TRADOTTA E… LIBERAMENTE INTERPRETATA

Ad una settimana dall’apertura del percorso ciclopedonale molti di noi ne hanno potuto valutare le caratteristiche; ne evidenziamo quattro per provare a suggerire alcuni miglioramenti.
La vegetazione è ricca e varia e ha bisogno di una manutenzione equilibrata e di valorizzazione delle specie arboree e floreali presenti: le dimensioni dell’opera richiedono una gestione o in forma condivisa tra i Comuni o appaltando il servizio.
Attraversamenti e intersezioni: è più che evidente che quasi nessuno rispetta il codice della strada, ma, prima di piangere il morto, è bene intervenire, garantendo il transito a passeggini e carrozzine e impedendolo sui pedali. Proponiamo di arretrare ulteriormente le barriere rispetto alle intersezioni e di potenziare la segnaletica luminosa, da alimentare con pannelli fotovoltaici.
Lungo un percorso storico come la Tradotta, la grande assente è proprio la storia. Esclusa una meravigliosa prospettiva sull’Ossario di Nervesa e un paio di monumenti a soldati caduti, non c’è traccia delle vicende di quest’opera, dalla Grande Guerra fino alla sua chiusura e ai giorni nostri.
Agli incroci manca completamente anche l’integrazione coi centri abitati e da questi alla Tradotta: vanno segnalati, evitando il proliferare di estemporanee iniziative private già presenti, i punti di interesse (chiese, musei, luoghi storici e ambientali, altri percorsi ciclabili) e i servizi (farmacia, sedi municipali, forze dell’ordine, negozi).

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.