Convenzione centrale di committenza Federazione comuni del montebellunese (Del. CC 13/2018)

RINNOVO ED APPROVAZIONE DELLA CONVENZIONE PER LA GESTIONE ASSOCIATA DELLA CENTRALE DI COMMITTENZA DELLA FEDERAZIONE DEI COMUNI DEL MONTEBELLUNESE


Il Consigliere Comunale Cappellari Fabrizio rientra nell’Aula consiliare.
Sono presenti il Sindaco e n. 15 Consiglieri Comunali (Povelato, Martimbianco, Bertuola, Baù,
Zanatta, Pedron, Rigatti, Cappellari, Venturin, Volpato, Grosso, Pastro, Sartor, Modini,
Calcagnotto).
IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO che:
il processo di razionalizzazione della spesa pubblica messo in atto – dal Governo e lo
sviluppo del federalismo fiscale comunale hanno interessato gli Enti locali con ricadute
importanti sul sistema dei servizi erogati alla popolazione;
– l’art. 33, comma 3 bis, del n. 163/2006, come modificato dall’art. 9, comma 4, del d.l.
66/2014, convertito nella legge n. 89/2014, stabiliva che “I Comuni non capoluogo di
provincia procedono all’acquisizione di lavori, beni e servizi nell’ambito delle unioni dei
comuni di cui all’articolo 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove esistenti,
ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei
competenti uffici anche delle province, ovvero ricorrendo ad un soggetto aggregatore o alle
province, ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56”;
– in attuazione di tale disposizione normativa i Comuni di Caerano di S. Marco, Crocetta del
Montello, Giavera del Montello, Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Trevignano e
Volpago del Montello, nonché la Provincia di Treviso (quale ente di supporto) si sono
convenzionati al fine di istituire la Stazione Unica Appaltante della Federazione dei Comuni
del Montebellunese, con funzioni di centrale di committenza; il relativo schema di
convenzione è stato approvato con delibera del Consiglio Comunale di Volpago del
Montello n. 33 del 20/11/2014 e la convenzione è stata sottoscritta dai rispettivi Sindaci e
dal Presidente della Provincia di Treviso in data 30.1.2015, per la durata di anni tre,
eventualmente
rinnovabile
;
– successivamente, il Comune di Caerano di S. Marco ha receduto dalla convenzione (con
delibera consiliare n. 47 del 24.10.2016, esecutiva) mentre i Comuni di Maser e di Cornuda
vi hanno aderito, rispettivamente con deliberazioni consiliari n. 44 del 26.11.2014 e n. 52
del 27.11.2014, esecutive; di conseguenza è mutato l’ambito operativo della stazione unica
appaltante;
– l’art. 37, commi 1 e 2, del d. lgs. 50/2016 (che ha abrogato il d. lgs.163/2006) e successive
modifiche, ad oggetto “aggregazioni e centralizzazione delle committenze”, stabilisce
l’ambito di autonomia delle stazioni appaltanti in ordine all’acquisizione di beni, servizi e
lavori, in base al quale:
a)per l’acquisto di beni e di servizi di importo inferiore a € 40.000,00 e di lavori di importo
inferiore a € 150.000,00 le stazioni appaltanti procedono autonomamente, anche in
assenza della qualificazione di cui all’art. 38 del d. lgs. 50/2016;
b)per l’acquisto di beni e servizi di importo da € 40.000,00 e fino all’importo inferiore alla
soglia comunitaria (attualmente € 221.000,00) le stazioni appaltanti in possesso della
suddetta qualificazione procedono autonomamente mediante utilizzo degli strumenti
telematici di negoziazione messi a disposizione delle centrali di committenza…
Analogamente procedono per l’acquisto di lavori di manutenzione ordinaria di importo
superiore a 150.000,00 € ma inferiore a 1.000.000,00 di €. Attualmente, in attesa
dell’emanazione delle disposizioni di dettaglio circa la qualificazione delle stazioni
appaltanti si intendono qualificate le stazioni appaltanti iscritte all’anagrafe delle stazioni
appaltanti (AUSA) tenuta dall’Autorità anticorruzione;
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 13 del 04-04-2018 Pag. n.2 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
lo stesso articolo 37, al comma 4, stabilisce che se la stazione appaltante – è un comune
non capoluogo di provincia, fermo restando quanto previsto ai commi 1 e 2 dello stesso
articolo, procede secondo una delle seguenti modalità:
a) ricorrendo a una centrale di committenza o a soggetti aggregatori qualificati;
b) mediante unioni di comuni costituite e qualificate come centrali di committenza, ovvero
associandosi o consorziandosi in centrali di committenza nelle forme previste
dall’ordinamento;
c) ricorrendo alla stazione unica appaltante costituita presso le province, le città
metropolitane ovvero gli enti di area vasta ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56
– la convenzione sopra citata è scaduta il 30.1.2018 e i Comuni aderenti intendono rinnovarla
in quanto utile strumento di aggregazione che, nel tempo, intendono estendere anche ad
altri servizi secondo gli obiettivi che si è posta la Federazione dei Comuni del
Montebellunese;
– con l’occasione, visto quanto previsto dall’art. 37, comma 4 del d. lgs.50/2016, i Comuni
suddetti intendono variare la denominazione dell’aggregazione da “Stazione Unica
Appaltante della Federazione dei Comuni del Montebellunese” a “Centrale di committenza
della Federazione dei Comuni del Montebellunese”;
– analogamente, anche la Provincia di Treviso intende rinnovare la convenzione in parola,
ponendosi come ente con funzioni ausiliarie;
ESAMINATO lo schema di convenzione in parola (aggiornato alla normativa intervenuta nel
frattempo) e ritenutolo meritevole di approvazione, dando atto che la convenzione di cui trattasi è
rivolta prioritariamente agli Enti della Federazione dei Comuni del Montebellunese, ma che vi
potranno aderire anche altri Comuni;
VISTO l’art. 30 del d. lgs. 267/18.8.2000;
ACQUISITO il parere di regolarità tecnica da parte del Responsabile Area
Amministrativo-Demografico, dott.ssa Elena Agostoni, ai sensi e per gli effetti dell’art. 49 del d. lgs.
267/2000;
ACQUISITO il parere di regolarità contabile da parte del Responsabile Servizio Finanziario-Tributi,
Rag. Martin Levis, ai sensi e per gli effetti dell’art. 49 del d. lgs. 267/2000;
ACQUISITO il parere del Collegio dei Revisori, ai sensi dell’art. 239 del d. lgs. 267/2000;
PRESO ATTO dell’intervento del Sindaco, riportato come segue:
SINDACO. Siamo al punto numero 4 all’ordine del giorno: “Rinnovo della approvazione della
convenzione per la gestione associata della Centrale di committenza della federazione dei Comuni
del Montebellunese”. Allora anche qui in termini molto semplici andiamo al rinnovo di una
convenzione che è già in essere. Come sapete da parte dei Comuni, con una procedura di che
sono sempre più complesse, sono richieste una serie di certificazioni e quant’altro per cui per
quanto riguarda importi di servizi fino a 40 mila euro e di lavori di importi fino a 150 mila euro
l’Amministrazione comunale si può muovere tranquillamente. Poi c’è un secondo livello per i servizi
da 40 mila e fino a 221 mila che è l’attuale soglia comunitaria, mentre per importi lavori fra 150 mila
e 1 milione i tecnici degli Uffici devono avere determinate qualificazioni. Al di sopra del milione
invece c’è un altro step ulteriore. Per cui già a suo tempo si è ricorso a questa convenzione.
All’epoca aderivano i comuni di Caerano, Crocetta, Giavera, Montebelluna, Nervesa e Trevignano
ovviamente Volpago e la Provincia di Treviso al fine di istituire una Stazione Unica Appaltante per
la Federazione dei Comuni del Montebellunese. La Provincia di Treviso come ente di supporto in
quanto noi aderiamo anche ad una convenzione con la stessa Provincia che si fa ente appaltante
a nostro titolo quando l’importo, quando le opere sono al di sopra di certi importi ci rivolgiamo
quindi o alla Provincia direttamente oppure possiamo rivolgerci alla Federazione dei Comuni del
Montebellunese con capofila Montebelluna e con sede presso Montebelluna. Successivamente il
Comune di Caerano si è tolto, è uscito dalla coalizione, ha receduto dalla convenzione mentre il
Comune di Maser e di Cornuda vi hanno aderito. Quindi a tutt’oggi quello che noi andiamo a
proporre è di rinnovare questa convenzione agli stessi impegni che avevamo all’epoca. Diciamo
che da un punto di vista economico non ci costa nulla in quanto ogni Comune aderisce al
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 13 del 04-04-2018 Pag. n.3 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
funzionamento della Centrale di committenza individuando risorse umane in misura adeguata alle
attività richiesta dall’ufficio. Vi leggo testualmente i punti… Gli uffici sono presso la sede del
Comune di Montebelluna quindi anche per l’uso degli spazi non è previsto alcun rimborso in quanto
sono già spazi deputati a questo. Gli unici oneri che abbiamo sono quelli che avremo in ogni caso,
comunque il contributo di gara dovuto per l’autorità anticorruzione, la pubblicità dei bandi e il
funzionamento della Commissione giudicatrice che viene nominata. Quindi sostanzialmente rimane
immutato l’impegno da parte del Comune e viene riproposta
“in toto” la convenzione con l’inserimento di questi nuovi due Comuni, Masera e Cornuda, e con
l’eliminazione di Caerano. Convenzione cui abbiamo fatto ricorso già in alcuni casi. In questo caso
diciamo che andiamo anche bene perché in funzione delle tempistiche che ha la provincia, perché
la Provincia segue molti comuni nel caso in cui siano oberati di lavoro ricorriamo a Montebelluna
oppure viceversa alla Provincia. Ci siamo mossi parallelamente sull’uno e sull’altro fronte.
Ci sono interventi? Mettiamo ai voti il “Rinnovo della convenzione per la gestione associata per la
centrale di committenza della federazione dei Comuni del montebellunese”.
Il Sindaco, preso atto che non vi sono ulteriori richieste di intervento, pone in votazione la proposta
di deliberazione “Rinnovo della approvazione della convenzione per la gestione associata della
Centrale di committenza della federazione dei Comuni del Montebellunese”, posta al punto 4
dell’ordine del giorno.
CON la seguente votazione, espressa per alzata di mano,:
presenti n. 16
astenuti n. 3 (Grosso, Pastro e Sartor)
votanti n. 13
favorevoli n. 13
contrari n. 0
DELIBERA
di rinnovare la convenzione per la gestione associata della stazione unica 1) appaltante della
Federazione dei Comuni del Montebellunese che da ora è denominata “Centrale di
committenza della Federazione dei Comuni del Montebellunese”;
2)di approvare lo schema di convenzione che regolerà il funzionamento della predetta centrale
di committenza nonché i rapporti tra gli enti aderenti, costituita da n. 17 articoli e che forma
parte integrante e sostanziale del presente atto;
3)di precisare che alla convenzione di cui trattasi potranno aderire anche altri Enti non
appartenenti alla Federazione dei Comuni del Montebellunese e che la stessa diventerà
operativa con la sottoscrizione da parte di almeno due Comuni.

Variante Ca’ del Cristo (Del. 12/2018)

VARIANTE AL PIANO URBANISTICO ATTUATIVO DENOMINATO “CA’ DEL CRISTO” A VOLPAGO, ZONA C2.2 N. 23. CONTRODEDUZIONI ALLE OSSERVAZIONI E APPROVAZIONE AI SENSI DELL’ART. 20 COMMA 4 DELLA L.R. 11/2004.


Il Consigliere Comunale Cappellari Fabrizio esce dall’Aula consiliare.
Sono presenti il Sindaco e n. 14 Consiglieri Comunali (Povelato, Martimbianco, Bertuola, Baù,
Zanatta, Pedron, Rigatti, Venturin, Volpato, Grosso, Pastro, Sartor, Modini, Calcagnotto).
IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO che:
con deliberazione consiliare n. 55 del 29 novembre 2000 è stata adottata la  Variante Generale
al PRG, approvata con deliberazione di Giunta Regionale del Veneto n. 2124 del 11/07/2003 di
approvazione definitiva ai sensi dell’art. 46 della L.R. n. 61/85 della Variante al Piano
Regolatore Generale di Volpago del Montello;
 con deliberazione consiliare n. 50 del 30 dicembre 2013 è stato adottato il Piano di Assetto del
Territorio, approvato con Conferenza di Servizi in data 11/03/2016, ratificato con D.G.P. n. 92
del 02/05/2016 pubblicata nel B.U.R. n. 50 del 27/05/2016 ed efficace dal 10/06/2016;
RICHIAMATI i seguenti atti:
 la deliberazione di Consiglio Comunale n. 63 del 26.10.2006 di approvazione del Piano
urbanistico attuativo denominato “Ca’ del Cristo”;
 la convenzione stipulata in data 24.09.2007 Rep. n. 3098 del Segretario comunale di Volpago
del Montello;
 il permesso di costruire n. 106 del 25.09.2007 per l’esecuzione del piano;
 il permesso di costruire n. 46 del 20.05.2009 di variante in corso d’opera al Piano;
 la domanda di variante al piano attuativo ai sensi della LR 14/2009 Piano Casa, con i relativi
allegati, presentata al protocollo comunale al n. 28.06.2010 prot. 9330 e iscritta nel Registro
Pratiche Edilizie al n. 2010X0027;
 la deliberazione della Giunta Comunale n. 140 del 13.10.2010, esecutiva, con la quale veniva
adottata la variante il piano attuativo;
 la deliberazione del Consiglio Comunale n. 42 del 25.11.2010, esecutiva, con la quale è stata
approvata la variante al piano attuativo;
 il collaudo parziale delle opere di urbanizzazione dell’8.11.2010 depositato in data 10.11.2010
e approvato con determinazione n. 435 del 10.11.2010;
VISTA la deliberazione di Giunta Comunale n. 7 del 24/01/2018, esecutiva ai sensi di legge, di
adozione della variante al Piano urbanistico attuativo denominato “Ca’ del Cristo” a Volpago, zona
C2.2 n. 23;
RILEVATO che, ai sensi dell’art. 20 della L.R. 11/2004 e smi, in data 06/02/2018 la variante al
piano attuativo è stata depositata presso la Segreteria del Comune per 10 giorni consecutivi con
pubblicazione di un avviso all’albo on-line del Comune e nella sezione “Amministrazione
trasparente- pianificazione e governo del territorio” e che nei successivi 20 giorni è pervenuta
un’osservazione sottoscritta da n. 16 residenti, presentata in data 05.03.2018 prot. 3301;
DATO ATTO altresì che in data 05.02.2018 il Signor Cavallin Mirco ed altri 29 sottoscrittori hanno
presentato proposta di spostamento della volumetria dai lotti 9-10-11-12 (protocollata al n. 1888 del
06.02.2018) che non è stata presa in considerazione con l’adozione della terza variante al Piano
degli interventi, in quanto era in corso l’adozione della variante alla convenzione urbanistica del
piano attuativo in accordo con il curatore fallimentare;
ATTESO che:
 la ditta lottizzante è fallita come da sentenza n. 219/2014 del Tribunale di Treviso del
24.09.2014, Fallimento n. 204/2014;
 sono rimasti da ultimare dei lavori riguardanti le opere di urbanizzazione in particolare riferite al
completamento della viabilità di accesso alla lottizzazione con l’asfaltatura e ripristino dei tratti
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 12 del 04-04-2018 Pag. n. 2 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
di strada e marciapiede ammalorati, il completamento del verde, come descritto nell’allegato “A
– opere mancanti e suddivisione in lotti” e nell’allegato “B – computo metrico opere
urbanizzazione mancanti”. I lavori nello specifico riguardano una superficie, all’interno
dell’ambito della lottizzazione, di 5.194 mq così suddivisi:
Strade e marciapiedi 2503 mq  (mappale n. 1943);
 Area a Verde pubblico 2643 mq (mappali n. 1767, 1921, 1944, 1945);
 Cabina Elettrica 48 mq (mappale n. 1813)
 esternamente all’ambito di intervento era prevista la rimozione della cabina Enel presente sul
mappale identificato al foglio 22 mappale n. 921;
 i lavori relativi alle opere di urbanizzazione previsti dalla convenzione originaria ammontavano
ad € 404.293,89 così suddivisi:
 € 363.057,53 per le opere interne al limite del piano attuativo individuato nel PRG;
 € 41.236,36 per le opere esterne al perimetro del piano attuativo, comprensivo dello
spostamento della cabina elettrica;
 a garanzia dell’esecuzione delle opere di urbanizzazione era stata prestata una polizza
fideiussoria n. 11558/2007 datata 30.08.2007 emessa da INTERFINANZIARIA S.P.A., che
allora aveva sede a Firenze, per un importo di € 444.723,28 pari all’importo dei lavori
aumentato del 10% per oneri relativi alla direzione lavori e per la sicurezza;
 la società INTERFINANZIARIA S.P.A. ha cambiato ragione sociale in INTERFINANZIARIA
S.r.l. con sede a Panama – Plaza 2000 Calle 50 Edificio PH. Dalla visura camerale la società
risulta inattiva dal 31.07.2008;
 il Comune in data 05.06.2017 con protocollo 7673 ha inviato alla società INTERFINANZIARIA
S.r.l., con sede a Panama, una diffida al pagamento delle somme garantite;
 dalla valutazione economica si è rilevato un costo di € 65.695,75 per completare le opere;
VISTA la valutazione economica dell’11.12.2017 con la quale si è aggiornato ad € 80.556,75 il
costo per completare e collaudare le opere di urbanizzazione;
RICHIAMATE le comunicazioni tramite P.E.C. del Curatore Fallimentare Rag. Guerrino
Marcadella, dello scorso 17.05.2017 prot. 6766 e del 08.06.2017 prot. 7905, con cui veniva
proposto un atto transattivo con il quale il Comune di Volpago del Montello avrebbe dovuto farsi
carico delle spese da sostenere per il completamento delle opere di urbanizzazione acquisendo fin
da subito la proprietà delle aree pubbliche (strade, marciapiedi e verde). La Curatela nel
contempo proponeva l’inserimento nei bandi d’asta degli oneri da riconoscere al Comune riferiti ai
costi delle stesse opere di urbanizzazione, in base agli importi suddivisi per lotti come proposto
dall’Ufficio Urbanistica del Comune;
RICHIAMATA la comunicazione dell’Arch. Volpato Gloria, professionista incaricato dal Curatore
Fallimentare Rag. Guerrino Marcadella per la stesura degli elaborati di variante al piano attuativo,
protocollata in data 23.1.2018 al n. 1104, con cui sono stati trasmessi i seguenti elaborati:
 Schema di Convenzione urbanistica di variante al Piano attuativo denominato “Ca’ del
Cristo”;
 Allegato A Opere mancanti e suddivisione in lotti;
 Allegato B Computo metrico opere di urbanizzazione mancanti;
 Tavola n. 1 Estratti P.R.G., P.A.T. e catastale;
 Tavola n. 2 Planimetria con superfici a standard, aree da cedere al Comune.
VISTA la comunicazione tramite email del Curatore Fallimentare Rag. Guerrino Marcadella, dello
scorso 22.01.2018 e protocollata in data 23.01.2018 prot. 1106, con cui è stata trasmessa copia
dell’istanza per autorizzazione a sottoscrivere convenzione urbanistica per variante al piano
urbanistico attuativo con il Comune di Volpago del Montello (TV), autorizzata dal Giudice Delegato
in data 02.01.2018;
ATTESO che il Giudice Delegato ha approvato lo schema di convenzione trasmesso dall’Arch.
Volpago Gloria congiuntamente agli altri elaborati progettuali: attestazione opere di urbanizzazione
da eseguire; Tavola n. 2 – Planimetria con superfici a standard, aree da cedere al Comune;
RITENUTO di procedere all’approvazione della Variante al Piano urbanistico denominato “Ca’ del
Cristo” a Volpago, zona C2.2 n. 23, secondo quanto stabilito dalla nuova proposta di convenzione
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 12 del 04-04-2018 Pag. n. 3 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
urbanistica, al fine di completare le opere di urbanizzazione dell’area, in modo tale di eliminare la
situazione di degrado in cui versa l’area, attraverso la presa in carico da parte del Comune delle
aree previste in cessione al demanio comunale (strade, marciapiedi, aree a parcheggio, aree verdi,
sotto servizi);
ATTESO che, sempre secondo quanto stabilito dalla nuova convenzione, una volta acquisite le
opere di urbanizzazione al demanio pubblico, l’Amministrazione Comunale provvederà al loro
completamento secondo quanto stabilito dalla normativa vigente in materia di opere pubbliche e
recuperando le spese sostenute attraverso le vendite dei lotti rimanenti da parte del Curatore
Fallimentare che nelle prossime aste di vendita provvederà ad inserire nei bandi la clausola che
preveda che gli aggiudicatari, al momento dell’acquisto, versino alla Curatela le quote di propria
competenza relative alle opere di urbanizzazione, collaudi etc., secondo quanto stabilito
dall’allegato (all. A), tramite assegno circolare non trasferibile intestato al Comune di Volpago
del Montello. Il Curatore provvederà a consegnare al Comune le suddette somme entro cinque
giorni dal trasferimento definitivo del bene;
VISTE:
la legge Urbanistica 17.08.1942, n. 1150, modificata e integrata dalla legge  06.08.1967, n. 765;
 la L.R. n. 61/1985;
 la L.R. n. 11/2004 e smi;
 l’istruttoria tecnica che rileva la conformità del piano agli strumenti urbanistici e relative norme
in atti;
VISTO che l’osservazione pervenuta, che risulta essere una richiesta di verifica di dati, è stata
contro dedotta secondo gli elaborati predisposti dal progettista in collaborazione con l’ufficio
tecnico urbanistica e di seguito elencati;
 Allegato C – Controdeduzioni alle osservazioni;
 Tav. 3 – Planimetria con superfici a standard, aree da cedere al Comune. Elaborato
illustrativo per CONTRODEDUZIONI;
RITENUTO pertanto di approvare, ai sensi dell’art. 20 comma 4 della L.R. n. 11/2004, la variante
al piano urbanistico denominato “Ca’ del Cristo” a Volpago, zona C2.2 n. 23 composta dai
seguenti elaborati progettuali:
 Schema di Convenzione urbanistica di variante al Piano attuativo denominato “Ca’ del
Cristo”;
 Allegato A Opere mancanti e suddivisione in lotti;
 Allegato B Computo metrico opere di urbanizzazione mancanti;
 Tavola n. 1 Estratti P.R.G., P.A.T. e catastale;
 Tavola n. 2 Planimetria con superfici a standard, aree da cedere al Comune;
in quanto consente di risolvere una situazione di degrado venutasi a creare dopo il fallimento della
ditta lottizzante, senza alcuna perdita patrimoniale da parte del Comune, dal momento che la
convenzione di cui trattasi recepisce le somme relative a tutte le opere ancora da eseguire senza
alcun altro aggravio per il Comune;
DATO ATTO che sul presente provvedimento non sussiste situazione di conflitto di interessi, ai
sensi del combinato disposto di cui agli art. 6 bis della L. n. 241/1990 e art. 7 del D.P.R. n. 62/2013
in capo al soggetto che ha istruito il provvedimento e sottoscritto il parere tecnico di cui all’art. 49
del T.U.E.L.;
VISTO il Testo Unico sull’ordinamento degli Enti Locali approvato con D. Lgs. n. 267 del
18.08.2000;
VISTO l’allegato parere di regolarità tecnica reso dal Responsabile dell’Area Attività Produttive,
edilizia privata e urbanistica, ai sensi dell’art. 49 del D. Lgs. n. 267/2000 (T.U. Enti Locali);
VISTO l’allegato parere di regolarità contabile reso dal Responsabile del Servizio Finanziario, ai
sensi dell’art. 49 del D. Lgs. n. 267/2000 (T.U. Enti Locali);
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 12 del 04-04-2018 Pag. n. 4 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
PRESO ATTO degli interventi dei consiglieri, riassunti come segue:
SINDACO. Passiamo al punto numero 3 all’ordine del giorno: “Variante al Piano Urbanistico
Attuativo denominato Ca’ del Cristo a Volpago. Zona C2.2 n. 23. Controdeduzioni alle osservazioni
e approvazione ai sensi dell’articolo 20, comma 4 della L.R. 11/2004”. Anche qui una brevissima
sintesi. Qui stiamo parlando di un caso di quelli che ci interessavano poco fa cioè di situazioni
rimaste incompiute. Ca’ del Cristo riguarda la lottizzazione qui in zona Peep appena si entra sulla
destra entrando da via Cantarane. Qui c’è una situazione che si è trascinata negli anni. Il progetto
originario è del 2006 quindi sono ormai la bellezza di 12 anni. Una parte di fabbricati è stata
completata e acquisita da privati e alcuni di questi fabbricati completati sono stati anche – purtroppo
per i privati in questione – sono rientrati nel fallimento e quindi sono stati poi oggetto d’asta. A
quanto ci risulta oggi dovrebbero essere totalmente in proprietà e parlo per quelli finiti
integralmente. C’è poi un altro blocco, invece, verso est che è un grezzo molto versato però rimane
ancora lavoro da fare; questo invece è ancora parte del fallimento. Poi ci sono un’altra serie di lotti
di cui del blocco centrale – penso sia una zona che conoscete bene – in cui c’è solo un interrato
realizzato. Idem dicasi per altri due lotti verso nord e infine un terzo lotto che invece quello è l’unico
vergine, che non ha avuto interventi di edificazione. Qui la situazione è – stavo per dire era –
abbastanza complessa nel senso che qui il lottizzante a suo tempo – poi è stato dichiarato
fallimento non aveva completato tutte le opere di lottizzazione e quando parlo di opere di
lottizzazione chiaramente parlo di strade e marciapiedi, illuminazione pubblica, reti sottoservizi:
Enel, Gas, Telecom e così via. Nulla attiene a quanto sta all’interno dei lotti che invece è sempre
proprietà del fallimento ma non sono parti pubbliche. Quindi non avendo completato le parti
pubbliche poi la problematica che si veniva a creare in fase anche di vendita, poi chi materialmente
andava ad acquisire gli immobili in sede di asta si sarebbe poi dovuto far carico del completamento
delle opere. Capite che è una problematica che diventava non ingestibile ma… Pensate a quante
sono le realtà presenti. Poi dover mettere d’accordo 10, 20, 30 o 40 teste diverse diventava
un’operazione che… Per cui con il Curatore fallimentare con il Giudice che segue il fallimento di
fatto, dopo svariati incontri siamo addivenuti a un accordo che è quello che andiamo a leggere
adesso e che è modificativo della convenzione originaria. Ricordo sempre che chi esegue la
lottizzazione completa tutte le opere, le collauda e poi cede gratuitamente al Comune. Solo a quel
punto il Comune si prende in carico tutte le opere pubbliche, la parte pubblica. Quindi dicevo che
poiché non sono completate abbiamo raggiunto un accordo di far sì che ogni qualvolta venga
venduto un lotto, una singola unità a questo sono già stati c’è una tabella. Poi non so se avete
visto, caso mai poi l’Ingegner Mazzero vi farà vedere come sono stati ripartiti i costi preventivati per
completare le opere e quindi, di fatto, l’offerente farà sì un’offerta comprensiva a prescindere però
già il fallimento sa già che una quota fissa la deve girare al Comune. Quindi faccio un esempio. Se
l’offerta è di 10 e i costi a lui imputati sono 2, questo offre 10 e 2 vanno al Comune e 8 vanno al
fallimento; Se offre 9, al Comune vanno 2 e 7 al fallimento in maniera tale che in ogni caso noi sì,
ci prendiamo in carico l’esecuzione delle opere però a costo zero perché questo è quello che
doveva essere in fase di lottizzazione. Quindi diciamo così che abbiamo anche la tranquillità di
avere l’introito direttamente in fase di vendita da parte del Giudice che si è preso questo impegno.
Con questo noi andiamo a modificare, dicevo, la convenzione perché la convenzione prevedeva la
cessione finale una volta che tutto era completato e quindi ci prendiamo in carico questo per venire
incontro anche ad una situazione di grande disagio che sta vivendo chi ha acquisito delle unità
immobiliari e vive quella lottizzazione con una serie di problematiche. Chi ha fatto un giro nella
lottizzazione conosce bene. In questa maniera hanno la certezza che queste opere verranno
completate in tempi relativamente brevi diciamo. Chiaramente noi, appena sono state vendute, le
opere verranno eseguite subito. Mentre chi dovesse acquisire lì, i tempi di completamento del
lavoro e tutto il resto, per loro il completamento delle parti pubbliche sarebbero l’ultimo dei loro
problemi insomma. Lascio la parola all’ingegner Mazzero che ci dettaglia un po’ la questione.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Il Piano è stato adottato in Giunta e depositato e nel periodo per le
osservazioni è giunta una osservazione da parte di 16…
SINDACO. 1 più 29. Dovrebbero essere 30 teoricamente se non ce ne sono altri dietro.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Dovrebbero essere 16, se è scritto 21 sono sbagliate. Però a parte il
numero comunque è una richiesta più che di osservazione è una richiesta di verifiche. Prima di
arrivare alle verifiche intanto illustro un attimo qual è la situazione. Questa è l’individuazione dal
punto di vista cartografico della zona. Quindi siamo in zona centrale…
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 12 del 04-04-2018 Pag. n. 5 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
SINDACO. Sì, mi correggo 16 erano i residenti e 29 i sottoscrittori della proposta di variante al P.I.
Ing. i. Mazzero Alessandro. La proposta di variante al P.I. non fa parte di questa perché non era
arrivata nei termini però non è oggetto di…
SINDACO. Casomai poi tocchiamo anche l’argomento.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Quindi ho scritto giusto 16. Allora già questa tavola qua ci fa capire
uno degli elaborati che è stato adottato e che questa sera farà parte degli elaborati
dell’approvazione se viene approvata in cui vari colori cosa rappresentano? Allora il verde,
ovviamente, sono le aree che ci verranno cedute una volta collaudate definitivamente e completate
da noi come diceva il Sindaco. Il grigio rappresenta le aree a viabilità quindi marciapiedi e
parcheggi. Quelle rosa sono i lotti già ultimati e quindi i fabbricati che hanno l’agibilità…
SINDACO. Che sono abitati.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Sì che sono abitati. I lotti, invece, quelli centrale e quelli color ocra, gli
edifici che sono stati accatastati sono di proprietà del Curatore. Qui ci sono due fabbricati al grezzo
avanzato che però sono in situazioni di degrado, questi sì sono in situazioni di degrado perché ci
sono stati atti di vandalismo con vetri rotti e quant’altro. Questo invece è un lotto sempre del
Curatore fallimentare dove c’era un permesso di costruire che è stato annullato dopo il fallimento e
quindi qui c’è solo un lotto libero. Invece qui sia negli edifici al grezzo che sono alla copertura e
invece questi sono solo all’interrato più ci sono dei muri al piano terra in elevazione e poco altro c’è
l’interrato e basta. Qui ci sono dei titoli edilizi che sono scaduti e che devono essere eventualmente
da chi comprerà rinnovati. Allora qui partiamo da molto lontano nel senso che nel 2006 viene
approvata la lottizzazione e dopodiché nel 2009 la Regione Veneto approva la legge sul Piano
Casa e nel 2011 – mi sembra – viene presentata una richiesta da parte del lottizzante per applicare
il 20 per cento sulle lottizzazioni. Quindi viene incrementato il volume disponibile del 20 per cento.
C’è stata un’altra variante in cui quest’area qua, questa fettina di area e quest’altra viene ceduta al
lottizzante che ne fa richiesta e paga per queste piccole porzioni di area qua. Questa sì, queste
aree sono state cedute per allargare i lotti. Poi tra il 2012 e il 2013 vengono richiesti dei titoli edilizi
per applicare oltre al 20 per cento dato dalla lottizzazione anche un ulteriore 25 per cento per
questi lotti centrali, per questo e per questo. Quindi a questi lotti viene aumentata la volumetria e
conseguentemente le unità edilizie. E le unità edilizie per il nostro Regolamento hanno determinato
la richiesta di ulteriori posti auto scoperti. Quindi il privato, il lottizzante per far fronte alla necessità
di avere ulteriori posti auto scoperti ha richiesto di monetizzare ulteriori spazi pubblici. Gli è stato
consentito e quindi è stato autorizzato a fare questa lottizzazione che, tra l’altro, non ha pagato. Ha
prodotto delle polizze assicurative. Mi correggo: ha prodotto delle polizze di compagnie finanziarie
non assicurative e dopo faccio delle puntualizzazioni su questo. C’erano quindi 7 posti auto che
sono spariti da quelli pubblici e hanno creato ancora a maggio un “disagio”, però i numeri stavano
in piedi se stiamo a guardare i numeri questi stavano in piedi. La parte bianca. Allora è una
specificità che mi serve per dare risposta alle osservazioni che sono arrivate nel senso che
quest’area – ho scelto il colore peggiore – allora questo qua è un mappale unico ok? Tranne vabbè
questo, c’è questo pezzo aggiunto qua. Questo mappale 1812, se andiamo a vedere l’elaborato
planimetrico – e chi sa di Catasto mi capisce – mi individua le proprietà del Curatore fallimentare. Il
Curatore fallimentare ha a disposizione il mappale quello che dovrebbe essere il 1922, poi ha
questo subalterno e poi ha altri tre subalterni che erano nella logica del lottizzante, destinati a posti
auto esclusivi per il lotto numero 15. Il bianco cos’è? Bene comune non cessibile quindi è area di
manovra ai lotti 13, 14 e 15 ed accatastato come bene comune non cessibile. Dopo sì, è vero io
non li ho individuati e ci sono alcuni parcheggi esclusivi – però non mi serviva – sono esclusivi degli
altri lotti. Allora adesso vado a vedere qual è la situazione: questa è una tavola che è stata
prodotta per rispondere alle osservazioni che leggo e leggo di conseguenza anche… Però prima di
passare a questo io vorrei fare un discorso su un po’ di storia nel senso che… cosa è successo
quando è fallito Prora immobiliare? E’ successo che aveva in piedi ancora l’ultimazione dei lavori e
quindi qua c’è un binder, un asfalto grezzo e sono stati realizzati in parte dei marciapiedi ultimati.
Per esempio questo, questo e tutto questo e poi questo è in parte realizzato; è un po’ preso male
ma ci sono delle coordinate. Però qui, se vedete, già da qua notiamo che cosa? Che per esempio
questo marciapiede è realizzato in area privata. Cioè e dei condomini quindi io Comune non posso
far niente su questo marciapiede. Così come ci sono anche alcuni posti auto esclusivi non pubblici
delle unità edilizie. Quindi questi tre parcheggi, questi altri tre e questi due sono posti auto privati e
anche il marciapiede è privato quindi la manutenzione e quant’altro è di loro competenza però lo
hanno comprato così e lo sapevano quando lo hanno acquistato non è che non lo sapessero. Poi
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 12 del 04-04-2018 Pag. n. 6 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
c’è questo marciapiede e questo marciapiede qui invece ed i parcheggi conseguenti sono realizzati
su un area grigia, quindi sull’area che diventerà poi pubblica. Il verde è ancora da completare e qui
c’è un area verde che adesso non è ultimata ovviamente perché qui ci sono ancora le reti di
cantiere ed è un po’ difficile accedere. Questa è un’area non realizzata e c’è ancora tanto materiale
presente. E’ stata realizzata, sì, la cabina elettrica nuova e c’è da dire che questo è l’ambito della
lottizzazione che valutiamo adesso. Nel primo progetto era stato allargato l’ambito in modo da
modificare l’incrocio ed era prevista la demolizione della cabina che adesso si trova nell’area verde
come la realizzazione della nuova cabina. Poi qua c’è questo verde che è già verde pubblico dove
c’è un marciapiede ed è già di nostra proprietà come Comune. Allora come dicevo, è fallito nel
2013. Cosa avevamo in mano? Avevamo in mano delle polizze fideiussorie prodotte da società
finanziarie che noi all’epoca abbiamo accettato perché non avevamo un regolamento per le polizze
fideiussorie, tant’è che dopo nel 2014 – mi sembra – dopo questa batosta, perché non avevamo
strumenti per difenderci, abbiamo approvato un regolamento sulle polizze che devono essere solo
assicurative o bancarie e però assicurative di primaria importanza.
CONSIGLIERA CALCAGNOTTO CARLA. …solo bancarie avete fatto…
Ing. i. Mazzero Alessandro. No anche a assicurative di primaria importanza. Sì, Consigliera, è
così glielo dico io. Comunque è così. Prima non avevamo nessuno strumento e quindi non
avevamo alcuno strumento per contestare le polizze che ci venivano presentate tant’è che con le
nostre polizze abbiamo provato a discutere quelle sui fabbricati, ma la storia è che ci rispondeva
l’Avvocato che non c’era nessun titolo per poter pagare questi obblighi perché secondo loro non
c’era nessun motivo per escutere, cioè che loro pagassero questi impegni. Sentito l’Avvocato
avevamo provato ma lui ci ha consigliato dicendo che se fossimo andati avanti così avremmo
dovuto fare una causa con scadenza di rata e sarebbe stato un costo enorme. Le raccomandate
sono state fatte però non è successo niente. Queste sono le assicurazioni dei fabbricati. La
polizza, invece, quella della lottizzazione anche quella farlocca purtroppo. Società di Firenze che
adesso ha sede a Panama; anche lì abbiamo provato ad inviare una richiesta con una lettera
internazionale – quindi con testo in inglese e in italiano – ma non abbiamo avuto nessun riscontro.
Quindi ci siamo trovati con un pugno di mosche. Questa esperienza ci ha però invitato ad essere
più prudenti intanto per quanto riguarda le polizze fideiussorie. Considerando che anche in un altro
caso che ho avuto personalmente se non c’è la volontà del privato di pagare, le assicurazioni è
difficile che paghino. Questo è quello che ci ha detto un assicuratore. Quindi per questo poi
abbiamo fatto quel Regolamento che io personalmente sono contento di avere come strumento di
difesa. Allora la situazione è complessa e con il Curatore per addivenire ad una soluzione che
potesse essere bilanciata per l’interesse dei cittadini che ci abitano qua, bilanciata per il Comune
ma anche per il Curatore. All’inizio ci avevano detto che come va il mondo in giro “col cavolo che ti
riconosco che ti do le spese per completare i lavori”. Però ha capito anche lui sarebbe difficile per
un nuovo acquirente acquistare a queste condizioni con la garanzia che nessuno, senza garanzia
che nessuno poi vada a completare le opere.
SINDACO. Scusatemi parallelamente gli abbiamo detto che ci prendiamo le strade in carico. Ve le
tenete, vi mettete un cancello e vi tenete tutto. E’ nata un po’… dopo alla fin fine loro hanno capito
che conveniva in fase… anche perché chi va ad acquisire ha la certezza che qualcuno completava
le opere e a noi interessava per i residenti ovviamente. E’ impensabile lasciarli in quelle situazioni
insomma.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Con il Curatore siamo addivenuti a un accordo che non impegna gli
attuali residenti a versare alcunché. Nel senso che da convenzione loro sarebbero ancora
responsabili in solido. Visto che il lottizzante originario è fallito dovrebbero loro insieme con i nuovi
acquirenti ultimare le opere. Però l’accordo è questo; la convenzione va in tal senso: il Curatore nei
bandi metterà… e qui ci sono atti formali da parte anche del Giudice Passarelli, se non mi sbaglio,
in cui ha autorizzato il Curatore a versare la somma di circa 80 mila euro suddivisa tra i lotti che
sono evidenziati in verticale col color ocra. E ogni lotto ha la sua quota da versare. Adesso mi
fermerei intanto qui per vedere se ci sono domande su questo e poi leggerei le osservazioni e le
controdeduzioni o come volete.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Posso chiedere una cosa proprio in riferimento a quanto ha detto
poco fa? Io non ho capito quali sono le opere che dovrebbero venire realizzate anche con il
contributo degli attuali residenti.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Nessuna con gli attuali residenti.
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 12 del 04-04-2018 Pag. n. 7 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Con gli attuali no, ma qualora non ci fossero?
Ing. i. Mazzero Alessandro. Tutte le opere.
SINDACO. Tutte le opere.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Tutte le opere che dovevano venire…
Ing. i. Mazzero Alessandro. Quegli 80 mila euro là, quindi l’asfaltatura e il completamento del
verde, il completamento dei marciapiedi…
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Quindi in qualche modo la realizzazione di questa era assicurata
dalla polizza fideiussoria giusto?
Ing. i. Mazzero Alessandro. Sì
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Quindi dire adesso che i residenti vengono favoriti da
quest’operazione…
Ing. i. Mazzero Alessandro. Non ho detto questo.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Non va molto bene perché c’era già la polizza fideiussoria che
doveva tutelare.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Non ho detto questo.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. No? Allora non ho capito.
SINDACO. Comunque di fatto, gli acquirenti entrano in pieno in quelli che sono gli impegni del
lottizzante. Se il lottizzante non fa fronte agli impegni hanno dovuto far fronte loro. Qui con il
Curatore siamo addivenuti all’accordo che realtà avrebbe messo in carico del fallimento… avrebbe
fatto come dicevo prima che chi acquista il lotto fa un’offerta al lotto. Poi quell’importo che viene
ecc., poi il Curatore una parte lo gira al Comune e l’altra parte la gira al fallimento. Abbiamo
ottenuto questo, però formalmente l’impegno di tutti voglio dire sarebbe lì, da quel punto di vista.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Ripeto non vengono aggravate ulteriormente dal danno che hanno
avuto perché in queste condizioni io immagino come sia vivere là dentro. Quindi a fronte di questo
accordo abbiamo detto – in accordo appunto col Curatore e col Giudice fallimentare – di non
aggravare sugli attuali proprietari e residenti in quei fabbricati. Allora leggo le richieste di verifica.
SINDACO. Prego.
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. Non ho capito io. Quindi il Comune anticipa queste opere? No?
Ing. i. Mazzero Alessandro. No. Il Comune quando avrà una base su cui poter lavorare… Non è
che ci mettiamo domani a completare le opere. Adesso dopo questa delibera verrà firmata la
convenzione nuova col Curatore fallimentare e questi metterà all’asta e farà i bandi con questi
obblighi. Quindi i lotti… Cioè il lotto numero 1 avrà… più il costo da pagare che il Curatore ci
verserà direttamente. Quando avremo una base… Quindi è impensabile che li venda tutti, non li
venderà tutti e neanche subito perché passeranno in qualche asta…
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. Saranno lunghi i tempi, è chiaro.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Però le aste le farà in tempi molto ravvicinati. Quando avremo una
base di almeno 20 mila euro cominceremo a…
SINDACO. Procederemo con le asfaltature e con le parti più importanti in termini di….
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. Quindi noi garantiamo alla curatela il fatto che facciamo queste
opere nel momento in cui vengono venduti i lotti senza una descrizione di tempi o di termini.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Ci siamo dati dei tempi che sono previsti nella convenzione.
SINDACO. Di fatto diciamo che ci prendiamo un onere che non sarebbe nostro…
Ing. i. Mazzero Alessandro. Noi dobbiamo fare una parte.
SINDACO. Dobbiamo solo controllare le opere una volta eseguite da terzi. Nella fattispecie ci
prendiamo questo onere per venire incontro ai residenti. Questa è la logica e provate a pensare
come dicevo prima, se questi vendono tutto il resto si ritrovano una decina di proprietari che
dovrebbero pagare. Io non pago e se non pagano neanche quelli davanti viene fuori veramente il
disastro assoluto. Quindi in questo momento abbiamo un unico interlocutore che è il Curatore
fallimentare e con lui siamo riusciti a capirci. Questo è il senso del discorso.
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 12 del 04-04-2018 Pag. n. 8 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
Ing. i. Mazzero Alessandro. E la strada è un po’ stretta nel senso che anche lui lì non ha tutti
questi margini di manovra. Cioè deve confrontarsi col Giudice e deve farsi autorizzare…
SINDACO. Anche con i creditori.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Sì. Anche perché questi han fatto un bel botto quando hanno fallito.
Allora: “Chiede di verificare l’indice complessivo della quantità di area verde insistente sulla
lottizzazione e l’accessibilità ed effettiva fruibilità nel tratto verde nella zona sud”. Risposta: “Il
verde è quello indicato nella tavola 1 e 2…” quindi quello che abbiamo visto prima, questo è il
verde quello che vedete “…ed è pari a 2.643 metri quadrati all’interno dell’ambito di lottizzazione di
16.242 metri quadrati…”. Il lottizzante con la prima convenzione aveva modificato anche la vivibilità
esterna all’ambito con lo spostamento – come vi dicevo prima -della cabina. “…In merito
all’accessibilità all’area sud dei lotti 1 e 2 sarà fruibile con il completamento dei lavori di
urbanizzazione che verranno realizzati dal Comune in coordinamento anche con i futuri acquirenti
del lotto numero 1 e 2”. Che dovrebbero essere questi e che adesso qua non vedo bene. I lotti 1 e
2 questi. Ovviamente allora verrà completata questa in coordinamento con questi che dovranno
realizzare appunto le recensioni proprio per delimitare l’area verde. Questa recinzione qua.
Punto 2: “Chiedono di verificare l’effettiva esistenza e consistenza dei posti auto indicati al mappale
1812” quello che vi dicevo prima, al servizio di lotti 13, 14 e 15. Risposta: l’attuale posizione del
marciapiede posto in ingresso ai lotti 13, 14 e 15 nella parte ovest occupa il sub-19 di proprietà del
fallimento. Ecco qua quello che dicevo prima che è colorato. Qui ci sono rappresentati tutti i
subalterni e quindi 1, 2 e si arriva al 19, al 24 e al 25 che sono del Curatore. Si precisa, quindi che
il sub 19 rimane di proprietà del fallimento e il futuro acquirente deciderà se fare una variante al
piano per modificare il marciapiede e ricavare un posto auto a proprie spese. Perché qui c’è una
piccola difformità nel senso che è già stato realizzato il marciapiede che va sopra quel benedetto
subalterno 19 che era pensato dal lottizzante come un posto auto. Il subalterno numero 35 –
eccolo qui nella presentazione esatta dell’elaborato planimetrico – è area di proprietà condominiale
comune ai lotti 13, 14 e 15. I parcheggi dei subalterni 29, 30 e 31 dovranno essere ultimati con un
lavoro di realizzazione del lotto numero 15. Anche se non sono suoi, diciamo che poi che siccome
qua c’è un cantiere, c’è il terreno è ovvio che non possono essere ultimati adesso ma saranno
ultimati con chi farà il lotto numero 15 e farà anche queste benedette recinzioni e che dovrà anche
realizzare i suoi posti auto subalterni 27 e 28. E’ chiaro che i posti auto del lotto numero 15
saranno condizionati da un numero di unità edilizie in progetto. Cioè se c’è una abitazione singola
è ovvio che non servono tutti questi posti auto esterni qua. Si fa presente che il permesso di
costruire numero 47 del 2013 è stato annullato e prevedeva la realizzazione di numero 5 unità.
Verificare il punto 3 “la sussistenza e la collocazione complessiva dei posti auto ad uso pubblico”.
Risposta. Allora il posto auto ad uso pubblico sono quelli individuati nell’ultima variante al Piano di
lottizzazione. Permesso a costruire 40 del 2012. I precedenti permessi di costruire dei lotti 9, 10, 12
– che è questo il 12 – il 6 e 7 che è questo, e il numero 15 prevedevano la monetizzazione di
numero 7 posti auto pubblici. A seguito del fallimento i 7 posti auto non sono più stati monetizzati e
quindi tantomeno gli edifici sono stati completati. I nuovi titoli edilizi dovranno tener conto di tale
indicazione ricavando all’interno dei propri lotti parcheggi pertinenziali oltre a quelli individuati negli
elaborati grafici allegati alla variante al piano di lottizzazione. Tavola 3 dello stato del permesso di
costruire numero 40/2012.
Numero 4 “le proprietà dettagliate dei marciapiedi all’interno della lottizzazione” quello che ho fatto
notare prima. le proprietà dei marciapiedi sono quelli rilevabili dal citato permesso di costruire
40/2012 precisando che con ultimazione dei lavori della conurbazione sarà eseguito un atto
ricognitivo a cura e spese del Comune di Volpago del Montello senza ulteriore debito a carico dei
lottizzanti per correggere le eventuali differenze tra quanto eseguito e i grafici allegati al progetto di
variante della lottizzazione sopracitato. Come, ad esempio, la modifica del marciapiede già citata al
punto 2, questa cosa qua che ha una difformità rispetto a… Cioè quello eseguito è difforme rispetto
a quanto approvato e l’illuminazione del parcheggio pubblico a sud del lotto numero 14. Qui è stato
eliminato un posto auto. Era previsto un posto auto ed hanno fatto un’aiuola ed è stata invece
allargate l’aiuola. Molti dei marciapiedi previsti sono in capo ai lotti centrali quindi 9, 10, 11 e 12 e ai
lotti 1 e 2 – questi – il 6, 7 e l’8 perché questi sono tutti i parcheggi pertinenziali.
Punto 5. Uniformità delle proprietà delle strade di accesso ai lotti con particolare riferimento al
citato mappale 1.812 che dà accesso anche al lotto numero 15. A differenza delle analoghe strade
senza uscite agli angoli sud ed est della lottizzazione risulta trattarsi di strada privata come da
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 12 del 04-04-2018 Pag. n. 9 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
rogiti notarli e quindi non transitabile da qualsiasi mezzo compresi quelli edili. Risposta: Come già
rilevato al precedente punto 2 la scelta dei lottizzanti per i lotti 13, 14 e 15 era stata quella di creare
un’area privata e gli attuali proprietari erano a conoscenza di questo fatto. Si precisa, altresì, che il
subalterno 35 – questo – è comune ai lotti 13, 14 e 15 e quindi proprio quest’ultimo lotto, il 15, ha il
diritto di usufruire per il passaggio dei mezzi. Il futuro acquirente del lotto numero 15 avrà l’onere di
realizzare le opere per il completamento di parte del marciapiede e la recinzione verso nord al
confine con l’area pubblica. Quindi nell’allegato “C” che vi ho letto adesso c’è anche un riassunto in
termini di dati metrici. I dati metrici riportati in seguito sono stati verificati e forniti dall’ufficio tecnico.
Questo elaborato è stato prodotto dal progettista, Architetto Volpato, che è stato incaricato dal
Curatore fallimentare. Sopralluoghi e rilievi in loco da parte della sottoscritta che ha il solo incarico
di redigere la variante del Piano attuativo di modifica alla localizzazione, limitatamente alla modifica
della convenzione urbanistica in base a quanto concordato tra ditta lottizzante e comune. Poi qui
c’è il riepilogo dei dati della lottizzazione con la quantificazione dei parcheggi pubblici che sono 21.
L’area parcheggio corrisponde a 657 metri quadrati circa, l’area verde a 2.643 avevamo detto
prima. L’area esterna all’ambito sono circa 1.080 metri quadrati ed abbiamo un totale di area verde
di 3.723 metri quadrati ed uno standard totale di 4.7408 metri quadrati circa di verde e parcheggio.
I parcheggi pertinenziali nella tabellina che vedete qui in fondo… Ci sono numerati i lotti e ad ogni
lotto da progetto vediamo quali sono i parcheggi pertinenziali. Gli ultimi progetti edilizi prevedevano
72 unità a fronte di 65 parcheggi pertinenziali, loro cosa avevano fatto? Come dicevo prima quei 7
parcheggi li hanno monetizzati per poter avere quei 7 posti auto pubblici in più per pareggiare
questo 72. Basta intanto.
SINDACO. Ci sono interventi?
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Sì io vorrei capire meglio la storia della fideiussione che
praticamente è risultata poi una scatola vuota. Allora la società costruttrice presenta questa
fideiussione emessa da una società finanziaria quindi non una banca né una assicurazione ma una
società finanziaria. Questa società finanziaria ha sede a Firenze. Ma io mi domando non c’era una
società qui più vicina a Volpago, a Treviso, Padova o Venezia? Bisogna andare a Firenze? Quindi
l’imprenditore poi comincia a costruire e poi a un certo punto chiede col Piano casa nuova
volumetria e poi chiede anche altra nuova volumetria e nessuno si accorge che magari forse c’era
un attimino di difficoltà visto che stava finendo anche la disponibilità economica perché i lavori
rallentavano e via discorrendo. Quindi magari di controllare questa polizza fideiussoria nel senso
che una società finanziaria che non conosco di Firenze… io mi insospettisco, magari avrei provato
a chiamare a fare una visura camerale o a chiedere informazioni commerciali, a chiedere referenze
e a valutare e approfondire questa polizza fideiussoria. Cioè non avrei aspettato così tanto tempo e
aspettato dopo che la ditta fallisse. Tra l’altro leggo qua che soltanto a giugno 2017 si è
praticamente chiesta la diffida del pagamento delle somme garantite. Cioè dal 2012 fino al 2017
non c’era tempo per chiedere l’escussione della polizza?
Ing. i. Mazzero Alessandro. Non è stato fatto perché c’eravamo concentrati…. allora intanto
pensavamo che non fosse fallita quella società finanziaria…ci siamo accorti dopo… e ci siamo
concentrati sulle polizze dei fabbricati era un’altra società anche quella che poi è fallita anche
quella là guarda caso.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Per me c’è una responsabilità da parte della nostra
Amministrazione nello aver omesso i controlli, nel non aver fatto il proprio lavoro in maniera
corretta. Perché sappiamo benissimo che il Comune di Volpago, tra l’altro, è molto famoso perché
ha un Ufficio Tecnico che si distingue per la puntigliosità, per lo scrupolo e per il controllo
veramente pedissequo di tutti i documenti rispetto ad altri Comuni, per esempio, io non capisco
come in questa lottizzazione questo controllo per me sia mancato.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Dovremmo parlare ovviamente con l’ex Sindaco. Apprezziamo
comunque l’interessamento da parte di questa Amministrazione che ha finalmente smosso la
situazione di Ca’ del Cristo e siamo qui in Consiglio Comunale in tempi anche abbastanza brevi,
solo un anno e mezzo, per poterne discutere quindi vi siete mossi praticamente da subito per
vedere di sistemare la questione. Secondo noi c’è una grande mancanza che è stata una
mancanza del Comune in questo caso e c’è da ricordare che c’era una Amministrazione che
amministrava 5 anni fa. Ora il Sindaco non è presente ma abbiamo l’Assessore Mazzochel che era
presente in Giunta. Non so se lei abbia qualcosa da aggiungere visto che ha vissuto dall’interno, in
Giunta l’avvicendarsi dei fatti. Mi ricordo che come gruppo consiliare, Laura, che ci rappresentava,
aveva portato in Consiglio comunale la richiesta di incassare la polizza fideiussoria ancora nel
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 12 del 04-04-2018 Pag. n.10 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
2012 subito dopo le nuove elezioni. E la risposta del Sindaco era stata molto evasiva. Penso
anche che lei signor Sindaco si ricordi perché era presente o anche il Vicesindaco. E’ stata una
riposta molto evasiva ed ha invitato Laura ad uscire per risponderle fuori dal Consiglio. Quindi c’è
stata sempre molta omertà e quindi è sempre rimasto tutto molto nascosto e non si è mai saputo
nulla. Non so se lei sappia qualcosa in più e se eventualmente può comunicarci qualcosa questa
sera.
ASSESSORE MAZZOCHEL. La ringrazio per l’onestà intellettuale che ha avuto nel riconoscere
come questa Amministrazione abbia fin dall’inizio affrontato la cosa. Come ha capito la situazione
si è sempre dimostrata piuttosto complessa e complicata sotto molti punti di vista anche al nostro
interno. Posso risponderle con un antico adagio latino “a ciascuno il suo”, nel senso che io non mi
occupavo come sa direttamente di questo settore. Non per esimermi dalla responsabilità ma se poi
uno fa un certo tipo di scelta ebbene questa scelta è sintomatica anche di alcuni elementi pregressi
che forse non sono stati affrontati nel modo e nel tempo dovuto.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Sì, io capisco benissimo. Diciamo che quando uno amministra
sono d’accordo che non era il suo ambito di competenza ma era ambito di competenza del Sindaco
5 anni fa. Però comunque quando uno amministra come adesso è come se gli altri Consiglieri o
Assessori si esimessero, si togliessero dalle decisioni che vengono portate avanti da questa
Amministrazione e facessero ricadere il tutto solo sulla figura del Sindaco, ecco, tutto qua.
Comunque credo sia stata una grave mancanza e, come dicevo prima, i cittadini sono stati… tutte
le persone che abitano lì in qualche modo sono state penalizzate. Sono stati penalizzati loro e
siamo stati penalizzati noi cittadini del Comune di Volpago perché comunque ci troviamo a
sobbarcarci in parte questa responsabilità come diceva il Sindaco prima di eseguire le opere. C’è
anche da tener conto che i residenti avevano acquistato quelle abitazioni quando c’era un progetto
ben diverso per l’area. Poi come ha già detto anche l’ingegnere c’è stato un aumento della
cubatura del 20 prima e poi del 25 per cento per cui effettivamente tutta l’area ha preso una forma
ben diversa da come era originariamente. Diciamo che questa operazione era stata fatta poco
prima che la ditta fallisse e si può anche immaginare il motivo. Però questo ha portato ad una
penalizzazione ulteriore i residenti perché si sono trovati in un aumento di cubatura, si sono trovati
ad avere un cantiere aperto e dismesso per 6 anni e ora si trovano a dover attendere ancora la
realizzazione di queste opere di urbanizzazione che io mi auguro come ha detto prima il Sindaco
vengano fatte in tempi brevi. Bisogna comunque attendere che vengano venduti i lotti. Ci
chiediamo non è che ci fosse una modalità per ridurre la cubatura all’interno di quell’area? So bene
che se viene concessa una cubatura edificabile poi effettivamente sta a colui che costruisce
decidere quanto edificare al suo interno. Però forse cercare un escamotage, cercare un qualcosa
che potesse in questo caso sì, dico, favorire i residenti che sono stati per molti anni penalizzati e
non solo dare anche un valore diverso a quell’area sarebbe stato… Noi avremmo optato per
questa via. Riconosco comunque come ho detto prima che è apprezzabile anche il vostro impegno
e forse ci saremmo mossi sotto un altro punto di vista noi, cercando magari politicamente entrando
con maggiore forza politica per cercare di trovare un modo per spostare cubatura edificabile, non lo
so. Sappiamo che quando politicamente si vuol far qualcosa in qualche modo ci si riesce sempre.
Quindi avvalendosi dei tecnici giusti si riesce in qualche modo a fare. Come ho detto prima ci
teniamo a precisare che tutti i residenti dell’area sono stati penalizzati e siamo stati penalizzati noi
e quindi ha senso fin là essendo un errore del comune, dire che il Comune si sobbarca degli oneri
in più o altro perché il Comune ha creato questa situazione, ha sbagliato e quindi è il minimo credo
da parte del Comune il cercare di sistemare il problema.
SINDACO. Parto dal fondo. Sul fallimento non devo difendere chi è stato prima di me, non penso
che il fallimento dipenda dal Comune. Che ci siano delle scelte iniziali che non dico non sono
condivisibili ma dico solo che in 34 anni di attività professionale non ho mai visto questo sì. Perché
se vediamo lì dove c’è il numeretto 22, non l’area verde, ma siamo sopra una strada di
lottizzazione larga 3 metri. Posso dire che una roba del genere, forse negli anni ‘60 magari si
faceva già di 4 metri all’epoca perché passava col carro eccetera, questa è larga 3 metri ed è
approvata nel 2006….già questo fa capire che c’è qualcosa di fondo qua… Vorrei che andaste a
vedere qualche altra lottizzazione che c’è in giro e che larghezza hanno le strade e che sono un
bel po’ diverse, ve lo posso garantire. Per quanto riguarda i passaggi successivi in termini di
volumetrie, dopodiché qui sempre senza dover scusare o fare il giudice di chi mi ha preceduto,
l’avvocato difensore di chi mi ha preceduto, qui è stata chiesta l’applicazione di quello che era il
Piano Casa quindi la legge dello Stato. Era anche difficile non applicarla materialmente. Su alcuni
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 12 del 04-04-2018 Pag. n.11 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
passaggi posso essere d’accordo con voi. Nel momento che mi chiede “dammi la lottizzazione dei
parcheggi, non te la concedo” questo sì lo posso fare come Comune; in qualche maniera ti limito il
numero di unità che puoi fare anche se in realtà avete visto che sono 7 su 70. Quindi un 10 per
cento di unità, su questo sì. Questo sarà anche un passaggio che in futuro se questi vorranno
andare avanti poiché adesso sono dei decaduti anche i permessi di costruire dovranno richiedere
questa cosa ed in quella fase uno potrà anche mettere parola. In termini di dimensione di
volumetrie purtroppo ne abbiamo trovato proprio qua su questo tavolo col Curatore qua vicino e dal
suo punto di vista… Perché anche il Curatore è questa figura di garante nei confronti dei creditori.
Se io vado a casa dai creditori dicendo che ho ridotto la volumetria il giorno dopo chiedono a me i
danni, i creditori. Premesso che se questo Consiglio dovesse decidere una cosa del genere poi i
danni li chiedono al Consiglio anche perché qua sono tutti convinti che sia la volumetria quella che
rende, io sono convinto invece che il botto l’hanno fatto perché hanno costruito troppo; avessero
fatto qualcosa di maggior pregio vendevano a prezzi più alti e soprattutto non spendevano per
costruire, perché per costruire si spende e questo è un aspetto di questo tipo quello che poi fa
tornare dal punto di vista economico. Se imputare all’Assessore Mazzochel le colpe, credetemi
questi sono temi talmente complessi e intricati che bisogna anche essere del mestiere
onestamente per capirci qualcosa quando ti passano. Adesso noi li vediamo dopo una disamina
fatta da parte di una serie di persone che hanno realizzato in dettaglio ma quando ti passa in
Giunta un progetto o altro se non hai l’occhio per capire al volo immediatamente quali sono le
situazioni di andare con plichi di disegno o altro… qua doveva essere chi si occupava del settore.
L’Assessore di competenza metta il naso su questa cosa e analizzare bene la situazione a mio
avviso. Cosa si potrà fare qua? Qui io spero onestamente che chi andrà ad acquisire capisca che
con buonissima probabilità quella volumetria – o tutta quella volumetria – non c’è un gran senso nel
farla. Ecco che i famosi crediti edilizi di prima potrebbero essere utili da un certo punto di vista.
Tirami via e troviamo qualcos’altro da un’altra parte eventualmente. Sono dei meccanismi che però
non dipendono dalla Amministrazione comunale ma dipendono dalla proprietà che ti deve venire a
proporre perché lì a tutti gli effetti avete visto anche la logica di tenersi i marciapiedi in proprietà.
Sapete perché? Perché siccome sono proprietario non devo stare a distanza dai confini e quindi il
marciapiede è mio e quindi posso ridurre il mio giardino davanti. Infatti è ristretto a fasce
veramente minimali. Questo comporta anche delle problematiche perché chi è proprietario là, il
marciapiede è suo e noi come Amministrazione non possiamo andare ad intervenire sulla proprietà
di altri. Anche se il marciapiede è di uso pubblico però è di proprietà. Quindi con tutta una serie di
problemi che ci saranno ma il marciapiede no; hanno bisogno di manutenzione ogni 30 anni però
formalmente come Amministrazione pubblica non posso andare a investire sulla proprietà di terzi
altrimenti asfalto la strada privata anche di qualcuno di casa, se qualcuno vuol fare un vialetto. La
logica è analoga. Come è assurdo anche che si sia tenuti quella fascia bianca lassù che non
capisco perché, non ha nessun senso se non che uno volesse mettere un cancello in fondo e fare
tipo un residence e chiudere. Perché anche lì quella zona interna là, di fatto non è proprietà
comunale e lì non puoi andare a investire su proprietà che non è, a spendere a manutentare o altro
che non sia del Comune. Potrà esserci una cessione da parte dei proprietari che magari vadano a
cedere gratuitamente al Comune quella cosa giusto per farsene carico perché immagino che cosa
può succedere: il resto della lottizzazione viene servita manutentata e quella parte là rimane terra
di nessuno e quindi in futuro possono dare problemi. E’ una situazione complessa, ci sono molte
realtà coinvolte e secondo me alla fin fine non dico che abbiamo fatto il meglio perché di meglio si
può sempre fare ma tutto sommato siamo arrivati a un risultato. Se adesso ci saranno delle vendite
che avranno esito favorevole già da subito dovremmo riuscire in tempi brevi a dare una veste, una
parvenza di decenza. Chi c’è stato – lo conoscerete penso -, avrete visto tutti che in prossimità
delle curve ci sono quei riporti in cemento che servono semplicemente per i mezzi pesanti, per i
camion che entrano perché questi non riescono neanche a girare su quelle strade là. Quindi
sfruttano questi riporti di cemento per salire su. Adesso vedere come sistemarle dopodiché,
dovremmo capire poi come i camion entrano, se non rovina il marciapiede o asfalto e il resto.
Quindi è una situazione anche difficile e sarà difficile anche in futuro dopo perché sicuramente tra
betoniere o altro parlo di mezzi pesanti che non riescono su quella strada là nemmeno a girare.
Quello è il motivo di… io spero in tempi veloci che il Curatore ha detto che si muoverà velocemente
con le aste. Nel senso che se anche l’asta andrà deserta si muoverà immediatamente con una
nuova asta proprio per far sì di arrivare a chiudere il più possibile la situazione. Vedremo poi come
l’evoluzione… Sicuramente presteremo una attenzione particolare nel senso che se alla fine i valori
e chi arriva fosse intenzionato a ridurre la volumetria, accogliamo a braccia aperte un’ipotesi di
questo tipo.
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 12 del 04-04-2018 Pag. n.12 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
CONSIGLIERA CALCAGNOTTO CARLA. Posso chiedere un inciso? Sulle premesse è scritto:
“Dato atto altresì che in data 5.2.2018 il signor Cavallin Mirko e altri 29 sottoscrittori hanno
presentato proposta di spostamento della volumetria ai lotti 9, 10, 11 e 12”. Poi dice anche “non è
stata presa in considerazione…” il discorso che faceva prima il Sindaco che magari si potrebbe
tener presente lo spostamento in questo caso qua non è stata data autorizzazione o verrà presa in
considerazione o no?
SINDACO. Qui è un terzo che chiede una cosa del genere, ma una cosa del genere la dovrebbe
chiedere la proprietà. Il Curatore in questo momento non sa certo dove girare la volumetria e quindi
non è interessato. Se l’acquirente… Su questo, come dicevo, ci impegniamo a ragionarci insomma.
Prego.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Volevo chiarire solo una cosa. Io non ho imputato la colpa
all’Assessore Mazzochel assolutamente. Voleva semplicemente essere una precisazione.
Innanzitutto volevo solo capire se essendo dentro poteva saperne qualcosa in più perché ci è stato
detto molto poco e poi era semplicemente una…, era comunque all’interno dell’Amministrazione e
lo sa benissimo che quando uno amministra, fa parte dell’Amministrazione comunque è un
controllore dell’operato del Sindaco. Giusto? Tutti i Consiglieri Comunali sono controllori
dell’operato del Sindaco e quindi in parte, comunque, siamo tutti quanti complici e partecipi. Può
essere un monito anche per noi seduti qui oggi che per quanto si possano condividere o meno
alcune volte alcune idee bisogna sempre essere attenti e vigili a controllare. L’opposizione lo fa
perché è alla opposizione e la maggioranza invece lo deve fare perché anche la maggioranza ha la
sua responsabilità. Tutto qui, penso condivida anche lei questo no?
SINDACO. Certo. Diciamo che la maggioranza condivide le scelte e quindi ha anche meno dei
problemi in termini di dover controllare nel senso che sono informati e sono scelte che noi abbiamo
fatto che sono condivise. Sì, giusto per tornare sull’Assessore Mazzochel sì, sì come dicevo io non
è una mia difesa però credetemi, queste sono tematiche complesse non è facile addentrarsi, qui ci
vuole una competenza tecnica specifica perché cominciano… Adesso stiamo discutendo da
un’oretta ma ci abbiamo ragionato e l’avete visto, ci abbiamo discusso. Ti passa in giunta in 10
minuti, in 20 minuti e non hai nemmeno il tempo di renderti conto se non hai competenza specifica,
se non sei del mestiere insomma.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Chiedo l’ultima cosa. Il Curatore metterà i lotti all’asta giusto? Ci
sono delle tempistiche? Cioè se i lotti dovessero continuare e le aste dovessero continuare ad
andare deserte, il Curatore ha portato avanti un’ipotesi o non l’ha proprio immaginata? Cioè c’è già
un sentore? Ha già un’idea di poter vendere o…
SINDACO. Diciamo che di fondo il Curatore fallimentare cosa fa? Mette all’asta e se l’asta va
deserta abbassa il valore di asta. Questa è la sua strategia finché non diventa interessante per
qualcuno e quindi si arriva ad acquisirlo. Di più non è che possa fare. In termini di tempi in realtà la
premessa che ho fatto nella riunione dei capigruppo vorrei fare un altro Consiglio a fine aprile però
questo lo abbiamo anticipato proprio per questo punto specifico, per dare modo di guadagnare un
mese praticamente affinché potesse partire subito la curatela fallimentare con le aste e tutto il
resto. Adesso non vi so dire se sarà fra 10-15 giorni o un mese, ma sicuramente avranno
guadagnato un mese su quello che è il loro iter per arrivare a bandire l’asta insomma.
Se non c’è altro metterei in votazione il punto numero 3 all’ordine del giorno.
Metto ai voti prima la controdeduzione e poi la delibera nel suo complesso.
Il Sindaco, preso atto che non vi sono ulteriori richieste di intervento, pone in votazione per prima
la controdeduzione alla “Variante al Piano Urbanistico Attuativo denominato Ca’ del Cristo a
Volpago. Zona C2 n. 23. Controdeduzioni alle osservazioni e approvazione ai sensi dell’articolo 20,
comma 4 della L.R. 11/2004” posta al punto 3 all’ordine del giorno.
La votazione sulla controdeduzione, espressa in forma palese, si chiude con il seguente
risultato:
presenti n. 15
astenuti n. 5 (Modini, Calcagnotto, Grosso, Pastro e Sartor)
votanti n. 10
favorevoli n. 10
contrari n. 0
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 12 del 04-04-2018 Pag. n.13 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
Il Consiglio Comunale approva la proposta di controdeduzione.
Quindi il Sindaco pone in votazione la proposta di deliberazione di “Variante al Piano Urbanistico
Attuativo denominato Ca’ del Cristo a Volpago. Zona C2 n. 23. Controdeduzioni alle osservazioni e
approvazione ai sensi dell’articolo 20, comma 4 della L.R. 11/2004” iscritta al punto 3 dell’ordine
del giorno.
La votazione, espressa in forma palese, si chiude con il seguente risultato:
presenti n. 15
astenuti n. 5 (Modini, Calcagnotto, Grosso, Pastro e Sartor)
votanti n. 10
favorevoli n. 10
contrari n. 0
In esito alle votazioni sopra riportate,
DELIBERA
di contro dedurre le osservazioni pervenute secondo gli elaborati allegati 1. alla presente
deliberazione:
a.Allegato C – Controdeduzioni alle osservazioni;
b.Tav. 3 – Planimetria con superfici a standard, aree da cedere al Comune. Elaborato
illustrativo per CONTRODEDUZIONI;
2.di approvare, ai sensi e per gli effetti dell’art. 20, 1° comma, della L.R. n. 11/2004 la variante al
piano urbanistico denominato “Ca’ del Cristo” a Volpago, zona C2.2 n. 23 composta dai
seguenti elaborati progettuali allegati al presente atto:
 Schema di Convenzione urbanistica di variante al Piano attuativo denominato “Ca’ del
Cristo”;
 Allegato A Opere mancanti e suddivisione in lotti;
 Allegato B Computo metrico opere di urbanizzazione mancanti;
 Tavola n. 1 Estratti P.R.G., P.A.T. e catastale;
 Tavola n. 2 Planimetria con superfici a standards, aree da cedere al Comune;
3.di dare atto che la variante al piano entra in vigore dieci giorni dopo la pubblicazione all’albo
pretorio del Comune del provvedimento di approvazione;
4.di incaricare il Responsabile dell’Area Attività produttive, edilizia privata e urbanistica
dell’adozione dei conseguenti provvedimenti;
5.di dare atto che ai sensi dell’art. 39 del D.Lgs. 33/2013 lo schema della variante è stato
pubblicato nella sezione “Pianificazione e governo del territorio” del sito web del Comune.

Approvazione regolamento crediti edilizi (Del. CC 11/2018)

APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEI CREDITI EDILIZI.


IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO che:
la Legge Urbanistica Regionale 23/4/2004 n.11 e s.m.i. prevede che  la pianificazione
urbanistica di livello comunale si esplica mediante il Piano Regolatore Comunale, articolato
in: Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) e Piano degli Interventi (P.I.);
 il Comune di Volpago del Montello è dotato di PAT, approvato con conferenza di Servizi in
data 11.03.2016, e approvato con delibera della Giunta Provinciale n. 92 del 2 maggio
2016;
 il Comune di Volpago del Montello è altresì dotato di Piano d’Area del Montello, variante di
adeguamento al PRG approvata con Delibera di C.C. n. 41 del 23.07.2007, e successive
varianti;
 ai sensi dell’art. 48 comma 5 bis della L.R. 11/2004 il primo Piano degli Interventi (PI) risulta
essere il PRG vigente per le parti non in contrasto con le indicazioni del PAT approvato;
 con deliberazione di Consiglio n. 24 del 27.04.2017 è stato consegnato ed illustrato ai
Consiglieri Comunali il “Documento del Sindaco” ai sensi dell’art. 18 comma 1 della L.R.
11/2004;
 con deliberazione di Consiglio n. 41 del 26.07.2017 è stata approvata la Variante n. 1 al
piano degli interventi – “Varianti Verdi” ai sensi dell’art. 18 comma 4 della L.R. 11/2004;
 con deliberazione di Consiglio n. 66 del 11.11.2017 è stata approvata la Variante n. 2 al
piano degli interventi per “Modifiche ad alcune zone per inserimento di viabilità di progetto e
zone a standard nei pressi del Municipio”, ai sensi dell’art. 18 comma 4 della L.R. 11/2004;
 con deliberazione di Consiglio n. 7 del 28.03.2018 è stata adottata la Variante n. 3 al piano
degli interventi per “Adeguamento della cartografia, modifiche ad alcune zone per la
realizzazione di opere pubbliche e/o trasformazioni di aree a seguito di istanze”, ai sensi
dell’art. 18 comma 2 a 6 della L.R. 11/2004;
ATTESO che tra le nuove opportunità di gestione del territorio sono stati introdotti gli istituti della
Compensazione Urbanistica (art.36 L.R. n.11/2004) e del Credito Edilizio (art.37 della L.R. n.
11/2004). Tali istituti sono stati disciplinati nel vigente P.I., precisamente all’art. 30 delle Norme
tecniche Operative, demandando la definizione dei criteri per la loro applicazione ad un
momento successivo;
PRECISATO che occorre far propri le indicazioni strategiche del P.A.T. ed i contenuti operativi del
P.I. attraverso la predisposizione di un Regolamento che disciplini le modalità di gestione dei
Crediti Edilizi e l’istituzione del “Registro dei Crediti Edilizi”, che costituisce un allegato al P.I. ai
sensi dell’art.17, comma 5, lett. e) della L.R. n.11/2004;
RILEVATO che il Regolamento attuativo sulla formazione ed utilizzo del Credito Edilizio è uno
strumento facente parte integrante del P.I. in quanto incide sui diritti edificatori da questo
definiti, pur illustrando modalità operative e contenuto regolamentare. In particolare,
regolamenta quanto segue:
 l’istituzione del registro dei Crediti Edilizi;
 le modalità di trasferimento dei Crediti Edilizi;
 le modalità di utilizzo dei Crediti Edilizi e la loro estinzione;
PRECISATO che l’annotazione dei Crediti Edilizi nel registro ha natura certificativa circa lo stato di
diritto delle proprietà immobiliari per quanto attiene al credito sotto il profilo della disciplina
urbanistica, fermo restando che i profili civilistici relativi ai contratti che trasferiscono,
costituiscono o modificano i diritti edificatori sono normati dall’art.2643 del Codice Civile;
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 11 del 04-04-2018 Pag. n. 2 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
VISTO il Regolamento per la gestione dei Crediti Edilizi e Registro dei Crediti Edilizi;
DATO ATTO che la proposta di Regolamento è stata pubblicata all’albo on-line e messa a
disposizione del pubblico, presso la Segreteria ai sensi dell’art. 75 dello Statuto Comunale, per 15
giorni a partire dal 06.03.2018, ed era possibile proporre osservazioni e memorie entro il
21.03.2018;
ACCERTATO che, durante il periodo di deposito ed entro il 21.03.2018, non sono pervenute
osservazioni;
DATO ATTO che sul presente provvedimento non sussiste situazione di conflitto di interessi, ai
sensi del combinato disposto di cui agli art. 6 bis della L. n. 241/1990 e art. 7 del D.P.R. n. 62/2013
in capo al soggetto che ha istruito il provvedimento e sottoscritto il parere tecnico di cui all’art. 49
del T.U.E.L.;
RICHIAMATO il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo Unico dell’Ordinamento degli
Enti Locali” ed, in particolare, gli articoli 42 e 78;
VISTO lo Statuto Comunale;
VISTO il vigente Piano degli Interventi;
VISTO il parere di regolarità tecnica reso dal Responsabile del Servizio Attività Produttive, Edilizia
privata e Urbanistica, ai sensi dell’art. 49 del D. Lgs. n. 18.08.2000, n. 267 (T.U. Enti Locali);
VISTO che la presente deliberazione in ragione del contenuto non necessita di parere di regolarità
contabile;
PRESO ATTO degli interventi dei consiglieri, riassunti come segue:
SINDACO. Passiamo al punto numero 2 all’ordine del giorno: “Approvazione del Regolamento
comunale per la gestione dei crediti edilizi”. Qui in buona sostanza prima di passare la parola
all’ingegner Mazzero, sapete che con la normativa urbanistica 11/2004 oltre alla compensazione
urbanistica – ai cosiddetti oneri perequativi di cui bene o male abbiamo già sentito parlare – è stato
stituito anche il credito edilizio che sostanzialmente, possiamo dire, in termini brevissimi che cosa
è? E’ né più né meno che uno strumento nuovo che viene dato, ossia una possibilità di poter
demolire un edificio mantenendone la volumetria. Volumetria che viene iscritta in un apposito
registro depositato qui in Comune e che poi può essere riutilizzata. Adesso vedremo quali sono le
modalità di utilizzo e quant’altro. Capito che è un qualcosa, uno strumento nuovo che permette nel
caso di espropri di edifici o edifici che si trovino in zone di vincolo o in fasce di rispetto o altro e che
siano in condizioni fatiscenti o altro per cui l’unico intervento possibile sia la demolizione, questo
permette di mantenerne la volumetria spostandola in un’altra sede. Ovviamente questo agevola
anche questo tipo di interventi perché altrimenti, come ben sappiamo, quando un edificio può solo
essere demolito e null’altro rimane là a tempo immemore, anzi spesso si tenta di conservarlo alla
meno peggio sperando che cambino le regole e qualcos’altro. Quindi è uno strumento a mio avviso
molto importante che permetterà anche di intervenire in parecchie situazioni. Ricordo brevemente
anche un passaggio. Già nel passato P.I. che è passato qui il 28 di febbraio, abbiamo inserito
come norma specifica – come Comune di Volpago – la possibilità per chi ha i fabbricati che si
trovano i… non parliamo di fascia di rispetto perché abbiamo approvato una fascia di 100 metri dal
sedime della superstrada Pedemontana Veneta e quindi anche chi è fuori dalla zona che viene
indennizzata immancabilmente si trova in zona sicuramente di grande disagio. Allorché abbia
chiaramente – e anche qua poi ci sarà una valutazione di tipo economico che dovrà fare il privato –
però nel momento in cui un fabbricato si trovi in condizioni tali che sia conveniente più che una
ristrutturazione un intervento di demolizione questo può demolirlo o spostarlo oppure sfruttando i
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 11 del 04-04-2018 Pag. n. 3 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
crediti edilizi demolirlo e quindi pulire quella zona che è sicuramente una zona disagiata. Lo stesso
dicasi per chi si trova sotto le fasce degli elettrodotti o in altre zone di vincolo, non so se ricordate.
Quindi diciamo che questo è uno strumento che permette anche questo tipo di passaggio ulteriore.
Darei la parola l’ingegner Mazzero così da fargli illustrare brevemente il regolamento in sé.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Buonasera a tutti. Allora per quanto riguarda – come diceva il Sindaco
– questo elaborato, è staccato da quella che è la strumentazione urbanistica. Quindi non è più
come una volta il PRG che conteneva tra gli elaborati le tavole grafiche, le norme tecniche e il
regolamento edilizio ora con la nuova legge – nuova, ormai ha 14 anni – 11/2004 non rientra più tra
i documenti previsti nella formazione sia del PAT prima che del Piano degli Interventi; il
regolamento è stato depositato all’Albo Pretorio per 15 giorni per essere messo a disposizione e
non sono arrivati contributi nel frattempo. Questo con quello che approviamo stasera, quindi
approviamo sia il Regolamento che lo schema del Registro dei Crediti che poi sarà conservato
presso l’Ufficio Tecnico che ne terrà conto e ne registrerà le varie richieste di formazione di questo
benedetto credito. Allora il regolamento ha come attuazione l’istituzione del Registro dei Crediti
Edilizi, la modalità del trasferimento dei crediti edilizi e la modalità di utilizzo del credito edilizio e la
loro estinzione. Allora questa è di fatto uno standard che si trova in tutti i Comuni. Dopo vedremo
magari la scheda del Registro dei crediti e le condizioni. Partirei quindi dall’articolo 1 che sono le
condizioni di attribuzione e impiego del credito edilizio. Il credito edilizio è attribuito all’avente titolo
in base alle seguenti fattispecie: quindi dalla demolizione delle opere incongrue, alla demolizione
delle opere di degrado localizzate in zona agricola o paesaggistica ambientale. Quindi quelli che
possono essere i grandi fabbricati. A me vengono in mente nella nostra pianura veneta – e qua ne
abbiamo degli esempi – gli allevamenti cunicoli per esempio, quelli che una volta andavano per la
maggiore, adesso troviamo questo fabbricato molto grande che non è più utilizzato, magari, ma
può essere anche un vecchio fabbricato rurale che è dismesso e non ha più la possibilità di essere
utilizzato ai fini economici per una produzione. Quindi qual è la possibilità che viene data con
questi registri di credito, con questo credito edilizio? Ti riconosco una volumetria che non sarà…
quindi se il fabbricato è un allevamento cunicolo di 1000 metri cubi, non verrà riconosciuto tutto
come, per esempio, trasformato in residenziale, ci sarà una quota e sulle norme tecniche operative
che sono state adottate lo scorso 28 febbraio c’erano dei parametri, degli abbattimenti in base alla
posizione e al tipo di edificio. Dopo ci sono altre tipologie: quindi la formazione di ambienti umidi
finalizzati alla naturalizzazione e mitigazione. Quindi se, per esempio, potrebbe essere un area del
Montello in cui abbiamo esempi dove ci sono habitat naturali e quindi se c’è un’opera incongrua
questa potrebbe essere l’occasione di dire “la tiro via perché lì non potrebbe più sviluppare una
volumetria perché non lo consente più il piano e quindi tiro via l’opera incongrua e il Comune mi
riconosce una determinata volumetria”. Quindi l’ammontare del credito edilizio derivante dalla
diminuzione di opere incongrue da elementi di degrado di cui al comma 1 è determinato sulla base
dei coefficienti…
SINDACO. C’è anche il passaggio sulla cessione a titolo gratuito. Le era sfuggito forse.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Sì, sì era per non leggerle tutte…
SINDACO. Dà un’idea anche questa di un altro strumento.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Sì, sì. Quindi la “lettera C” a seguito di cessione a titolo gratuito di
aree e/o fabbricati sottoposti a vincolo di espropriazione per pubblica utilità – anche questo è molto
importante – va servito al vincolo di uso pubblico, quindi compensazione urbanistica sempre ai
sensi dell’articolo 37 della legge 11.
SINDACO. In questo caso a compensazione può essere dato una parte del credito edilizio: “Ti
esproprio però ti riconosco” e quindi è uno strumento anche che permette all’Amministrazione di
muoversi in maniera più agevole in termini di esborsi finanziari.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Questo potrebbe essere magari se un area non è agricola ma magari
si tratta di un’area edificabile con maggior dispendio da parte dell’Ente e quindi magari può essere
riconosciuta in parte monetizzata oppure in credito oppure a seguito della reiterazione dei vincoli
finalizzati all’esproprio. Quindi se il Comune reitera un vincolo potrà riconoscere in parte in crediti
edilizi. Queste sono le modalità di attribuzione dei crediti. Quindi ci sono dei coefficienti che sono
determinati dalle norme tecnico-operative che abbiamo visto l’altra volta, c’era una tabella. E
l’ammontare è determinato sulla base delle disposizioni successive, articoli 2 e 3. Qui c’è una
determinazione del valore del credito che ai fini della compensazione urbanistica fatta in conformità
alla successiva tabella 1 tenendo conto dei seguenti fattori. Si parte dalla colonna 1. Prendiamo
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 11 del 04-04-2018 Pag. n. 4 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
come riferimento i valori annui delle zone B1; i valori annui sono quelli determinati dall’Osservatorio
del Mercato Immobiliare che è pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate sottocategoria del
Territorio. Il valore minimo fornito dall’OMI relativo alle nuove costruzioni residenziali riferite allo
stato conservativo ottimo – la colonna 2 -; l’aliquota di incidenza del valore dell’area sul valore OMI
– colonna 3 -; e il valore dell’area al metro cubo – COLONNA 5 – corrispondente al valore dell’area
al metro quadro – colonna 4 – divista l’altezza virtuale di 3 metri.
SINDACO. Qui avete un esempio di fatto della zona…
Ing. i. Mazzero Alessandro. Sì, è una zona di fatto e quindi alla fine io mi trovo che la B1 dà un
valore di 1.050 euro e arriviamo a un valore del credito edilizio al metro cubo di 35 euro al metro
cubo. Stiamo parlando di una zona centrale B1. La definizione del credito edilizio per la
compensazione urbanistica. Anche qui sono riportati tre ipotesi che avrete visto sicuramente. E’
pura applicazione dei valori. Più interessante direi, è la cessione dei crediti edilizi all’articolo 4. I
crediti edilizi sono – dopo che sono stati iscritti sul Registro – liberamente commerciabili ai sensi
dell’articolo 36 della legge 11 e pertanto sono trasferibili a terzi in tutto o in parte mediante titolo
idoneo al trasferimento del credito senza necessità di previa autorizzazione da parte del Comune.
Il titolo peraltro deve essere costituito, da atto notarile. Quindi bisogna andare dal Notaio per
trasferire questi crediti di cessione e di donazione di un altro istituto idoneo al trasferimento
contenente la sottoscrizione del titolare del credito e deve essere debitamente registrato all’Ufficio
delle Entrate competente. Il trasferimento del credito edilizio dovrà essere iscritto nel Registro dei
Crediti presentando specifica richiesta. Del predetto trasferimento verrà fatta annotazione di
scarico sulla scheda del cedente e verrà aperta una nuova scheda con l’iscrizione del credito a
nome dell’acquirente con indicati gli estremi dell’atto notarile di trasferimento. Il trasferimento del
credito è opponibile al Comune ed ai terzi solo a seguito della sua iscrizione al Registro dei Crediti
Edilizi.
CONSIGLIERA CALCAGNOTTO CARLA. Terzi, chiunque o ci sono dei limiti?
Ing. i. Mazzero Alessandro. I terzi, chiunque. I terzi sono il mondo.
SINDACO. E’ una cessione di volumetria che può essere fatta da chiunque che chiaramente deve
avere un terreno su Volpago e deve essere un’area edificabile e deve avere una serie di
caratteristiche che dopo vedremo.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Utilizzo dei crediti edilizi. I crediti sono utilizzati solo dopo la loro
iscrizione nel Registro dei Crediti Edilizi. I crediti edilizi possono essere utilizzati esclusivamente
nelle superfici fondiarie che sono individuate nel P.I. anche a seguito di accordi di urbanistica
negoziata – quindi gli accordi articolo 6 e ne abbiamo già visto in questo Consiglio comunale –
quale aree di atterraggio degli stessi crediti. Il Piano degli interventi individua le superfici fondiarie
nelle quali è possibile utilizzare i crediti edilizi assegnando alle predette superfici un indice di
edificabilità ed una quantità di “ius aedificandi” aggiuntiva e sostitutiva di quella ordinaria riservate
esclusivamente ai crediti edilizi. Non è consentito utilizzare i crediti edilizi al di fuori delle aree a ciò
espressamente dedicate o in deroga allo strumento urbanistico vigente. Qualora e fino a quando
non sussistano aree dedicate per ospitare volumetrie derivanti dal credito edilizio il credito stesso
sarà inutilizzabile salvo l’obbligo del Comune di provvedervi. Ecco sul punto, noi nel Piano degli
Interventi che abbiamo adottato all’ultimo Consiglio non abbiamo quelle aree di frangia, nel senso,
con indice variabile. Però non è che è impossibile fare atterrare questi crediti, basta che qualcuno li
accetti e che quell’indice – se io ho un lotto edificabile in zona C1 – con un indice 1 ed è di vuoto io
ovviamente posso ospitare il credito. Ci sono alcuni Piani che prevedono delle zone con indice
variabile, per esempio da 05 a 065 – sto parlando di valori massimi – e quindi l’indice ordinario è
05 però se ho un credito che vorrebbe atterrare allora posso aumentarlo fino a 0,65 e questo è
prevedibile anche nelle nuove zone di espansione. Quindi nelle zone nuove quelle che sono
indicate nel PAT – con le freccette per intendersi – potrebbero contenere questi crediti edilizi, far
atterrare questi crediti edilizi. Articolo 6: procedura per il rilascio del permesso a costruire con
l’utilizzo dei crediti editi edilizi/estinzione del credito. “Il titolare del credito edilizio nel momento in
cui chiede il rilascio del permesso a costruire un edificio utilizzando il credito stesso deve allegare
alla pratica edilizia il certificato di iscrizione del credito edilizio al Registro dei Crediti nonché una
dichiarazione dell’utilizzo del credito stesso per la costruzione dell’edificio di cui si chiede il
permesso a costruire con l’autorizzazione al responsabile di annotare l’utilizzo del credito in
considerazione dello stesso nel Registro per la volumetria utilizzata. L’utilizzo del credito edilizio
viene annotata sul Registro dei crediti dopo il rilascio del permesso a costruire con una
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 11 del 04-04-2018 Pag. n. 5 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
annotazione di utilizzo, il credito si estingue. Il credito edilizio può essere utilizzato solo dal titolare
salvo la possibilità di cessione del credito ai terzi ai sensi del precedente articolo 4”.
CONSIGLIERA CALCAGNOTTO CARLA. Prima ho sentito parlare della Pedemontana, per quelli
che riguardavano la Pedemontana. Ci sono deroghe particolari per quelli che hanno fabbricati…
Ing. i. Mazzero Alessandro. Se non ricordo male lei lo scorso Consiglio non c’era. Può essere?
Allora le norme tecniche operative del Piano degli Interventi che abbiamo adottato hanno introdotto
una norma che prevede che per le fasce di rispetto stradale soprattutto, ma anche per elettrodotti
ad esempio, abbiamo indicato una fascia. Per esempio per la Pedemontana Veneta è una fascia di
100 metri. Quindi rispetto a quella che è la fascia di rispetto stradale della Pedemontana – che è di
40 metri – il Comune dice: “Se tu ricadi in una fascia di 100 metri dalla Pedemontana, puoi pensare
di demolire quel fabbricato anche se è in zona agricola e lo puoi ricostruire in un altro terreno – in
questo caso anche in zona agricola – purché non sia un’altra zona sottoposta a fasce”. Magari hai
un altro terreno di tua proprietà in zona agricola; che sia una zona ripeto che non può essere il
Montello perché è un area SIC e quindi non può essere il Montello però sto parlando della pianura.
Se tu sei in una fascia all’interno della Pedemontana puoi pensare di spostare il tuo fabbricato. E’
ovvio che stiamo parlando di un impegno economico molto rilevante. Però dipende.
SINDACO. Dipende, questa è una deroga particolare che vale solo per chi si trova…
Ing. i. Mazzero Alessandro. Nella fascia.
SINDACO. Per gli altri il credito edilizio ovviamente lo deve portare nelle aree individuate.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Questo vale per quelli che ricadono all’interno delle fasce
pedemontane. Invece chi ha il credito edilizio “normale” deve andare ad atterrare su una zona
edificabile. Avrete poi visto – però è una cosa veramente tecnica – il Registro dei Crediti che in
sostanza cos’è? È una fotografia del fabbricato. Quindi dai dati del titolare del credito, il
provvedimento amministrativo, l’origine del credito, la consistenza dell’immobile poi anche altre
informazioni e qui poi ci saranno i dati stereometrici del fabbricato, la fotografia e quant’altro. Ecco
questo è un po’ quello che è il Regolamento e il Registro dei Crediti Edilizi.
CONSIGLIERA CALCAGNOTTO CARLA. Scusi non ha un limite temporale dopo quando è
approvato?
Ing. i. Mazzero Alessandro. Non c’è. Se non cambia la legge urbanistica che spazza via i crediti
edilizi quello è un altro discorso. Deve cambiare la legge urbanistica.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Prima lei Sindaco ha posto l’attenzione sull’articolo 1 lettera C
“Cessione a titolo gratuito di aree o fabbricati sottoposti a vincolo di espropriazione per pubblica
utilità”. Mi è venuta in mente, ad esempio, Venegazzù cioè l’ex Canonica di Venegazzù. In quel
caso c’è un espropriazione perché diventi di pubblica utilità e quindi ci può essere la creazione di
crediti edilizi o è una cosa esente da…
Ing. i. Mazzero Alessandro. No è diverso.
SINDACO. Manteniamo la volumetria. In caso di esproprio, se devo realizzare una strada o
qualcosa vado all’abbattimento e anziché pagare integralmente l’immobile posso riconoscere la
proprietà e il credito edilizio – quindi la volumetria diciamo così che lascio – e gli riconosco, gli pago
l’area libera. Quindi è un vantaggio per me come pubblico.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Posso fare alcune domande? Allora sulle condizioni di
attribuzione del credito edilizia alla lettera A c’è scritto: “A seguito della demolizione di opere
incongrue come individuate nelle elaborato di progetto, ovvero demolizione di elementi di degrado”.
Cioè per opere incongrue ed elementi di degrado cosa si intende? E, soprattutto, a chi spetta la
discrezione nel definire un’opera incongrua o un elemento di degrado.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Allora se posso rispondere.
SINDACO. Prego.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Ci sono le attività da trasferire, per esempio, quelle che erano
individuate. Le vecchie attività da trasferire individuate nel PRG sono riportate, di fatto, anche nella
prima parte poi nel Piano degli Interventi. Quindi quelle che sono attività da trasferire potrebbero
essere interessanti da questo…
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 11 del 04-04-2018 Pag. n. 6 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
SINDACO. Quindi attività artigianali o industriali in zone improprie che sono zone agricole o altro
dismesse…
Ing. i. Mazzero Alessandro. Ma anche in zone residenziali potrebbero…
SINDACO. Sì, sì.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Per attività produttive per esempio una fabbrica. Le faccio un
esempio proprio concreto. La T……
SINDACO. Può fare l’esempio di Selva che magari è forse quella più…
Ing. i. Mazzero Alessandro . Sì, oppure Selva. Cioè non serve andare tanto distante. Anche a
Selva a fianco alla Chiesa “proprietà Borsoi” quello è un elemento chiaramente incongruo e di
degrado. Le ha tutte e due se permette Consigliere.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Sì. Poi alla “lettera B” c’è scritto, invece, “la formazione di
ambienti umidi finalizzati alla naturalizzazione e alla mitigazione idraulica”. Però ha detto che
potrebbe essere, per esempio, sul Montello magari qualche situazione. Ma non ho capito si
distrugge, si demolisce qualcosa praticamente sul Montello, per esempio, magari un ambiente
umido e si potrebbe ricostruire sempre sul Montello un altro…
Ing. i. Mazzero Alessandro. Sì però il Montello…
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Con questo ragionamento qua si ricostruisce qualcosa?
Ing. i. Mazzero Alessandro. Il problema è che sul Montello ho appunto questi ambienti umidi,
giusto? Ci sono gli ambienti umidi e c’è l’habitat…
SINDACO. Scusi. Parliamo sempre di demolire fabbricati, non andiamo a demolire stagni o altro
insomma.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Se voglio favorire questo mantenimento o la formazione di ambienti
umidi. Quindi ho un’opera che magari è lì da sempre, un edificio… Sto parlando di edifici legittimi
qui non è che ho un abuso edilizio e dopo lo iscrivo al credito ma qui si sta parlando di edifici
legittimi o legittimati quindi o con concessione o permesso o condono edilizio. In questo caso se ho
un fabbricato che si trova in queste zone, proprio per favorire questi ambienti io demolisco e avrò
un credito. Allora posso spenderlo lì vicino o ho una zona che mi consente una nuova costruzione?
Perché purtroppo il Montello è limitato sotto questo punto di vista del poter fare nuovi fabbricati;
posso ampliare quelli che ci sono ma fare nuovi fabbricati… Ci sono poche aree e quindi cosa
faccio? Lo sposto da un’altra parte oppure ho questo credito che posso monetizzare.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Sì e l’altra parte dove ci sposta questo credito è una parte
già prevista nel Piano degli Interventi? Cioè non è una parte nuova? Nel senso che io sposto dal
Montello e lo metto da un’altra parte del Montello e recupero il credito però magari vado a costruire
su una zona logisticamente.
Ing. i. Mazzero Alessandro. No deve essere una zona idonea, l’ho detto prima.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Ok.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Deve avere un’area che sia edificabile e che quindi possa contenere
volumetrie. Che siano artigianali o che siano residenziali o commerciali deve essere un’area
edificabile; non posso andare in una zona inedificabile.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Ok. Altra domanda: può esserci una perdita tra le diverse
destinazioni d’uso? Nel senso che se io distruggo un’area artigianale quel credito edilizio posso
spostarlo su un’area residenziale oppure…
Ing. i. Mazzero Alessandro. C’è la tabella nelle norme tecniche operative che dà la definizione di
cambi di destinazione. Ci sono dei rapporti e degli abbattimenti in base a… Non posso, come
dicevo prima, se ho 10 mila metri cubi di un fabbricato che era un allevamento cunicolo è
impensabile che questi diventino 10 mila metri cubi di residenziale. Ci sarà una proporzione e una
volumetria assegnata.
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. Lei prima accennava… Credo che sia uno dei casi più tristi che
abbiamo in zona sia per l’ubicazione che per quello che ha creato in tanti anni. C’è la possibilità di
agevolare questi trasferimenti eventualmente? Cioè economicamente parlando?
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 11 del 04-04-2018 Pag. n. 7 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
Ing. i. Mazzero Alessandro. Allora la T… è un caso in cui vi è una attività da trasferire. Lo
abbiamo detto nel 2000 e abbiamo anche dato gli elementi nel 2000 per dirgli: “Spostati”, perché
quella era destinata a ristrutturazione urbanistica con la trasformazione in residenziale di tutta
quella volumetria là. Vado a memoria, 19 mila metri cubi mi sembra, la fabbrica non sta in piedi;
non stava in piedi nel 2000 e non sta in piedi adesso. Se questi dicono: “butto via la fabbrica per
fare case” non sta in piedi oggi.
SINDACO. È una valutazione di tipo economico questa qua che pur già a suo tempo qua avevano
avuto un incentivo notevole perché insomma…
Ing. i. Mazzero Alessandro. Due metri cubi al metro quadro, indice.
SINDACO. Sì, un volume enorme però di fatto questo non li ha smossi nel momento in cui il
mercato funzionava. Adesso purtroppo queste qua sono realtà che giusto per tornare a quel
degrado di prima, solo quel degrado. Nel momento in cui il fabbricato è in condizioni tali che
sarebbe necessaria una sua integrale ricostruzione a quel punto conviene demolire e poi pensare
a tipologia edilizia non proprio intensiva di quel tipo. Sì, di fatto è un volume che ha anche poco
senso quello là. Perché sarebbe talmente complesso che commercialmente non è più appetibile.
Insomma dopo una situazione adesso c’è da dire che tutto sommato in questi ultimi anni problemi
grossi non ne ha più dati per fortuna in termini di emissioni però è un bel problema che non è di
facile soluzione.
CONSIGLIERE MODINI LUCIO. Non so se il non li ha più dati o non i abbiamo più monitorati
insomma.
SINDACO. Non mi risulta che ci siano più state segnalazioni anche devo dire. Poi la ditta ha
probabilmente cambiato tipo di lavorazioni anche.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Posso fare una domanda? Ma possono usufruire dei crediti
edilizi anche… Cioè possono essere riconvertiti in crediti edilizi anche quelli stabili, quelle strutture
residenziali che sono in uno stato di degrado o che non sono più stati terminati? Mi viene in mente
in Piazza Venegazzù quell’edificio dove c’è il supermercato per dire. E’ da molti anni che è chiuso,
crea uno stato comunque di degrado. Rientra o meno? Cioè ci può essere magari una
riconversione della…
Ing. i. Mazzero Alessandro. Deve essere riconosciuto come tale, come opera incongrua. Adesso
su due piedi…
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Incongrua perché è un elemento di degrado in questo caso?
Ing. i. Mazzero Alessandro. Sì.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Perché uno stabile di…
Ing. i. Mazzero Alessandro. Anche perché forse bisognerebbe pensare di togliere quella
volumetria e quindi dire “forse là non ci faccio più quel fabbricato e tolgo la volumetria residenziale
e ad uso direzionale commerciale che c’era”. Quindi partire con quel primo passo per poi dire: ti
riconosco un credito. Però deve essere riconosciuta come opera incongrua.
SINDACO. Sì, quanto meno ci deve essere la richiesta da parte della proprietà ovviamente. Poi…
Ing. i. Mazzero Alessandro. Esatto.
SINDACO. Diciamo che questo capite già che è uno strumento importante perché permette di
intervenire anche in situazioni dove prima era impensabile. Perché una o aveva fabbricato là o
costruiva là ma in questo modo invece determinate zone… Facevamo prima l’esempio di zone
vincolate che hanno vincoli molto pesanti sia dal punto di vista delle linee degli elettrodotti che
della superstrada Pedemontana Veneta, gli si dà sicuramente una gran mano. Dopo in tutte queste
realtà così diffuse, io vedrai molto più – come diceva l’ingegner Mazzero – prima queste attività
artigianali o industriali o commerciali che sono rimaste chiuse e abbandonate negli anni. Sono poi
situazioni che troviamo all’interno delle zone residenziali e che quindi hanno perso buona parte del
loro interesse. In questa maniera potrebbero essere eliminate dando la possibilità di spostarne
parte o ridotte di dimensioni, penso molto probabilmente ad una possibilità di spostarne una parte.
Insomma è uno strumento nuovo che ancora con questo regolamento che andremo ad applicare
sarà ovviamente anche da testare vedendo passo passo come funziona. Però è un elemento in più
che sicuramente permetterà di vedere le cose anche sotto un’altra ottica.
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 11 del 04-04-2018 Pag. n. 8 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Chiedo anche un’altra cosa, visto che si parla di crediti edilizi,
sono state fatte per caso recensite recentemente tutte quelle aree sfitte o comunque che non sono
state terminate? Qual è la volumetria di queste aree nel Comune di Volpago che sono rimasti,
appunto, cantieri aperti o altro?
SINDACO. Un censimento specifico non mi risulta ci sia però non mi sembra neanche che ce ne
siano tantissime. Sto pensando adesso a mente… vabbè, una ce l’abbiamo nel punto che
tratteremo dopo e abbiamo qui tutti gli elementi, ma…
Ing. i. Mazzero Alessandro. Un grande esempio ce lo abbiamo in centro a Selva…
SINDACO. Sì ma stavo pensando ad aree di interventi bloccati che non sono più andati avanti.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Anche sfitte solo per capire qual è la richiesta nel momento in
cui si dà il credito edilizio con cui si pensa ad una nuova edificazione, vale la pena anche fare una
considerazione su quanto c’è già di edificato che rimane chiuso. Ecco, tutto qua.
SINDACO. Onestamente non so se posso dire…per conoscenza diretta del mercato su Volpago
non si trovano appartamenti in affitto. Non so se si dice ricerca, ma non è… Quindi in realtà o
sonno realmente situazioni di degrado tale da non recare interesse ma per il resto quello che è
stato completato è tutto quanto pressoché utilizzato. Ci sono alcune situazioni, Venegazzù e lì a
fianco… ma mi risulta sia stato acquisito.
Ing. i. Mazzero Alessandro. Hanno acquistato sì…
SINDACO. Diciamo che ci sono situazioni da alcuni anni congelate perché ci sono fallimenti in
corso e quant’altro quindi ci sono tutte le procedure di gara. Sapete che hanno tempi lunghi. Quello
mi sembra che sia stata acquisito. Altre situazioni come quella che discuteremo dopo di Ca’ del
Cristo, ma fortunatamente non abbiamo situazioni particolarmente gravi al di là di qualche edificio
come citavamo prima ma quelli ormai sono storici.
Se non ci sono altri interventi passerei alla votazione del punto numero 2 all’ordine del giorno:
“Approvazione del Regolamento comunale per la gestione dei crediti edilizi”.
Il Sindaco, preso atto che non vi sono ulteriori richieste di intervento, pone in votazione la proposta
di deliberazione “Approvazione del Regolamento comunale per la gestione dei crediti edilizi”,
posta al punto 2 dell’ordine del giorno.
Con la seguente votazione espressa in forma palese:
Presenti: n. 16 (Sindaco e n. 15 Consiglieri – comunali)
– Astenuti: n. 3 (Grosso, Pastro e Sartor)
– Votanti: n. 13
– Favorevoli: n. 13
– Contrari: n. 0
DELIBERA
1.di approvare, per le ragioni indicate in premessa, il Regolamento per la gestione dei Crediti
Edilizi e Registro dei Crediti Edilizi, come risulta dall’allegato documento che costituisce parte
integrante del presente atto deliberativo;
2.di demandare al Responsabile del Servizio Attività Produttive, Edilizia privata e Urbanistica il
compito di predisporre la scheda descrittiva di ogni intervento comportante la formazione
di un Credito Edilizio ed il sommario riepilogativo dei Crediti delle schede descrittive,
costituente il Registro dei Crediti Edilizi;
3.di dare atto che ai sensi dell’art. 39 del D.Lgs. 33/2013 la proposta di Regolamento è stata
pubblicata nella sezione “Pianificazione e governo del territorio” del sito web del Comune;
4.di dare atto che il Regolamento per la gestione dei Crediti Edilizi e Registro dei Crediti Edilizi
entrerà in vigore il giorno successivo a quello della conclusione del periodo di pubblicazione
della presente delibera di approvazione.

Centri estivi 2018 (Del. GC 31/2018)

ORGANIZZAZIONE CENTRI ESTIVI 2018 PER RAGAZZI DELLA SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO


LA GIUNTA COMUNALE
PREMESSO che l’Amministrazione Comunale di Volpago del Montello intende organizzare per
l’anno 2018 i centri estivi rivolti ai bambini che frequentano la scuola primaria, nonché ai ragazzi
che frequentano la scuola secondaria di primo grado;
CONSIDERATO che l’Amministrazione Comunale attraverso questo servizio vuole raggiungere i
seguenti obiettivi:
Nei confronti dei minori, attraverso attività ludiche, sportive, creative, motorie ed espressive vuole
accrescere e qualificare i momenti relazionali tra ragazzi e occupare in modo divertente, fantasioso
e significativo il loro tempo libero, offrendo la possibilità di far emergere le proprie abilità (manuali,
espressive, creative, sportive..), creando occasioni di gioco e di svago per far trascorrere in modo
piacevole il tempo insieme agli altri; stimolando e rafforzando momenti di socializzazione e le
relazioni tra coetanei.
Nei confronti delle famiglie si vuole offrire un servizio di supporto a sostegno della conciliazione
dei tempi tra lavoro e famiglia soprattutto per coloro che per motivi diversi non possono godere, o
solo in parte, di una rete parentale di supporto, per tale motivo, visto il buon esito dell’anno
precedente, anche questa estate il servizio sarà offerto per sette settimane alla fine della scuola e
due settimane prima dell’inizio del nuovo anno scolastico.
DATO ATTO che i centri estivi sono un momento importante di socializzazione che avviene al di
fuori degli schemi scolastici pur connotandosi come un’esperienza educativa;
CONSIDERATO che l’idea di fondo è quella di offrire ai ragazzi un’opportunità per acquisire,
attraverso attività ludiche, sportive, creative, motorie ed espressive, una mentalità e una cultura
alla base di uno stile di vita che riconosca la solidarietà, l’uguaglianza e la libertà quali valori
importanti del vivere sociale;
VISTO l’art. 60 del Regolamento approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 16 del
27.04.2010;
RITENUTO opportuno procedere all’approvazione di idonei criteri organizzativi generali;
VISTO il parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica espresso dal Responsabile dell’Ufficio
Servizi Sociali;
VISTO il parere favorevole in ordine alla Regolarità Contabile e di copertura finanziaria espresso
dal Responsabile dell’Ufficio Finanziario;
CON VOTI favorevoli unanimi resi nei modi di legge;
DELIBERA
per le motivazioni espresse in premessa, di approvare le linee 1. guida generali per
l’organizzazione dei centri estivi per l’anno 2018, rivolti ai ragazzi che frequentano le scuole
primarie e secondarie di primo grado;
Documento informatico firmato digitalmente ai sensi del D.Lgs 82/2005 s.m.i. e norme collegate, il quale sostituisce il documento cartaceo e la firma autografa
DELIBERA DI GIUNTA n. 31 del 28-03-2018 Pag. n.2 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
di dare atto che tali linee guida vengono allegate al presente atto quale 2. parte integrante e
sostanziale;
3.di dare mandato al responsabile dell’ Area Socio-Assistenziale di predisporre gli atti
necessari per la realizzazione dei centri estivi.