simbolico delle testimonianze storiche della Grande Guerra
che fu il primo conflitto di dimensioni mondiali fra i più atroci subiti dall’intera umanità. La legge
della Regione Veneto tra l’altro dichiara solennemente nel centesimo anniversario della fine della
guerra il Veneto terra di pace e si impegna non solo a fare questa dichiarazione ma anche a
concretizzarla in una serie di attività fra le quali garantire il rispetto del diritto alla pace come diritto
umano fondamentale, della persona dei popoli; diffondere anche mediante il ricordo delle vicende
belliche un messaggio di pace e di fratellanza fra le genti; promuovere percorsi di educazione alla
cittadinanza; pubblicare e diffondere la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; promuovere
una cultura di pace, tolleranza e di giustizia sociale. Per questo motivo chiediamo al Consiglio
comunale di aderire a questa richiesta che proviene dalla Regione Veneto.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. I princìpi che sono riportati nella dichiarazione “Veneto terra di
pace” sono condivisibilissimi. Mi permetto di dire solo una cosa: mi sembra un po’ un paradosso
votare in Consiglio comunale un “Veneto terra di pace” quando l’Amministrazione comunale è
stata promotrice della fiaccolata durante la quale tanta pace e tanta tolleranza non ci sono state.
Quindi dico: spero che questo sia un passo per evitare che in futuro si creino situazioni di questo
genere perché qui si parla di tolleranza, di pace, di fratellanza, quindi credo che manifestazioni
come quella che si è svolta due anni fa non debbano più presentarsi. Oggi il nostro voto credo sia
un po’ un segno da parte di tutti che queste sono le regole che dobbiamo portare avanti.
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. Condivido pienamente: mi pare una ipocrisia impressionante da
parte della Lega, da parte della Regione Veneto quando citano: “…RITENUTO che la logica dei
diritti umani è quella della centralità della persona umana, e dunque dell’eguaglianza, della non
discriminazione, delle pari opportunità per tutti e dell’inclusione…”. Citano addirittura il Papa
(benissimo! Siamo agli estremi!) e tornano a parlare di tolleranza, di giustizia sociale, di diffusione
di princìpi di pacifica coesistenza e interreligiosi. Voterò sicuramente favorevole perché sono cose
in cui credo ciecamente, mi pare però che vi sia tanta ipocrisia e vorrei che tutti i componenti del
Consiglio comunale si rendessero conto di cosa stanno votando, spero con voto favorevole.
SINDACO. Mettiamo ai voti.
Il Sindaco, preso atto che non vi sono ulteriori richieste di intervento, pone in votazione la proposta
di deliberazione ad oggetto “Adesione alla sottoscrizione della dichiarazione «Veneto terra di
pace» ai sensi della L.R. Veneto 25-10-2018, n. 35” posta al punto n. 7 all’O.d.G.
Con votazione espressa in forma palese, dal seguente risultato:
presenti 15
votanti 15
favorevoli 15
contrari =
astenuti =
DELIBERA
di aderire, per quanto specificato in premessa, alla Dichiarazione solenne 1. “Veneto terra
di pace”, conferita al territorio veneto ai sensi della Legge regionale 25 ottobre 2018, n.
35, per l’alto valore simbolico delle testimonianze storiche della Grande Guerra, che fu il
primo conflitto di dimensioni mondiali e fra i più atroci subiti dall’intera umanità;
2.di autorizzare il Sindaco alla sottoscrizione dell’adesione alla Dichiarazione, il cui testo
viene allegato alla presente e ne costituisce parte integrante e sostanziale;
3.di operare come indicato nella dichiarazione avviando, in collaborazione con tutti i
soggetti pubblici e privati del territorio che desiderino aderire al presente atto, percorsi e
progetti di dialogo permanente, anche interreligiosi, per una duratura pace tra le genti e
la promozione dei diritti umani.
Infine,
su proposta del Sindaco, in esito alla seguente votazione espressa in forma palese:
presenti 15
votanti 15
favorevoli 15
contrari =
astenuti =
DELIBERA
di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134, comma 4,
del D.Lgs. 267/2000, per poter dare seguito tempestivamente ai successivi atti e adempimenti.

Convenzione provincia accertamento violazioni rifiuti (Del. CC 8/2019)

PROPOSTA DI ADESIONE A CONVENZIONE CON LA PROVINCIA DI TREVISO IN MATERIA DI ACCERTAMENTO VIOLAZIONI AMMINISTRATIVE PER ABBANDONO RIFIUTI ANNI 2019-2020


Esce il Consigliere Martimbianco Eddy.
Sono presenti il Sindaco e n. 14 Consiglieri Comunali (Povelato, Bertuola, Pedron, Rigatti, Baù,
Zanatta, Venturin, Cappellari, Volpato, Martignago, Grosso, Pastro, Modini, Calcagnotto).
IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO:
CONSIDERATO che l’art. 255, comma 1, del Dlgs. N. 152 del 2006, prevede che chiunque
abbandoni o depositi rifiuti al suolo ovvero li immetta nelle acque superficiali o sotterranee è punito
con la sanzione amministrativa pecuniaria pari ad € 600,00 e che, se l’abbandono riguarda rifiuti
pericolosi, la sanzione è aumentata fino al doppio;
VISTO che l’art. 262 del Dlgs. N. 152/2006 prevede che all’irrogazione delle sanzioni
amministrative pecuniarie previste dalla parte quarta del medesimo decreto provveda la Provincia
nel cui territorio è stata commessa la violazione, e che il successivo art. 263 stabilisce che i
proventi derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie accertate di cui alla parte quarta siano
devolute alla Provincia e destinati all’esercizio delle funzioni di controllo in materia ambientale;
CONSIDERATO che l’accertamento di violazioni in materia ambientale spetta a tutti gli
agenti e ufficiali di Polizia Giudiziaria, nonché agli appartenenti alla Polizia Locale;
RILEVATO che, nell’ambito delle attività svolte dal Comando di Polizia Locale di questo
Comune viene effettuata costante vigilanza in materia ambientale, che consente l’accertamento di
numerose violazioni per abbandono di rifiuti nel territorio, i cui verbali vengono trasmessi all’ente
Provincia per l’attività di competenza;
RICHIAMATA la propria deliberazione di Consiglio n° 15 del 05/04/2017 all’oggetto
“Approvazione convenzione con la Provincia di Treviso in materia di accertamento violazioni
amministrative per abbandono rifiuti”, esecutiva ai sensi di legge;
VISTA la volontà della Provincia di procedere al rinnovo delle convenzioni con i Comuni
che intendono aderirvi, destinando il 50% delle sanzioni introitate ai Comuni accertatori;
CONSIDERATO che l’adesione alla convenzione consente di acquisire nuovi introiti
derivanti dall’accertamento delle violazioni in argomento, che vanno destinati all’esercizio delle
funzioni di controllo in materia ambientale e secondo quanto previsto dall’art. 263 del dlgs. N.
152/2006 e smi;
ESAMINATO lo schema di convenzione di cui trattasi, coma da allegato sub “A” alla
presente deliberazione e ritenutolo, per quanto sopra detto, meritevole di approvazione;
VISTI gli allegati pareri previsti dall’art. 49, comma 1, del D.Lgs. 267/2000, “Testo unico
delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”;
VISTO il Dlgs.n. 267/2000, ed in particolare gli artt. 30 e 42;
PRESO ATTO degli interventi dei Consiglieri, riportati come segue:
SINDACO. In buona sostanza, andiamo a rinnovare la convenzione con la Provincia di Treviso per
gli anni 2019 e 2020. Le violazioni amministrative in materia di abbandono dei rifiuti e quant’altro
andrebbero versate totalmente alla Provincia. Con questa convenzione allorché queste violazioni
siano accertate dalla Polizia locale, il 50% sarà introitato dal Comune che ha accertato la
violazione stessa. La convenzione era già in essere e questo è un rinnovo.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Questa convenzione si base sul fatto che, in caso di
accertamento di abbandono dei rifiuti, la sanzione va al 50% al Comune e al 50% alla Provincia?
SINDACO. Sì.
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. Ho letto che gli introiti devono essere spesi dal Comune entro
l’anno: volevo sapere se era già stato fatto qualcosa per gli anni passati su questi introiti e cosa era
stato fatto.
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 8 del 14-03-2019 Pag. n.2 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
SINDACO. Non ho il dettaglio dell’introito dell’anno scorso.
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. Si possono destinare a combattere questo fenomeno mettendo
telecamere nascoste…
ASSESSORE POVELATO RENATO. Certamente. Sono indirizzati per la sicurezza del territorio:
possono essere telecamere o anche luci sulle strade, però adesso l’importo non ce l’abbiamo.
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. Più che sicurezza, proprio combattere chi molla questi sacchetti
in giro per le strade: in qualche modo dovremo beccarle queste persone. Per me la sicurezza è
un’altra roba, però…
SINDACO. Il dato glielo faremo sapere.
ASSESSORE POVELATO RENATO. Comunque in due mesi (gennaio e febbraio) sono state
elevate diciotto sanzioni e praticamente diciotto individuazioni del responsabile perché la sanzione
è una cosa, individuare anche i responsabili è altra cosa, quindi la lotta al contrasto a questi atti
incivili c’è, soprattutto è portata avanti, anzi, faccio un plauso alla Polizia locale perché sta facendo
un bel lavoro. Ovvio che servirebbero più mezzi, più telecamere… Come diceva la Consigliera,
funziona anche grazie alle segnalazioni per cui si riesce a intervenire subito; addirittura qualcuno è
stato anche colto in flagrante: è stata fatta la foto grazie alla quale siamo risaliti al responsabile.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. A seguito dell’adeguamento dell’apertura dei CERD, c’è stato un
aumento di abbandono di rifiuti?
ASSESSORE POVELATO RENATO. Dipende dai periodi: vi sono periodi durante i quali non ci
sono stati abbandoni, vi sono altri periodi durante i quali nello stesso mese ci sono diverse
segnalazioni di ritrovamenti. Anche questa settimana c’è stato un ritrovamento molto pesante di
una decina di sacchi di immondizia.
(Voce indistinta dall’Aula)
ASSESSORE POVELATO RENATO. La maggior parte viene da fuori. C’è stato addirittura un
ritrovamento: era un furgone di materiale, c’erano anche gomme, c’era di tutto; il furgone era di una
famiglia di San Fior. Ci sono ditte (anche se chiamarle “ditte” è una cosa non giusta), ci sono
persone che mettono sui siti internet che con 100 € ti portano via tutto il materiale però poi non
vanno a stoccarlo e lo abbandonano.
SINDACO. I famosi “svuota cantine”.
ASSESSORE POVELATO RENATO. Per completare, delle 18 sanzioni una sola era di un
cittadino di Volpago del Montello.
CONSIGLIERA CALCAGNOTTO CARLA. Se per esempio è uno di Zero Branco: viene segnalato
al Comune che quel cittadino ha buttato l’immondizia sul Montello? C’è un circuito di segnalazione
ai propri Comuni?
ASSESSORE POVELATO RENATO. Certo, anche perché è sanzionato e poi ovviamente di
questo se ne viene a conoscenza nel suo Comune di appartenenza.
SINDACO. Metto ai voti il punto n. 6 all’O.d.G.
Il Sindaco, preso atto che non vi sono ulteriori richieste di intervento, pone in votazione la
“Proposta di adesione a convenzione con la Provincia di Treviso in materia di accertamento
violazioni amministrative per abbandono rifiuti anni 2019-2020” posta al punto n. 6 all’O.d.G.
Con votazione espressa in forma palese, dal seguente risultato:
presenti 15
votanti 15
favorevoli 15
contrari =
astenuti =
D E L I B E R A
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 8 del 14-03-2019 Pag. n.3 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
Di approvare, per le motivazioni in premessa esposte, lo schema 1. di convenzione da
sottoscrivere tra la Provincia di Treviso e questo Comune per l’applicazione delle
sanzioni amministrative per l’abbandono di rifiuti di cui all’art. 255, comma 1, del Dlgs.
n.152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, come da allegato sub “A” alla
presente deliberazione;
2.Di incaricare il Sindaco, quale legale rappresentante dell’Ente, ad intervenire alla stipula
della convenzione oggetto della presente deliberazione;
3.Di demandare al Responsabile del competente servizio l’adozione degli atti necessari
per dare esecuzione alla presente deliberazione.
Infine, su proposta del Presidente,
con separata ed unanime votazione espressa in forma palese, dal seguente risultato:
presenti 15
votanti 15
favorevoli 15
contrari =
astenuti =
D E L I B E R A
di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134, comma
4, del D.Lgs. 267/2000, per dare seguito tempestivamente ai successivi atti e comunicazioni con
la Provincia di Treviso.

Convenzione per PATI Montello e Montelletto (Del. CC 7/2019)

APPROVAZIONE SCHEMA DI CONVENZIONE PER LA REDAZIONE DEL PIANO DI ASSETTO DEL TERRITORIO INTERCOMUNALE TEMATICO DELL’AREA DEL MONTELLO E MONTELLETTO TRA I COMUNI DI MONTEBELLUNA, VOLPAGO DEL MONTELLO, GIAVERA DEL MONTELLO, NERVESA DELLA BATTAGLIA, CROCETTA DEL MONTELLO E CAERANO DI SAN MARCO.


Sono presenti il Sindaco e n. 15 Consiglieri Comunali (Povelato, Bertuola, Pedron, Rigatti,
Martimbianco, Baù, Zanatta, Venturin, Cappellari, Volpato, Martignago, Grosso, Pastro, Modini,
Calcagnotto).
IL CONSIGLIO COMUNALE
RICHIAMATI:
Atti precedenti:
Piano di Assetto del Territorio approvato con Conferenza di Servizi – in data 11/03/2016;
– La Variante n. 3 al Piano degli interventi – Variante generale e di adeguamento cartografico –
approvata con D.C.C. n. 38 del 30/07/2018 ;
– Piano d’Area del Montello approvato con D.G.R. n. 36 del 31/07/2003, la successiva Variante
n. 1 alle NTA approvata con DGR n. 1425 del 16.05.2006;
a)La Variante di Adeguamento al PRG, approvata con D.C.C. n. 41 del 23.07.2007;
Atti allegati:
– Sub. A: schema di Convenzione per la redazione del Piano di assetto del territorio
intercomunale tematico dell’area del Montello e Montelletto tra i comuni di Montebelluna,
Volpago del Montello, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia, Crocetta del Montello
e Caerano di San Marco;
Disposizioni di legge:
– L.R. 11/2004 e s.m.i., art. 16;
– D.Lgs. 267/2000, art. 42 e 107;
– Statuto Comunale;
PREMESSO CHE:
– durante un incontro pubblico svoltosi in data 19 maggio 2017 in località Santa Maria della
Vittoria a Volpago del Montello tra Amministratori locali e Cittadini, è emersa
l’insoddisfazione della popolazione del Montello – che si percepisce come Comunità
unitaria, ancorché amministrata da cinque Comuni – nei confronti dell’efficacia di alcune
previsioni degli attuali strumenti di governo territoriale: il Piano d’Area, la Rete Natura 2000 e
i diversi Piani regolatori comunali;
– è evidente una difficoltà interpretativa connessa alla applicazione del Piano d’Area in
relazione ad una datata rappresentazione cartografica ideogrammatica e non digitale, che
ha indotto ad un recepimento difforme dei vincoli nei diversi Piani, ad esempio nella
dimensione idrogeologica, delicata per la presenza delle doline;
– è altresì evidente la difficoltà nell’applicazione dei vincoli introdotti dalla Rete Natura 2000, e
dal SIC – Sito di Interesse Comunitario del Montello, poiché alcune definizioni – quale quella
dei prati stabili – paiono inadeguate a rappresentare la reale situazione ambientale,
frapponendo così ostacoli alla normale conduzione agricola dei fondi;
– il Montelletto, “fratello minore” dal punto di vista geologico del Montello, peraltro non
interessato dal SIC – Sito di Interesse Comunitario, presenta analoghe caratteristiche
ambientali e storiche, tali da consigliare un approccio unitario;
PRESO ATTO che le Amministrazioni comunali di Montebelluna, Volpago del Montello, Giavera
del Montello, Nervesa della Battaglia, Crocetta del Montello e Caerano di San Marco,
condividono la necessità di coordinare tra loro i Piani e i Programmi che intendono attuare,
perseguendo strategie comuni di trasformazione di un ambito sovracomunale particolarmente
fragile, con l’obiettivo di garantirne la tutela e anche la valorizzazione paesaggistico-ambientale,
nell’interesse della collettività;
ATTESO che:
– in un incontro effettuato in data 28 luglio 2017 fra i Sindaci d’area, l’Assessore regionale
all’Urbanistica e la Dirigente regionale delle Soprintendenze del Veneto, analizzate le
diverse possibilità, si è concordato sulla necessità di lavorare in sinergia per il
raggiungimento degli obiettivi predetti, riducendo conseguentemente i tempi ed i costi di una
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 7 del 14-03-2019 Pag. n.2 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
attività di pianificazione strategica;
in un incontro svoltosi in data 11 gennaio 2018 presso Villa Binetti Zuccareda, – tra i Sindaci
dei sei Comuni insistenti nell’area del Montello e Montelletto, la Dirigente delle
Soprintendenze del Veneto e il Dirigente regionale della Direzione Pianificazione Territoriale,
si è convenuto di procedere all’attivazione della procedura di redazione del PATI tematico
dell’Area del Montello e Montelletto, recependo gli Indirizzi e criteri operativi per la tutela
del paesaggio agro-forestale del Montello, licenziati il 22 settembre 2017 a Venezia dalla
Regione del Veneto e dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, nel rispetto delle
procedure partecipative previste dalla norma, estendendone l’applicabilità anche al
Montelletto;
DATO ATTO che:
– l’art. 16 della L.R. 11/2004 e s.m.i. disciplina i contenuti ed il procedimento di formazione e
varianti del Piano di assetto del territorio intercomunale (PATI) quale strumento di
pianificazione finalizzato al coordinamento fra più comuni, potendo disciplinare in tutto o in
parte il territorio dei comuni interessanti o affrontare singoli tematismi;
– la necessità di tale coordinamento può essere stabilita direttamente dai comuni interessati;
– il coordinamento tra comuni può avere per oggetto:
a)ambiti intercomunali omogenei per caratteristiche insediativo-strutturali,
geomorfologiche, storico-culturali, ambientali e paesaggistiche;
b)previsioni la cui incidenza territoriale sia da riferire ad un ambito più esteso di quello
comunale;
– il PATI ha i medesimi contenuti ed effetti del PAT rispetto al quale:
a)coordina le scelte strategiche di rilevanza sovracomunale, in funzione delle specifiche
vocazioni territoriali;
b)dispone una disciplina urbanistica o edilizia unitaria per ambiti intercomunali omogenei;
c) definisce un’equa ripartizione dei vantaggi e degli oneri tra i comuni interessati
mediante convenzione;
DATO ATTO, altresì, che:
– il PATI è costituito dai medesimi elaborati del PAT di cui all’art. 13 della stessa L.R. 11/2004
e s.m.i.;
– i Comuni approvano il documento preliminare del Piano predisposto e concertato tra gli
stessi comuni e la Provincia di Treviso, cui segue la sottoscrizione di un Accordo di
Pianificazione per l’approvazione del PATI, avvalendosi anche della collaborazione con la
Direzione generale delle Soprintendenze del Veneto e la Regione del Veneto;
– il PATI è adottato dai comuni interessati con la procedura di cui all’articolo 15, comma 2 e
seguenti, della L.R. 11/2004 e s.m.i.;
– l’approvazione del PATI tematico dell’Area del Montello e Montelletto dovrà essere
ratificata dalla Provincia di Treviso ai sensi degli art. 15, comma 6, e dell’art. 16, comma 4,
della L.R. 11/2004 e s.m.i.;
VISTO lo schema di Convenzione per la redazione del Piano di assetto del territorio tematico
dell’Area del Montello e Montelletto, allegato (sub. A) al presente atto a formarne parte
integrante e sostanziale, contenente gli obiettivi attesi e gli obblighi reciproci tra i tra i Comuni di
Montebelluna, Volpago del Montello, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia, Crocetta del
Montello e Caerano di San Marco;
PRESO ATTO che i comuni interessati hanno concordato il riparto della spesa da sostenere per
la redazione del PATI, secondo la tabella allegata sub. “A” allo schema di convenzione a
formarne parte integrante e sostanziale;
DATO ATTO che i comuni interessati con pec prot.n. 48237 del 10/10/2018 hanno inoltrato alla
Regione del Veneto una richiesta di individuare eventuali contributi regionali sia per
l’aggiornamento degli elaborati costituenti il Piano d’Area ed ai fini della redazione del PATI
tematico in argomento;
RITENUTO pertanto di approvare lo schema di Convenzione per la redazione del Piano di
assetto del territorio intercomunale tematico dell’area del Montello e Montelletto tra i comuni di
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 7 del 14-03-2019 Pag. n.3 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
Montebelluna, Volpago del Montello, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia, Crocetta del
Montello e Caerano di San Marco, allegato al presente atto a formarne parte integrante e
sostanziale;
ACQUISITI, ai sensi dell’art. 49 del D.Lgs. n. 267/2000 i pareri favorevoli in ordine alla regolarità
tecnica e contabile del presente atto, espressi dai responsabili dei servizi interessati;
PRESO ATTO degli interventi dei Consiglieri, riportati come segue:
SINDACO. Una premessa su questo. Questo è un tema che ci sta particolarmente a cuore, molto
sentito anche dai residenti del Montello perché parliamo di Piano d’Area del Montello (giusto per
capirci). Parliamo di PATI e quindi di PAT Intercomunale (Piano di Assetto del Territorio
Intercomunale), però relativo all’area del Montello. Cosa significa questo (giusto per darvi una
precisazione)? Il Piano d’Area è di competenza regionale e nella fattispecie la Regione Veneto ci
ha detto che, con i tempi che hanno, con le risorse, con le problematiche che stanno affrontando,
chissà quando riuscirebbero a mettere mano sul Piano d’Area del Montello. Pertanto (ora non vi
cito le date ma sulla Deliberazione è tutto scritto) in occasione di una serie di incontri con la
Regione e con la Sovrintendenza abbiamo raggiunto un accordo come Comuni di redigere un PATI
(ossia un Piano di Assetto del Territorio Intercomunale) che interessi l’area del Montello e – per
quanto ci riguarda – non è nostro interesse direttamente ma per il Comune di Montebelluna (in
particolare l’area del Montelletto perché avendo più o meno gli stessi vincoli dell’area del Montello)
e il Comune di Caerano di San Marco. Evidentemente il Comune di Montebelluna si sarebbe
trovato con il Piano d’Area del Montello normato dal PATI nuovo e di là il vecchio strumento: ecco
perché è stato coinvolto anche il Comune di Caerano di San Marco. Il Piano sarà sviluppato da
professionisti che saranno incaricati; il Comune capofila sarà il Comune di Montebelluna per la
gara, ovviamente in diretto contatto con la Regione Veneto e con la Sovrintendenza. Questo è uno
strumento di cui c’è assoluto bisogno perché dovete pensare che tutto ciò che è alla base del
Piano d’Area del Montello sono studi fatti ancora negli anni Novanta. Il Piano d’Area del Montello è
stato approvato nel 2001, però all’epoca la Provincia stava portando avanti il Piano di Settore del
Montello. La Regione l’ha avocato a sé prendendo tutto il materiale che era stato sviluppato dalla
Provincia e lo ha trasformato in Piano d’Area. Giusto per darvi un’idea degli strumenti che sono
stati utilizzati all’epoca, vi posso dire che nelle carte originali le campiture sono fatte con i colori a
cera. Per quanto riguarda il semplice simbolismo, poi, su ammissione degli stessi progettisti
(d’altronde altro non avevano) hanno lavorato su scale a grande livello per cui il Montello era poco
più grande di questa cartellina e su questo all’interno dovevano identificare un po’ il tutto.
Emblematici i casi di case esistenti che sono segnate all’interno di una dolina, errori cartografici,
problematiche di riproduzione e di restituzione. Ora, tutti i Comuni hanno già tutti il PAT (Giavera
del Montello lo sta chiudendo in questi giorni) e pertanto hanno già svolto una buona parte delle
verifiche sul territorio montelliano: questo fa sì che chi dovrà fare lo studio del PATI avrà a
disposizione moltissimo materiale già in possesso dei Comuni derivante proprio dal lavoro che fu
fatto nel frattempo; pertanto si tratterà di fare un’operazione di mettere assieme quanto c’è dei vari
Comuni, dopo di che dove manca il materiale e quant’altro, dovrà essere fatto lo studio specifico. In
termini pratici, approviamo una convenzione con la quale diamo mandato al Comune di
Montebelluna di attivarsi con questa gara per l’individuazione dei professionisti che poi dovranno
sviluppare il PATI. In termini pratici l’elemento di interesse penso che sia quello sulla ripartizione
degli oneri economici che sarà sviluppato da questo gruppo assieme ai Comuni ma sempre con la
Regione e con la Sovrintendenza. Alla fine della deliberazione c’è una tabellina che ripartisce i
corrispettivi di spesa: a fronte di una spesa complessiva prevista di circa 60.000 € ci sono due
parametri di ripartizione. L’uno in base alla superficie (se date un’occhiata… è anche interessante,
e vorrei porre l’attenzione su questo aspetto): il Montello ha un’estensione di circa 5.800 ettari, il
Comune di Volpago del Montello ne ha 2.007 e dunque abbiamo più di un terzo dell’estensione del
Montello. Montebelluna ne ha 750, Giavera del Montello 821, Nervesa della Battaglia 1.483,
Crocetta del Montello 763. Ora, permettetemi una battuta che c’entra poco con il tutto. Siccome mi
capita si sentirmi dire: “È nevicato… A Crocetta del Montello le strade sono già tutte pulite”,
rispondo: “Date un’occhiata all’estensione…” Ora, non è che ce l’abbia con Crocetta del Montello
essendo l’estensione di Montebelluna più o meno la stessa… “…che estensione hanno rispetto alla
nostra estensione”: in realtà capite che da un punto di vista di gestione e della manutenzione del
verde per noi più di un terzo del Montello ricade nel territorio di Volpago del Montello. Pertanto
capite l’impegno anche che c’è perché tante volte è facile fare raffronti o altro. A fronte di questo
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 7 del 14-03-2019 Pag. n.4 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
interveniamo con 9.600 € per quanto riguarda la quota superficie. C’è poi una quota che è stata
rapportata uguale per tutti i Comuni che però ha alcuni correttivi che sono valutati in base alle
analisi o al materiale che è già disponibile presso quei Comuni non avendo tutti i Comuni lo stesso
livello di approfondimento, vuoi perché lo studio è più recente, vuoi perché hanno fatto determinate
indagini o quant’altro. A fronte di questo, la nostra quota è di 14.380 € sul totale complessivo di
60.000 €. Prego, se ci sono interventi.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Vorrei alcuni chiarimenti relativamente a questo ordine del
giorno. Qua si dice che il Comune capofila per il bando è Montebelluna, però controllando le quote
(come abbiamo appena fatto adesso), Volpago del Montello ha la più grosso quota: allora non
dovrebbe essere quest’ultima a redigere il bando e a essere Comune capofila?
SINDACO. Per i bandi ci avalliamo o della Provincia o di altre realtà con cui siamo associati (quella
che si chiama Stazione Unica Appaltante). Montebelluna è una realtà dotata di Stazione Unica
Appaltante e quindi per i bandi e quant’altro è molto più agile; d’altronde questo non comporta un
onore, anzi, comporta un onere per gli uffici che devono redigere il bando, pubblicarlo e poi in base
alle offerte che giungono, individuare i professionisti che lo redigeranno.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Vorrei capire a livello complessivo. Questo PATI è rifatto
perché quello precedente non era chiaro, preciso, aveva errori cartografici e via discorrendo. Ci
domandiamo: saremo sicuri che il nuovo PATI sarà fatto in maniera giusta, chiara e precisa ma non
tanto giusta, chiara e precisa da permettere magari di essere un po’ più permissivo, allargare un
po’ troppo le maglie e, se quello che prima era troppo restrittivo, permettere di fare di più andando
contro i vincoli paesaggistici del Montello? Perché mi sembra di capire che ultimamente la
tendenza sia quella di dire: “Gli habitat sono messi male, ci sono addirittura alcune case”, cioè di
contestare un po’ i vincoli che erano stati messi nel passato con il discordo dell’errore cartografico
che, per amor di Dio, ci può stare, però stiamo attenti a non dovere rifare tutta la cartografia e
magari far scomparire habitat o altre zone paesaggistiche (questo è un po’ il rischio). Ora, questo
bando è fatto per rifare il PATI, il che va bene, tuttavia che direzione ha? Che mission si dà a
questo nuovo PATI?
SINDACO. Gli habitat con il Piano d’Area del Montello non c’entrano…
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Qua è scritto che la popolazione locale di Santa Maria era
insoddisfatta nei confronti dell’inefficacia di alcune previsioni degli attuali strumenti di governo, il
Piano d’Area, la rete Natura 2000 e i diversi Piani Regolatori comunali; in altri termini c’è
un’insoddisfazione verso il Piano d’Area e la rete Natura 2000: attenzione, cosa vuol dire?
SINDACO. Ribadisco che questo è il Piano d’Area e non ha nulla a che vedere con la rete Natura
2000 o con la ZPS (Zone di Protezione Speciale) o altro essendo competenze regionali ed è la
Regione che ha incaricato lo studio. In questo caso di fatto si tratterà di cambiare strumenti. Non
era una battuta quando ho detto prima che era colorato con i pastelli a cera; soprattutto, avevano
lavorato su una scala di grandi dimensioni. I Comuni hanno iniziato a dotarsi di strumenti, la
cartografia è quasi tutta digitalizzata, però vi faccio un esempio: la semplice linea che individuava
una zona nella scala in cui ci si trovava lo spessore della linea erano 20 metri; a quel punto è lato
interno o è lato esterno? Non so se ricordate la goccia che indicava la sorgente: la goccia
occupava 2 ettari. Oggi si cambia strumento ed esattamente si utilizza lo strumento digitale che ti
dà la possibilità di andare nel dettaglio per cui la linea si assottiglia in base al dettaglio e quindi
puoi disporre di quella precisione. Non
c
’è alcuna intenzione né di stravolgimenti né di altro anche perché sul Montello (e lo abbiamo
ribadito più volte) non c’è null’altro da fare. Ci sarà da mantenere, conservare quello che esiste,
quello sì, e quindi su questo potremo dare gli strumenti, le possibilità a chi ha il classico casale
semiabbandonato che sta crollando; vedremo se riusciremo perché sia la Sovrintendenza sia la
Regione… la possibilità di realizzare – che so – un bed & breakfast o altre realtà minimali che
giustifichino di sistemare il fabbricato e diano anche una fonte. Si tratta di raccogliere il materiale
che abbiamo già a disposizione e in particolare Volpago del Montello ne ha parecchio e infatti –
come avrete potuto notare – siamo al 50 sulla seconda fase di ripartizione il che sta a significare
che di materiale ce n’è. Quando è stato fatto materialmente il Piano d’Area del Montello non sono
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 7 del 14-03-2019 Pag. n.5 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
andati in loco a verificare nulla perché era impossibile da fare all’epoca, anche proprio in termini di
localizzazione.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Posso chiedere una cosa in particolare? Leggendo la proposta
al punto n. 2 dell’art. 1, (“Oggetto della convenzione”), è scritto: “Il PATI è uno strumento
urbanistico e, in quanto tale, deve circoscrivere alcuni temi, scelte progettuali. Dal punto di vista
strutturale individuare e uniformare le invarianti paesaggistiche, ambientali e storico-monumentali,
oltre agli habitat di interesse comunitario (rete Natura 2000), coordinando tra loro i diversi livelli di
pianificazione e i diversi strumenti urbanistici comunali.” Mi può spiegare questa frase? Dalla
lettura capisco che c’è la tendenza a una uniformazione di varianti paesaggistiche per cercare di
avere un’uniformità non solo paesaggistica ma anche ambientale e storico-monumentale. Si parla
anche di habitat e di rete Natura 2000.
SINDACO. Individuare e uniformare. Oggi è anche difficile avere la cognizione di quale sia la zona
habitat: in questa fase (ripeto: senza entrare nel merito di rete Natura 2000 essendo compito della
Regione) questo sarà calato sopra la cartografia del Montello; allo stesso modo saranno calati
sopra anche gli altri vincoli ambientale storico, monumentale in maniera tale che ci sia una
cartografia chiara che mi dia una lettura uniforme.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Il punto successivo recita: “Dal punto di vista operativo pervenire
in modo condiviso e omogeneo tra tutti i Comuni interessati a procedure amministrative di
approvazione analoghe per categoria o singoli interventi nelle zone oggetto di trasformazione sul
patrimonio edilizio, nuove costruzioni e recuperi, nel territorio agricolo, miglioramenti e
ricomposizioni fondiarie, diffusione della monocoltura del vitigno.”
SINDACO. Non va nell’ottica di dire: “Siamo per la diffusione della monocoltura del vitigno” (non so
se l’avete letto in tal senso).
(Voce indistinta dall’Aula)
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. “…pervenire in modo condiviso e omogeneo… a procedure
amministrative di approvazione analoghe per categoria o singoli interventi…”
SINDACO. Anche qui: potremmo parlare di altri Comuni ma capite che preferisco non farlo. Però
abbiamo visto anche in alcune situazioni che determinate tematiche sono affrontate in maniera
diversa da altri e alla fine vengono da noi e ci chiedono: “Ma perché non ci lasciate, quando dà si
può fare?” Perché per noi la regola è questa.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Sì, ma poi a seguito di questo non è che ci dobbiamo adeguare
agli altri Comuni?
SINDACO. No, no!
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Sono gli altri Comuni che si adeguano a noi?
SINDACO. No, no! Con la Sovrintendenza… Ribadisco: non posso parlare di altri Comuni perché
parlerei di colleghi e non lo trovo corretto, però con la Sovrintendenza ci siamo ben chiariti avendo
essa posizioni molto negative su queste posizioni. Non è la maggioranza dei Comuni che si muove
in determinata maniera, bensì è una minoranza, pertanto da parte nostra non ci sarà sicuramente
cambiamento della strada che stiamo percorrendo. A maggior ragione Regione e Sovrintendenza
stanno facendo un grande lavoro, a mio avviso.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Volpago del Montello ha il 32,6% di percentuale di Montello
rispetto ai duemila, pertanto sostanzialmente in questi due punti ci sarà un’individuazione delle
invarianti paesaggistiche, ambientali e storico-monumentali però non ci sarà alcun intervento per
quanto riguarda gli habitat e rete Natura 2000; inoltre, non ci sarà volontà di diffondere la
monocoltura del vitigno (corretto?) e nelle zone oggetto di trasformazione sul patrimonio edilizio
nuove costruzioni e recuperi, cioè saranno definite alcune regole da seguire (corretto?) in modo
che un po’ tutti i Comuni si adeguino e trovino un filone comune da perseguire, cioè regole che
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 7 del 14-03-2019 Pag. n.6 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
vadano bene per tutti, approvate dalla Sovrintendenza e dalla Regione Veneto. A livello
decisionale il Comune in che percentuale potrà partecipare? La volontà del Comune in che
percentuale si farà sentire?
SINDACO. Diciamo che ovviamente sul proprio territorio avrà voce sicuramente. In ogni caso
questo è uno strumento che viene realizzato con la Regione Veneto e con la Sovrintendenza
perché in realtà dovevano essere loro a realizzarlo; i Comuni si sono fatti promotori proprio per
portare avanti una cosa e riuscire ad avere una uniformità fra tutti, ma la parola finale spetterà
sicuramente alla Sovrintendenza e alla Regione Veneto, però sarà sicuramente condivisa con i
Comuni perché nel momento in cui si guarda il territorio che ci interessa, ovviamente su questo ci
faremo sentire.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. E ponendo il caso che a Nervesa della Battaglia si possa fare la
piscina sul Montello, a Montebelluna si possa fare la piscina sul Montello, anche nel Comune di
Giavera del Montello, noi possiamo dire: “No, non la vogliamo, non vogliamo che sia inserita su
questo PATI”, o dobbiamo adeguarci alla scelta degli altri Comuni?
SINDACO. Già oggi la piscina per l’agriturismo mi sembra è ammessa. Il Comune non può però
fare di più di quello che ti permette.
Responsabile Ufficio tecnico Lavori pubblici ing. i. MAZZERO ALESSANDRO. Il PATI poi avrà
le Norme Tecniche di Attuazione le quali (sia del PAT sia del PATI) avranno delle prescrizioni e
delle direttive, dopo di che ogni singolo Comune dovrà fare l’adeguamento del proprio Piano degli
Interventi al PATI. Ora, sulle direttive il Comune potrà diversificare, come è accaduto per il Piano
d’Area del Montello dove c’erano prescrizioni e direttive in sede di adeguamento dei Piani
Regolatori all’epoca e dei Piani degli interventi oggi, ogni singolo Comune potrà personalizzare con
le direttive.
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. L’area è delimitata dallo Stradon del Bosco e dalla Panoramica,
per capirci?
SINDACO. Sì.
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. Quindi dallo Stradon del Bosco in su.
SINDACO. Mettiamo ai voti il punto n. 4 all’O.d.G.
Il Sindaco, preso atto che non vi sono ulteriori richieste di intervento, pone in votazione la proposta
di deliberazione ad oggetto “Approvazione schema di convenzione per la redazione del Piano di
Assetto del Territorio Intercomunale tematico dell’area del Montello e Montelletto tra i Comuni di
Montebelluna, Volpago del Montello, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia, Crocetta del
Montello e Caerano di San Marco” posta al punto 4 all’O.d.G.
CON la seguente votazione, espressa per alzata di mano:
– presenti n. 16
– astenuti n. 2 (Modini e Calcagnotto)
– votanti n. 14
– favorevoli n. 12
– contrari n. 2 (Grosso e Pastro)
DELIBERA
1.di approvare lo schema di Convenzione per la redazione del Piano di assetto del territorio
intercomunale tematico dell’area del Montello e Montelletto tra i comuni di Montebelluna,
Volpago del Montello, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia, Crocetta del Montello
e Caerano di San Marco, allegato (sub. “A”) al presente atto a formarne parte integrante e
sostanziale;
2.di approvare la tabella di riparto della spesa da sostenere per la redazione del PATI
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 7 del 14-03-2019 Pag. n.7 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
concordata tra i comuni interessati, allegata sub. “A” allo schema di convenzione a formarne
parte integrante e sostanziale;
di autorizzare il Sindaco alla sottoscrizione della Convenzione, ammettendo 3. la possibilità di
introdurre eventuali modifiche non sostanziali al testo al fine di affinarne i contenuti;
4.di dare atto che la spesa è già stata finanziata in bilancio;
5.di demandare al Responsabile del Servizio Tecnico Lavori Pubblici – Urbanistica, gli
adempimenti conseguenti.
DELIBERA, ALTRESÌ,
di dichiarare, ai sensi dell’art.134 D.Lgs. 267/00, il presente atto immediatamente eseguibile, per
dare seguito tempestivo ai successivi atti, con separata votazione espressa in forma palese, che
dà il seguente esito:
– presenti n. 16
– astenuti n. 2 (Modini e Calcagnotto)
– votanti n. 14
– favorevoli n. 12
– contrari n. 2 (Grosso e Pastro)