Le nostre interpellanze presentate nel Consiglio comunale del 20.12.2018: nella prima abbiamo chiesto chiarimenti e notizie sulla discarica incontrollata di via Fornace Vecchia, nella seconda parliamo di furti, rapine e abbandono rifiuti.
CivicaPerVolpago.it

Le nostre interpellanze presentate nel Consiglio comunale del 20.12.2018: nella prima abbiamo chiesto chiarimenti e notizie sulla discarica incontrollata di via Fornace Vecchia, nella seconda parliamo di furti, rapine e abbandono rifiuti.
CONSIGLIO COMUNALE del 20/12/2018
INTERPELLANZA n. 1
OGGETTO: DISCARICA INCONTROLLATA IN VIA FORNACE VECCHIA
Il 19 ottobre 2018 abbiamo segnalato al Ministero dell’Ambiente e ai Carabinieri Forestali tramite esposto, il ritrovamento di rifiuti in località Selva all’interno del cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta; del fatto il Comune, insieme alla Provincia e alla Regione, era già a conoscenza dopo la comunicazione fatta dal Consorzio stabile SIS.
Sulla vicenda di questa vecchia cava divenuta nel tempo discarica incontrollata chiediamo all’Amministrazione come intenda procedere.
INTERPELLANZA n. 2
OGGETTO: FURTI NELLE CASE E ABBANDONO RIFIUTI
Negli ultimi mesi le cronache hanno registrato l’aumento degli episodi di criminalità nel nostro territorio: furti e spaccate in abitazioni e in automobili parcheggiate in luogo pubblico, scippi anche in pieno giorno e in zone centrali. Aggiungiamo anche gli abbandoni di rifiuti lungo i cigli stradali e nel bosco.
Esprimendo la preoccupazione che crediamo sia condivisa da tutti, chiediamo quali siano i provvedimenti che la Giunta intende adottare in merito.
PRESENTAZIONE INTERPELLANZE DA PARTE DELLA LISTA “CIVICA PER VOLPAGO.IT GROSSO SINDACO” AD OGGETTO: “DISCARICA INCONTROLLATA IN VIA FORNACE VECCHIA” E “FURTI NELLE CAVE E ABBANDONO RIFIUTI”
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Avremmo due interpellanze.
SINDACO. prego.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. La mia è stata praticamente bruciata perché ha come
oggetto: Discarica incontrollata in via Fornace Vecchia – Il 19 ottobre 2018 abbiamo segnalato al
Ministero dell’Ambiente e ai Carabinieri Forestali tramite esposto, l ritrovamento di rifiuti in località
Selva all’interno del cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta; del fatto il Comune, insieme
alla Provincia e alla Regione, era già a conoscenza dopo la comunicazione fatta dal Consorzio
stabile SIS. Sulla vicenda di questa vecchia cava divenuta nel tempo discarica incontrollata
chiediamo all’Amministrazione come intenda procedere.
Si dà atto che l’interpellanza presentata dal Consigliere Grosso viene dallo stesso depositata ed
allegata alla presente deliberazione sub A).
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Oggetto: furti nelle case e abbandono rifiuti. Negli ultimi mesi le
cronache hanno registrato l’aumento degli episodi di criminalità nel nostro territorio: furti e spaccate
in abitazioni e in automobili parcheggiate in luogo pubblico, scippi anche in pieno giorno e in zone
centrali. Aggiungiamo anche gli abbandoni di rifiuti lungo i cigli stradali e nel bosco. Esprimendo la
preoccupazione che crediamo sia condivisa da tutti, chiediamo quali siano i provvedimenti che la
Giunta intende adottare in merito.
Si dà atto che l’interpellanza presentata dalla Consigliera Pastro viene dalla stessa depositata ed
allegata alla presente deliberazione sub B).
SINDACO. Data l’ora, vi invito a un prosecco per gli auguri di fine anno.
RAZIONALIZZAZIONE PERIODICA DELLE PARTECIPAZIONI PUBBLICHE EX ART. 20 D. LGS. 19 AGOSTO 2016, N. 175 – APPROVAZIONE
IL CONSIGLIO COMUNALE
VISTO l’art. 42 del D. Lgs. 18 agosto 2000 n. 267;
CONSIDERATO quanto disposto dal D. Lgs. 19 agosto 2016 n. 175, emanato in attuazione dell’art.
18, legge 7 agosto 2015 n. 124, che costituisce il nuovo Testo unico in materia di società a
partecipazione pubblica (T.U.S.P.), come integrato e modificato dal Decreto Legislativo 16 giugno
2017, n. 100 (di seguito indicato con “Decreto correttivo”);
VISTO che ai sensi del predetto T.U.S.P. (cfr. art. 4, c.1) le Pubbliche Amministrazioni, ivi compresi
i Comuni, non possono, direttamente o indirettamente, mantenere partecipazioni, anche di
minoranza, in società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente
necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali;
ATTESO che il Comune, fermo restando quanto sopra indicato, può mantenere partecipazioni in
società:
– esclusivamente per lo svolgimento delle attività indicate dall’art. 4, c. 2, T.U.S.P., comunque nei
limiti di cui al comma 1 del medesimo articolo:
“produzione di un servizio di interesse generale, ivi inclusa la realizzazione a) e la gestione
delle reti e degli impianti funzionali ai servizi medesimi;
b)progettazione e realizzazione di un’opera pubblica sulla base di un accordo di programma
fra amministrazioni pubbliche, ai sensi dell’articolo 193 del decreto legislativo n. 50 del
2016;
c)realizzazione e gestione di un’opera pubblica ovvero organizzazione e gestione di un
servizio d’interesse generale attraverso un contratto di partenariato di cui all’articolo 180 del
decreto legislativo n. 50 del 2016, con un imprenditore selezionato con le modalità di cui
all’articolo 17, commi 1 e 2;
d)autoproduzione di beni o servizi strumentali all’ente o agli enti pubblici partecipanti, nel
rispetto delle condizioni stabilite dalle direttive europee in materia di contratti pubblici e
della relativa disciplina nazionale di recepimento;
e)servizi di committenza, ivi incluse le attività di committenza ausiliarie, apprestati a supporto
di enti senza scopo di lucro e di amministrazioni aggiudicatrici di cui all’articolo 3, comma 1,
lettera a), del decreto legislativo n. 50 del 2016”;
– ovvero, al solo scopo di ottimizzare e valorizzare l’utilizzo di beni immobili facenti parte del
proprio patrimonio, “in società aventi per oggetto sociale esclusivo la valorizzazione del patrimonio
(…), tramite il conferimento di beni immobili allo scopo di realizzare un investimento secondo criteri
propri di un qualsiasi operatore di mercato”;
DATO ATTO che per effetto dell’art. 24 T.U.S.P., entro il 30 settembre 2017 il Comune doveva
provvedere ad effettuare una ricognizione di tutte le partecipazioni dallo stesso possedute alla data
del 23 settembre 2016, individuando quelle che devono essere alienate;
RICHIAMATE le deliberazioni del Consiglio Comunale n. 51 del 28.09.2017 di revisione
straordinaria delle partecipazioni ex art. 24 del D.Lgs 175/20106 e la deliberazione n. 44 del
29.09.2018 di aggiornamento al piano di razionalizzazione delle partecipazioni;
DATO ATTO che una volta operata la ricognizione straordinaria le pubbliche amministrazioni
hanno l’obbligo ai sensi dell’art. 20 del T.U.S.P., di procedere annualmente alla revisione periodica
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 68 del 20-12-2018 Pag. n. 2 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
delle partecipazioni detenute predisponendo, ove ne ricorrano i presupposti, un piano di riassetto
per la loro razionalizzazione;
TENUTO CONTO che ai fini di cui sopra devono essere alienate od oggetto delle misure di cui
all’art. 20, commi 1 e 2, T.U.S.P. – ossia di un piano di riassetto per la loro razionalizzazione,
fusione o soppressione, anche mediante messa in liquidazione – le partecipazioni per le quali si
verifica anche una sola delle seguenti condizioni:
non hanno ad oggetto attività di produzione di beni e servizi strettamente 1) necessarie per il
perseguimento delle finalità istituzionali dell’ente, di cui all’art. 4, c. 1, T.U.S.P., anche sul
piano della convenienza economica e della sostenibilità finanziaria e in considerazione
della possibilità di gestione diretta od esternalizzata del servizio affidato, nonché della
compatibilità della scelta con i principi di efficienza, di efficacia e di economicità dell’azione
amministrativa, come previsto dall’art. 5, co. 2, del Testo Unico;
2)non sono riconducibili ad alcuna delle categorie di cui all’art. 4, comma 2, T.U.S.P., sopra
richiamato;
3)se ricorrono o meno le situazioni di criticità sintetizzate dall’art. 20, comma 2, del T.U.S.P.:
a)partecipazioni societarie che non rientrino in alcuna delle categorie delle due precedenti
categorie;
b)società che risultano prive di dipendenti o abbiano un numero di amministratori superiore a
quello dei dipendenti;
c)partecipazioni in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre
società partecipate o da enti pubblici strumentali;
d)partecipazioni in società che, nel triennio precedente, abbiano conseguito un fatturato
medio non superiore a 500 mila di euro;
e)partecipazioni in società diverse da quelle costituite per la gestione di un servizio
d’interesse generale che abbiano prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque
esercizi precedenti;
f) necessità di contenimento dei costi di funzionamento;
g)necessità di aggregazione di società aventi ad oggetto le attività consentite all’art. 4,
T.U.S.P.;
CONSIDERATO altresì che le disposizioni del predetto Testo unico devono essere applicate
avendo riguardo all’efficiente gestione delle partecipazioni pubbliche, alla tutela e promozione della
concorrenza e del mercato, nonché alla razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica;
TENUTO CONTO che è fatta salva la possibilità di mantenere partecipazioni:
in società che producono servizi economici di interesse generale a rete di cui all’art. 3-bis, D.L.
n. 138/2011 e s.m.i., anche fuori dall’ambito territoriale del Comune di Volpago del Montello e
dato atto che l’affidamento dei servizi in corso alle medesime società sia avvenuto tramite
procedure ad evidenza pubblica ovvero che la stessa rispetta i requisiti di cui all’art. 16 del
T.U.S.P.;
in società che, alla data di entrata in vigore del Decreto correttivo, risultino già costituite e
autorizzate alla gestione di case da gioco ai sensi della legislazione vigente;
CONSIDERATO che le società in house providing, sulle quali è esercitato il controllo analogo ai
sensi dell’art.16, D. Lgs. n. 175/2016, che rispettano i vincoli in tema di partecipazioni di capitali
privati (co. 1) e soddisfano il requisito dell’attività prevalente producendo almeno l’80% del loro
fatturato nell’ambito dei compiti affidati dagli enti soci (co. 3), possono rivolgere la produzione
ulteriore (rispetto a detto limite) anche a finalità diverse, fermo il rispetto dell’art. 4, co. 1, D.Lgs. n.
175/2016, a condizione che tale ulteriore produzione permetta di conseguire economie di scala od
altri recuperi di efficienza sul complesso dell’attività principale delle società;
PRECISATO che:
il D.Lgs. 175 del 2016 riguarda esclusivamente le partecipazioni societarie, ovvero, più
precisamente, gli «organismi di cui ai titoli V e VI, capo I, del libro V del codice civile, anche
aventi come oggetto sociale lo svolgimento di attività consortili» (art. 2, comma 2, lett. l).
Non rientrano, invece, gli altri organismi partecipati aventi forma non societaria;
come disposto dalla norma e riportato dalla delibera della Corte dei Conti, devono essere
considerate tutte le partecipazioni, sia dirette che indirette, anche se di modesta entità;
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 68 del 20-12-2018 Pag. n. 3 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
fra le indirette, tuttavia, vanno considerate solo quelle detenute dall’ente per il tramite di una
società/organismo sottoposto a controllo da parte dell’ente stesso. Tale punto è stato
chiarito sia dalle «Istruzioni per la comunicazione della revisione straordinaria delle
partecipazioni pubbliche» approvate dal Ministero dell’economia e delle finanze in data 27
giugno 2017 (laddove si afferma che sono oggetto di revisione straordinaria solo le
partecipazioni, di qualsiasi livello, che siano detenute, attraverso una «tramite» di
controllo») sia dalla citata deliberazione n. 19/2017 della Sezione Autonomie della Corte dei
conti (laddove si afferma testualmente che «Le società a partecipazione indiretta (quotate e
non quotate) sono oggetto di ricognizione solo se detenute dall’ente per il tramite di una
società/organismo sottoposto a controllo da parte dello stesso»);
in tal senso non è stata oggetto di ricognizione la società Contarina SpA, che è una società
indiretta in house providing che si occupa della gestione dei rifiuti nei 50 Comuni aderenti al
Consiglio di Bacino Priula, all’interno della Provincia di Treviso, a completa partecipazione
pubblica, diretta e coordinata dal Consiglio di Bacino Priula (costituito in base alla legge
regionale), che ne detiene la proprietà con il 100% delle quote;
non sono stati oggetto di ricognizione il Consorzio Bim Piave di Treviso e le relative società
partecipate, che non erano stati considerati nel piano di razionalizzazione 2015;
RISCONTRATO che al 31.12.2017 il Comune di Volpago del Montello partecipava direttamente al
capitale delle seguenti società:
Società Asco Holding Spa con una quota del 2,2 %;
Società Alto Trevigiano Servizi Srl con una quota del 2,134%;
Il Comune di Volpago del Montello alla stessa data partecipava indirettamente al capitale delle
seguenti società:
SOCIETA’ CAPOGRUPPO NOME SOCIETA’ INDIRETTA QUOTA
Asco Holding Spa Asco Piave Spa 61,562%
Asco TLC Spa 91%
Seven Center Srl in liquidazione 85%
Bim Piave Nuove Energie Srl 10%
Rijeka Una Invest Srl in liquidazione 65%
Alto Trevigiano Servizi Srl Viveracqua S.c.a r.l. 11,50%
Consorzio Feltrenergia 7,87%
SOTTOLINEATO che rispetto alla situazione registrata nel Piano 2015, il Comune ha dismesso la
partecipazione societaria nello Schievenin Alto Trevigiano Srl mediante atto di fusione per
incorporazione in Alto Trevigiano Servizi Srl in data 29/07/2017. Infatti, con riferimento all’obbligo
per i Comuni di sopprimere le società che risultino composte da soli amministratori o da un numero
di amministratori superiore a quello dei dipendenti, è stata approvata con deliberazione del
Consiglio Comunale nr. 17, in data 30/05/2017, la proposta di fusione per incorporazione di
Schievenin Alto Trevigiano Srl in Alto Trevigiano Servizi Srl; con atto del notaio Nicola Giopato di
Casier in data 04.08.2016 n. 769 di repertorio, raccolta n. 637, è stato ultimato il progetto di fusione
per incorporazione. Pertanto nel presente Piano sono riportate le nuove quote della società
incorporante Alto Trevigiano Servizi Srl dopo il processo di fusione. Si precisa che la quota di
partecipazione in ATS srl prima della fusione era pari a 1,94% e dopo la fusione è pari a
2,1341%
;
TENUTO CONTO del miglior soddisfacimento dei bisogni della comunità e del territorio
amministrati a mezzo delle attività e dei servizi resi dalle società partecipate possedute dall’Ente;
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 68 del 20-12-2018 Pag. n. 4 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
RILEVATO che in caso di mancata adozione dell’atto ricognitivo ovvero di mancata alienazione
entro il predetto termine annuale, considerato quanto stabilito dall’art. 21 del Decreto correttivo, il
Comune non può esercitare i diritti sociali nei confronti della società e – fatti salvi in ogni caso il
potere di alienare la partecipazione e gli atti di esercizio dei diritti sociali dallo stesso compiuti – la
stessa sarà liquidata in denaro in base ai criteri stabiliti dall’art. 2437-ter, co. 2, c.c. e seguendo il
procedimento di cui all’art. 2437-quater, c.c.;
PRESO ATTO che:
– la Struttura di indirizzo, monitoraggio e controllo sull’attuazione del TUSP istituita nell’ambito del
Ministero dell’economia e delle finanze in data 23.11.2018 ha diramato le “linee guida” per la
revisione periodica delle partecipazioni pubbliche art. 20 D.Lgs. 175/2016;
– con riferimento alle partecipazioni indirette congiunte ovvero quelle detenute dall’amministrazione
per il “tramite” di società soggette al controllo di più pubbliche amministrazioni congiuntamente, le
suddette linee guida invitano le amministrazioni che controllano la società “tramite” ad utilizzare
opportune modalità di coordinamento (tra queste, ad esempio, la conferenza di servizi) per
determinare una linea di indirizzo univoca sulle misure di razionalizzazione da adottare, da rendere
nota agli organi societari;
VISTA l’urgenza di deliberare il piano di razionalizzazione entro il 31.12.2018 ottemperando alle
linee guida del dipartimento del tesoro e dato atto della impossibilità di adottare in tempi brevi
misure di razionalizzazione delle partecipazioni indirette della società Asco Holding con modalità di
coordinamento fra tutti gli enti titolari di quote di partecipazione;
RITENUTO pertanto di rinviare a successivo atto le eventuali misure da intraprendere nei confronti
delle partecipazioni indirette della Società Asco Holding nelle more di decisioni congiunte dal
prendere nei loro confronti nelle opportune sedi collegiali, volte a porre in essere le azioni di
razionalizzazione orientate all’esclusivo perseguimento dell’interesse pubblico dell’Ente ai sensi del
D.Lgs. n. 175/2016;
RICORDATO che Asco Holding S.p.A. è attualmente partecipata da circa 90 Comuni e da due soci
privati (Blueenergy Group S.p.A. e Plavisgas Srl) e detiene a sua volta partecipazioni di controllo in
4 società:
Ascopiave S.p.a., quota del 61,562% (società quotata che a propria volta detiene numerose
partecipazioni di controllo e di minoranza);
Asco TLC S.p.a., quota del 91%
Seven Center S.r.l. quota dell’ 85% (in liquidazione)
Rijeka Una Invest S.r.l., quota del 65% (in liquidazione, che a sua volta detiene il 100%
della società Alverman S.r.l., anch’essa in liquidazione),
oltre ad una partecipazione di minoranza in una società: il 10% del capitale sociale di Bim Piave
Nuove Energie s.r.l.;
RITENUTO CHE la società Asco Holding S.p.A. con le modifiche statutarie introdotte nel 2018
assume il ruolo di “Holding pura”, ossia di società strumentale dei Comuni, che svolge il servizio di
interesse generale costituito dalla gestione delle partecipazioni in altre società ed in particolare
nella gestione della partecipazione della società Ascopiave S.p.A. quotata in borsa;
CONSIDERATO essere, per questo Comune, indispensabile il mantenimento ed il potenziamento
della holding per il suo fondamentale ruolo di supporto tecnico fornito in attività di elevata
complessità, quali le scelte di indirizzo strategico da adottare attraverso la società capogruppo per
lo sviluppo della governance delle società controllate, in particolare della società Ascopiave S.p.A.
che opera nel settore della vendita del gas e dell’energia e della gestione delle reti del gas ed a cui
è stata affidata attraverso la controllata AP RETI GAS S.p.A. la concessione delle reti del metano
nel territorio comunale. La holding assume quindi il ruolo di strumento di gestione della
partecipazione nella società quotata e in futuro anche in altre società, a condizione che vengano
rispettati i parametri di dettati dal D.Lgs. n. 175/16. Inoltre viene stabilizzata la proprietà pubblica,
per espressa norma statutaria, che dichiara la società a prevalente capitale pubblico e vincola la
partecipazione per i prossimi 2 anni, oltre ad introdurre, in caso di vendita da parte di un socio delle
proprie azioni, il diritto di prelazione e la clausola di gradimento a favore della compagine pubblica
della
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 68 del 20-12-2018 Pag. n. 5 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
società
;
RITENUTO INOLTRE CHE ai fini della legittima detenzione delle quote di Asco Holding S.p.A.
occorre verificare il rispetto anche degli ulteriori parametri di cui all’art. 20 del D.Lgs. 175/2016,
ossia la presenza di un numero di dipendenti superiore al numero degli amministratori e che la
società abbia conseguito nel triennio precedente un fatturato medio superiore a 500 mila euro:
con riferimento al parametro del fatturato occorre precisare che tale elemento contabile non
trova riscontro nel bilancio di una holding pura che detiene unicamente partecipazioni in
altre società e le cui entrate sono costituite unicamente da dividendi ed interessi attivi che
pertanto vengono registrate tra i proventi di natura finanziaria e non rientrano nel valore
della produzione. Il parametro del fatturato va quindi verificato, nel caso della holding pura,
analizzando i dati del bilancio consolidato del gruppo. Questo anche in coerenza
sistematica con il disposto della art. 21 D.Lgs. 175/2016 che prevede, per le società che
redigono il bilancio consolidato, che il risultato di esercizio sia quello relativo a tale
bilancio
;
analogamente dicasi per l’assenza di personale dipendente nella holding, la cui attività di
gestione delle partecipazioni viene rappresentata in tutti suoi elementi in sede di
consolidamento del bilancio degli enti partecipanti. Giova sottolineare che l’introduzione di
personale dipendente, a seguito di modifiche organizzative societarie, mal si concilierebbe
con gli obiettivi cardine della riforma introdotta dal TUSP di efficiente gestione delle
partecipazioni pubbliche e di razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica;
pertanto, posto che i parametri del numero di dipendenti e del fatturato vanno verificati
rispetto ai dati del bilancio consolidato del gruppo Asco Holding S.p.A., si conferma il
rispetto di entrambe le condizioni previste dall’art. 20 D.Lgs. n. 175/2016, avendo il gruppo
conseguito un fatturato nell’ultimo triennio di oltre 500 milioni di euro ed avendo il gruppo
alle proprie dipendenze oltre 600 dipendenti;
PRECISATO in merito ad Alto Trevigiano Servizi Srl che:
la società è stata costituita per gestire il servizio pubblico idrico integrato come definito dal
d.lgs. n.152/06. Tale servizio rientra a pieno titolo nelle attività di produzione di beni e
servizi “strettamente necessarie” per perseguire le finalità istituzionali del comune a norma
dell’articolo 4 comma 1 del T.U.P.S. come già era stato dichiarato e valutato nel Piano del
2015. Inoltre, è bene sottolineare che il comma 2 lettera a) dello stesso articolo 4 del TU
annovera la produzione di “un servizio di interesse generale” tra le attività che consentono il
mantenimento delle partecipazioni societarie. La società, è munita dei requisiti previsti
dall’articolo 4 del decreto legislativo 175/2016, sia del comma 1, in quanto svolge servizi
inerenti ai fini istituzionali del comune, sia del comma 2 in quanto produce “servizi di
interesse generale” (lettera a); risponde ai criteri dell’articolo 20 del testo unico in materia di
società. Il Comune, come da progetti di fusione già conclusi sopra richiamati è ora
proprietario del 2,1341% del capitale sociale. Pertanto non potrebbe decidere
autonomamente la liquidazione della partecipata.
i dati di bilancio della società sono in crescita e che comunque, la stessa ha chiuso gli ultimi
esercizi con un utile, incrementando il proprio valore, è intenzione dell’amministrazione
mantenere la partecipazione, seppur minoritaria, per continuare ad usufruire dei servizi
strumentali offerti dalla società;
Sia la partecipata diretta A.T.S. srl che la partecipata indiretta Viveracqua s.c.r.l. hanno
emesso alla data del 31.12.2015 strumenti finanziari, diversi da azioni, quotati in mercati
regolamentati e sono pertanto escluse dall’ambito di applicazione del D.Lgs. 175/2016 ai
sensi dell’art. 5 dello stesso Decreto;
TENUTO CONTO degli approfondimenti compiuti dai servizi ed uffici comunali competenti sulla
base dei dati forniti dalle società, ed in particolare delle analisi e valutazioni di carattere
economico, sociale, organizzativo, finanziario e commerciale svolti in ordine alle partecipazioni
detenute e da mantenere di cui alla presente deliberazione;
TENUTO CONTO del parere espresso dall’Organo di revisione ai sensi dell’art. 239, c. 1, lett. b), n.
3), D.Lgs. n. 267/2000;
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 68 del 20-12-2018 Pag. n. 6 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
VISTI i pareri favorevoli in ordine alla regolarità tecnica e contabile, espressi rispettivamente dal
Segretario Comunale e dal Responsabile del Servizio Finanziario ai sensi dell’art. 49 del D.Lgs. n.
267/2000;
PRESO ATTO degli interventi dei Consiglieri, riportati come segue:
ASSESSORE PEDRON MONICA. Questa Delibera è semplicemente una ricognizione, prevista
per legge, delle società in cui deteniamo partecipazioni e che rientrano in determinati parametri, nel
nostro caso la società ASCO HOLDING S.p.A. e la società ALTO TREVIGIANO SERVIZI S.r.l.
(ATS). In ASCO HOLDING abbiamo il 2,2% e in ATS il 2,13% dopo la fusione dell’anno scorso. La
ricognizione prevede che manteniamo, anche qui vi è il parere favorevole del nostro Revisore, e
confermiamo la partecipazione in ASCO HOLDING S.p.A. in quanto società che svolge attività
strumentale alle funzioni del Comune, mentre per quanto riguarda la ATS, avendo emesso
strumenti finanziari diversi dalle azioni al 31-12-2015, esce da questo elenco non avendo più i
requisiti per essere all’interno e quindi non è soggetta alla razionalizzazione e quindi a questa
ricognizione.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Una domanda, c’è qualche aggiornamento sulla
partecipata in ASCO. Noi con deliberazione avevamo preso posizione per mantenere la quota; so
che c’è stata una querelle legale, poi vi sono stati ricorsi e controricorsi, alcuni Comuni avevano la
posizione di vendere, altri volevano la fusione, il tutto poi è stato impugnato davanti al TAR dalla
società privata, ma poi non si capisce come andrà a finire. C’era il Decreto Madia che aveva una
scadenza, poi è stato prolungato e anche dai giornali si fa davvero fatica a capire in questa
matassa come andrà a finire questa storia.
SINDACO. Devo essere sincero che fatichiamo a capirlo anche noi, nel senso che la nostra
posizione è chiara: fin da subito e, se ricordate, a luglio lo abbiamo ribadito, abbiamo votato per
mantenere le quote in quanto riteniamo Asco Piave, quindi anche i servizi che offre, di primaria
importanza e quindi a nostro avviso, anzi, una realtà di questo tipo dovrebbe essere a capitale
interamente pubblico. Nel frattempo c’è stato – come ricordava lei, giustamente – a seguito del
ricorso al TAR che ha avuto esito negativo per i Comuni contro i quali il socio privato aveva
impugnato le deliberazioni, se non sbaglio il 13 dicembre c’è stata l’udienza nel Consiglio di Stato
che dovrebbe esprimersi a giorni sempre sul tema di queste deliberazioni impugnate dal socio
privato. Parallelamente è stato approvato anche quell’emendamento al Decreto Madia che va a
prolungare fino al 31-12-2021 l’eventuale cessione di quote: insomma, in questo momento la
situazione è tutta in divenire. Parallelamente, per quello che è il servizio, non l’infrastrutturazione
reti che rimane, ma quello che è il servizio di vendita gas, si andrà sul mercato libero. La
dimensione di Asco si parla di 600.000 utenze e ha una dimensione che non pare ottimale per il
mercato, dovrebbe avere un milione e mezzo di utenze e quindi in questo momento c’è da parte di
varie società, grossi gruppi o anche altre realtà similari la logica dell’ acquisizione, della fusione in
maniera tale da avere quella massa critica necessaria per muoversi sul mercato. È una situazione
in divenire. Il C.d.A. ha dato incarico a uno studio che si occupa di fusioni di società di valutare la
possibile messa sul mercato della quota per la parte vendite, mantenendo e, anzi, incrementando
perché a quel punto, nell’ottica che si ceda la quota vendite, aumentare percentualmente la quota
reti, anche perché vi è una logica di mercato nel senso che mentre la quota vendite la fa il mercato
e quindi con il mercato libero dall’oggi al domani ti puoi trovare senza più nulla, per le reti, anche
queste vanno sul mercato libero ma alla proprietà delle reti spetta un indennizzo dall’eventuale
vincitore, il che garantirebbe in ogni caso il consorzio, Asco Piave e i Comuni che vi partecipano
sulle somme investite. È una partita molto complessa e molto deriverà dalla decisione del Consiglio
di Stato. Ci sono dinamiche complesse legate alla possibilità di perdere il diritto di voto se la
deliberazione fosse annullata e quindi probabili cambi di peso in assemblea da parte delle varie
rappresentanze pubblico/private: insomma, è una partita complessa ancora in divenire e che
seguiamo. Mettiamo ai voti il punto n. 15.
Il Sindaco, preso atto che non vi sono ulteriori richieste di intervento, pone in votazione la proposta
di deliberazione ad oggetto “Razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche ex art. 20,
Dec. Lgs. 19 agosto 2016, n. 175. Approvazione” posta al punto 15 all’ordine del giorno.
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 68 del 20-12-2018 Pag. n. 7 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
Con votazione espressa in forma palese, che si chiude con il seguente risultato:
Presenti: – n. 14
– Astenuti: n. 0
– Votanti: n. 14
– Voti favorevoli: n. 14
– Voti contrari: n. 0
D E L I B E R A
1.di approvare i richiami, le premesse e l’intera narrativa quali parti integranti e sostanziali del
dispositivo;
2.di approvare quale Piano di razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche ex
art 20 D.L.gs 175/2016 le seguenti misure:
– confermare il mantenimento della partecipazione in Asco Holding S.p.A. in quanto
società che svolge attività strumentale alle funzioni del Comune, avendo come
unico scopo la detenzione e gestione di partecipazioni in altre società, in particolare
nella società Ascopiave S.p.A. quotata in borsa.
– rinvio a successivo atto – ottemperando all’orientamento delle linee guida del
Dipartimento del Tesoro per la revisione periodica delle partecipazioni pubbliche art.
20 D.Lgs. 175/2016, pubblicate in data 23.11.2018 – delle eventuali misure di
razionalizzazione orientate all’esclusivo perseguimento dell’interesse pubblico
dell’Ente ai sensi del D.Lgs. n. 175/2016, da intraprendere nei confronti delle
partecipazioni indirette del Comune di Volpago tramite la società Asco Holding, nelle
more di decisioni congiunte da prendere nei loro confronti nelle opportune sedi
collegiali;
3.di dare atto che sia la partecipata diretta A.T.S. srl che la partecipata indiretta Viveracqua
s.c.r.l. hanno emesso alla data del 31.12.2015 strumenti finanziari, diversi da azioni, quotati
in mercati regolamentati e sono pertanto escluse dall’ambito di applicazione del D.Lgs.
175/2016 ai sensi dell’art. 5 dello stesso Decreto, pertanto non soggette al piano di
razionalizzazione;
4.di precisare che tale provvedimento costituisce atto di indirizzo programmatico per le azioni
da intraprendere da parte dell’Ente;
5.di provvedere a trasmettere la presente deliberazione alle società oggetto del presente
provvedimento;
6.di comunicare l’esito della ricognizione di cui alla presente deliberazione ai sensi dell’art.
17, D.L. n. 90/2014, e s.m.i., con le modalità di cui al D.M. 25 gennaio 2015 e s.m.i., tenuto
conto di quanto indicato dall’art. 21 del D. Lgs. 16 giugno 2017, n. 100;
7.di trasmettere copia della presente deliberazione alla competente Sezione regionale di
controllo della Corte dei Conti, come previsto dal d.lgs. 175/2016.
Infine,
Il Consiglio Comunale valutata l’urgenza imposta dalla volontà di concludere tempestivamente il
procedimento, attuando quanto prima il disposto dell’articolo 20 del T.U.S.P., con ulteriore
separata votazione in forma palese, espressa per alzata di mano, che riporta il seguente esito
– Presenti: n. 14
– Astenuti: n. 0
– Votanti: n. 14
– Voti favorevoli: n. 14
– Voti contrari: n. 0
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 68 del 20-12-2018 Pag. n. 8 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
D E L I B E R A
di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4,
del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, per poter dar seguito tempestivamente ai successivi atti e
adempimenti
RISPOSTA ALL’INTERPELLANZA PRESENTATA DALLA LISTA “CIVICA PER VOLPAGO.IT GROSSO SINDACO” IN MERITO A: “ATTIVITA’ DI CAVA”
SINDACO. Da parte dei Consiglieri Grosso, Sartor e Pastro è stata presentata un’interpellanza, si
parlava di ritrovamento di materiali tossico-nocivi nella cava di Paese, si faceva riferimento al fatto
che nel nostro territorio sono presenti ampie superfici destinate ad attività di cava e si chiedeva
quali iniziative si intendono attuare per verificare che non siano state, in quelle attive e in quelle
non attive, stoccate analoghe sostanze. In questi giorni abbiamo avuto anche gli onori della
cronaca con altra logica che quella è la cava di via Fornace Vecchia. Per quanto riguarda le attività
di controllo e le attività di cava, sono state demandate alla Provincia di Treviso. Da poco i Comuni
possono intervenire direttamente. Qua va un po’ il ragionamento svolto prima. Quella è una
competenza che non abbiamo mai avuto, quindi non abbiamo nemmeno personale addestrato in
maniera specifica. Adesso ci accorgiamo che non c’è più personale provinciale per fare i controlli
sulle cave, qualcuno si è accorto che anche le strade provinciali non sono più gestite da nessuno e
che ci sono anche le scuole superiori che sono in capo a chi? Perché in realtà la grande
operazione dell’eliminazione delle Province è stata quella di eliminare le risorse che erano erogate
alle Province, ma quelle risorse non sono state date a nessuno, lo Stato se le è tenute e si è
inventato un Consiglio provinciale formato da Sindaci e Consiglieri che lavorano gratuitamente,
perché sembrava che quella fosse la grande spesa che c’era, in realtà è stata un’operazione per
togliere grandissime quantità di risorse agli Enti locali quando in realtà i Ministeri continuano ad
assumere personale non avendo limiti di spesa, lì non si è tagliato nulla. Ricordo che il deficit in
Italia per il 94% è dato dai Ministeri, il 6% dagli Enti locali. Notizia dell’ANCI pubblicata l’altro
giorno: il Comune di Catania, che nella classifica è maglia nera, ha un deficit di 641 milioni di euro:
succedesse una cosa simile a noi… per 5 centesimi saremmo su tutti i giornali. Quindi 6% con
realtà che probabilmente da sole pesano per grandi percentuali. Abbiamo chiesto alla Provincia di
Treviso collaborazione su questo tipo di attività ma anche loro sono in difficoltà. Ci stiamo
muovendo anche con l’aiuto di consulenti, ovvio che interventi di verifica riusciamo a farli nel senso
che interventi più pesanti che prevedono andare a sondare o altro, economicamente diventano
molto rilevanti. Questo per riallacciarmi a quanto abbiamo visto su “Report” l’altra sera. Inviterei
l’ing. Mazzero a prendere la parola perché ci aiuterebbe a capire qual è la situazione.
Si dà atto che l’interpellanza di cui trattasi è stata presentata in data 28/11/2018, allegato sub “A” al
verbale n. 53/2018.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Posso fare una domanda? Attualmente chi monitora le cave? Lei
adesso ha detto che non c’è il personale che è formato per fare il monitoraggio, ma quindi
attualmente le cave non sono monitorate?
SINDACO. Attualmente ci stiamo confrontando con la Provincia di Treviso per avere la loro
collaborazione. Ogni anno noi svolgiamo l’azione di verifica dell’escavato facendo un rilievo
strumentale delle cave, dopo di che con la Provincia vediamo di fare continuare a loro perché
hanno personale formato per proseguire questa attività.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Credo sia urgente verificare che materiale c’è all’interno delle
cave. Escavazione sì, però anche quanto…
SINDACO. Sono escavazioni e non sono cave.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Però occorre vedere cosa portano perché non è che
scavano e basta, non bisogna preoccuparsi soltanto dell’escavato ma anche della movimentazione
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 69 del 20-12-2018 Pag. n.2 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
perché a Paese vi è una cava di ghiaia normale, poi hanno scoperto 200.000 tonnellate di materiali
tossici: ragazzi, le cave possono diventare anche magazzino di materiali…
Esce Assessore Mazzochel Alessandro
SINDACO. Qualcosa che non torna c’era. Giusto per capire qual è il perimetro interessato.
Responsabile Ufficio tecnico Lavori pubblici ing. i. Mazzero Alessandro. Questa è la ex cava
di via Fornace Vecchia. Il perimetro interessato, adesso faccio vedere la mappa catastale, quindi
qui c’è via Fornace Vecchia, qua c’è un accesso, una stradina transitabile, qui c’è un cancello e
questo mappale 193 di proprietà comunale, quindi da una strada comunale si accede ad un’area
comunale; il mappale n. 11 è di proprietà di una ditta privata.
SINDACO. Qui c’è una situazione in essere di un fallimento, quindi non si capisce nemmeno in
questo momento se sia ancora in carico al curatore fallimentare, se sia stata restituita la società
che però non c’è più perché fallita, insomma tutta una situazione un po’ confusa in termini proprio
pratici, perché parrebbe che non sia rientrata, dato che di fatto non è di nessun interesse, nel piano
fallimentare per poi andare in cessione, all’asta.
Responsabile Ufficio tecnico Lavori pubblici ing. i. Mazzero Alessandro. La Pedemontana,
questo è un estratto dal piano degli interventi, dove è riportata…il piano degli interventi è su
cartografia, carta tecnica regionale, ci sono i fabbricati, gli elementi fisici del terreno, e quindi si
accede da questa stradina e qui si vede la depressione, e invece qui c’è ancora più profondità, lo
vedremo dopo. Si nota già che il tracciato della Pedemontana, che è questo, compreso le scarpate
e quant’altro, va a lambire il mappale n. 11, si vede ancora meglio nella carta delle fragilità allegata
al piano degli interventi dove, c’è sempre via Fornace Vecchia, si accede sempre dalla stradina e
qui è cartografato, nella carta delle fragilità e quindi è presente anche nel PAT, la simbologia come
“ex cava” .
SINDACO. Il quadrato è proprietà comunale, il rettandolo invece area privata.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Qual è la superficie a livello di metri quadrati?
Responsabile Ufficio tecnico Lavori pubblici ing. i. Mazzero Alessandro. Il mappale 193 è di
4.245 m2 del Comune e la proprietà della ditta è di 2.677 m2. Quella campitura con una maglia a
45° dice che è un terreno idoneo a condizione, interessato da cave dismesse: questa la dizione del
Piano degli interventi. Anche l’area comunale, Allora cosa è successo?
SINDACO. È un’area comunale che dagli anni Settanta fino al 1982-1984 è stata discarica per i
rifiuti urbani del Comune, discarica a tutti gli effetti perché ante norma non c’era regola, quindi
quella aveva una sua logica.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Ma era normale portare qualsiasi tipo di rifiuto?
SINDACO. Faccio un esempio. Se andate in campagna quando vedete una casa un po’ vecchietta
che ha più di cinquant’anni, sappiate che non ha progetto, non ha agibilità, non ha nulla perché
ante 1967 non c’era l’obbligo di presentare il progetto di un fabbricato in zona agricola: bastava
avere i soldi, si doveva possibilmente costruire non in mezzo alla strada. Ma sono cose che vanno
viste con gli occhiali dell’epoca. Oggi c’è molta più sensibilità ma c’è anche una normativa,
all’epoca non c’era. Quindi fino a quell’epoca è stata usata come discarica anche dal Comune
essendo proprietà comunale.
Responsabile Ufficio tecnico Lavori pubblici ing.i. Mazzero Alessandro. Vediamo cosa è
successo vicino a noi, poi eventualmente facciamo la storia a ritroso. In data 30 agosto 2018 ricevo
una segnalazione da parte degli operai rispetto all’area comunale. Noi manteniamo quell’area
tagliata, quindi facciamo lo sfalcio dell’erba, ovviamente fino al limite della proprietà del privato
essendovi una depressione profonda. (L’Ingegnere prosegue nell’illustrazione al Consiglio
comunale di alcune fotografie: questa è la vista che si ha appena entrati dal cancellazione, c’è
questa vasta area, in depressione, qua è più alto all’inizio e va a scendere, ci saranno qui, nel
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 69 del 20-12-2018 Pag. n.3 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
punto più basso, due metri e mezzo, tre, adesso scorro un po’ queste foto qui, qui ci sono un po’ di
rifiuti, e qui in fondo dove si vede questa rete arancione, che è stata posizionata dal Consorzio SIS
che sta eseguendo i lavori in Pedemontana, c’è il buco profondo nel terreno di proprietà dei privati).
Dicevo che il 30 agosto gli operai mi dicono che SIS sta svolgendo operazioni di scavo e di
movimentazione terra sul nostro terreno senza chiederci nulla, al che prendo la macchina insieme
al geom. Ivan Dorigo il quale mi porta in quel posto dove non ero mai stato, non sapevo neanche
che c’era, sinceramente io non lo sapevo. Al che cosa trovo? Adesso vi faccio vedere cosa trovo,
queste sono le foto del 30 agosto, vedo le lastre di amianto che sono rotte e i rifiuti che ci sono
sulla proprietà del privato, qui ci sono i ritrovamenti che hanno scavato, ecco qui l’escavatore,
all’escavatorista ho detto: “Bloccati, tu non ti muovi più” e siamo andati presso la base operativa
che è lì vicino. Telefono al geometra della SPV e gli dico: “Ho bisogno che tu venga qua al più
presto” ma siccome era in ferie gli dico ci vediamo qui il 3 settembre, dico anche a lui: “Qua non
muovete una paglia essendoci ritrovamenti di eternit”, quindi ordine verbale di stare fermi perché –
secondo me – l’escavatore stava facendo danni perché non ho visto che ha mosso però ho visto le
lastre rotte e quindi mi sono preoccupato. Quindi ordine verbale state fermi, dopo di che il 3
settembre, alla presenza mia e dei tecnici della Superstrada Pedemontana Veneta, c’era un
rappresenta della SPV un direttore tecnico della SIS e dei tecnici esperti in materia ambientale
sempre della SIS. Hanno deciso di fare un blocco in quella fase là, e nella documentazione che poi
ci ha fatto pervenire il consorzio SIS il 6 settembre, che scrive al mondo – dalla Regione Veneto a
quant’altro – in quanto c’è questo ritrovamento dei rifiuti, i loro consulenti ambientali danno la
prescrizione di recintare l’area, in attesa che sia svolta un’operazione di caratterizzazione del rifiuto
e si vedrà cosa succede. Non siamo stati fermi, anche su sollecitazione del Consigliere Grosso che
ha fatto richiesta di accesso agli atti sulla documentazione che era arrivata da parte di SIS, che
però era stata sollecitata da me…
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Si, però non si era data alcuna pubblicità: se non
controllavamo la posta del Comune nessuno avrebbe saputo nulla.
Responsabile Ufficio tecnico Lavori pubblici ing.i. Mazzero Alessandro. Ma non dovevo fare
pubblicità, dovevo fare le azioni per intanto bloccare i lavori, e li ho bloccati io.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Lei no, ma l’Amministrazione comunale, il Sindaco e il
Vicesindaco avrebbero dovuto avvisare: “Si è trovata una discarica incontrollata”: penso che sia un
discorso di trasparenza e di onestà intellettuale.
SINDACO. Consigliere, ci sono documenti ufficiali a riguardo, non è che questa cosa sia nascosta.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Però è emersa con l’esposto ai forestali, altrimenti
sarebbe rimasta una cosa fra la SIS e il Comune.
SINDACO. No, no: Regione, Provincia, veramente tutti perché questi ritrovamenti la SIS non li
paga. Sono stati tutti avvertiti.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Tempo fa abbiamo detto che la Pedemontana Veneta è la
più grande opera d’Italia e passa per sei chilometri e mezzo a Volpago del Montello: siamo onesti,
cerchiamo di dirci tutto quello che succede, cerchiamo di cooperare, di dialogare, di aiutarci perché
è un problema che sta creando molti disagi alle persone per gli espropriati, per i disagi dei lavori in
corso e via discorrendo. Succede qualcosa di eclatante? Ci si parla e lo si dice, non dobbiamo ogni
volta controllare la posta che arriva al Comune per capire cosa, succede, non è corretto.
SINDACO. Consigliere, dal mio punto di vista, nel momento che ho informazioni precise, vi dico
che è stato ritrovato del materiale.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. È successo il 3 settembre, il 29 settembre abbiamo fatto
un Consiglio comunale e lei non ci ha comunicato niente: perché non poteva dirlo anche alla fine
della seduta: “È arrivata un’informazione che è successo…”: no, abbiamo dovuto noi a ottobre
stare là a vedere la posta, mandarla all’accesso agli atti, capire: perché, perché questa omertà?
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 69 del 20-12-2018 Pag. n.4 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
SINDACO. Ma omertà di cosa, Consigliere! Il 6 settembre la SIS ha scritto alla Regione Veneto,
alla Provincia di Treviso, al Comune di Volpago, Dipartimento provinciale ARPAV di Treviso,
Superstrada Pedemontana Veneta.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. E noi Consiglieri comunali non sapevamo nulla.
SINDACO. Anche ora più di mostrarvi due fotografie o altro, non vi so dire null’altro perché stiamo
ancora tentando di capire…
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Non volevo la descrizione tecnica, biologica, sarebbe
bastato che lei dicesse che è successa questa cosa: che sia comunicata; basta, fine. Almeno
questo: un’informazione semplice, nulla di più. Adesso dovremo controllare ogni volta la posta per
vedere cosa succede sulla Pedemontana Veneta perché abbiamo capito che è un argomento che
a voi scotta e che volete tenere nascosto, segreto.
SINDACO. Non scotta niente, Consigliere, non è un problema mio questo qua.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Non sarà un suo problema ma ne parli! Questo è un tratto
anche molto particolare perché sappiamo che in quella zona c’è un comitato che da anni chiede la
trincea e tra l’altro ha barattato la trincea per un cavalcavia che c’era, ha rinunciato a un
cavalcavia, per cui la SIS risparmia due milioni e mezzo di euro e in cambio doveva darci la
trincea, la trincea non ce la darà, con la conseguenza che perdiamo due milioni e mezzo di euro di
investimento, facciamo un piacere alla SIS per poi scoprire che c’è una discarica incontrollata.
Allora il sospetto viene: “Come mai là la trincea impossibile?” Ah, stranamente si scopre che esiste
una cava: vuoi vedere che magari forse facendo la trincea si entrava completamente dentro in
cava? Questo è un dubbio che sorge.
SINDACO. Si possono avere dubbi di tutti i tipi. Dando un’occhiata, si nota che stranamente là la
Pedemontana ha un’ansa proprio verso la cava. L’hanno centrata non per tanti metri, se lo
avessero saputo sicuramente non sarebbero entrati. Vedete la curva? Adesso parliamo del “se” e
del “ma” che non ha tanto significato. Andiamo avanti con la storia perché a seguito del
ritrovamento ci sono stati incontri con ARPAV, Provincia di Treviso e quant’altro. Vi dico come
prosegue la cosa dal nostro punto di vista. Sentito anche l’ing. Pellegrini al riguardo, mi ha
rassicurato che da parte loro la parte escavata va in discarica adeguata; per il rimanente, la parte
comunale, stiamo facendo ulteriori verifiche in termini di rilievi o quant’altro, ma qui dal 1982-1984
è stato fatto un rilevo che ora confronteremo con questo, ma se sono state poste un minimo di
attenzione e di cura come quelle che sono state poste in questi anni e cioè facendo lo sfalcio
costante dell’erba, potremmo avere una discreta tranquillità che lì non è stato portato null’altro di
quello che era stato portato a suo tempo quando era discarica comunale. In ogni caso a maggiore
tutela, la logica su cui ci stiamo confrontando con ARPAV è quella di realizzare alcuni pozzi a sud,
ma dovremo comunque vedere con precisione le isofreatiche come scorrono le acque sulla zona e
quindi pensare di utilizzare alcuni pozzi a valle per capire se da quella discarica ci siano fuoriuscite
di liquidi o di qualcos’altro che possono creare problematiche. Dopo di che dovrà essere svolta
un’analisi, una caratterizzazione del materiale che è presente, e capite che se è materiale inerte –
calcinacci, resti di materiale – è allora materiale che lì può rimanere tranquillamente. Una
valutazione che si faceva con l’ARPAV era di effettuare una ricomposizione dell’area, nel senso
pensare di eliminare la depressione. Quando viene effettuato uno scavo anche per la casa va
effettuata un’analisi chimica del materiale che è scavato e si porta in discarica il materiale inerte. Il
ragionamento era anche in ordine alla possibilità di, una volta verificato che là sotto problemi non
ve ne siano e proprio per evitare che in futuro ci possano essere ulteriori problematiche, riportare a
quota campagna il tutto in maniera tale che risulti molto più facilmente controllabile. Sull’area del
privato è un punto di domanda perché su quello non possiamo intervenire, anche se abbiamo
anche il problema di capire chi sia l’interlocutore. Stiamo attendendo gli esami dei materiali da
parte di SIS. È un momento di passaggio nel senso che non ci sono ancora certezze. Ci sono state
svariate riunioni anche con Arpav in Provincia, abbiamo chiesto a SIS di avere i risultati della
caratterizzazione, stiamo attendendo anche questi, per capire un po’ loro che materiale hanno,
però da parte nostra l’intenzione è quella di fare queste verifiche per capire lì la falda, che è posta
a circa 40 metri di profondità, dei pozzi che vadano a intercettare la falda acquifera per capire
qual’è l’entità della problematica. Non devo scusare nessuno, però negli anno ’70 e ’80 però in tutti
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 69 del 20-12-2018 Pag. n.5 COMUNE DI VOLPAGO DEL MONTELLO
i Comuni le prime raccolte di rifiuti urbani erano portati in cava. Diciamo che fortunatamente erano
anni in cui non c’era un grande utilizzo di materiali solventi, di prodotti strani. Siamo in attesa delle
analisi che ci diranno cosa c’è effettivamente e che tipo di problematiche potrebbe creare. C’è una
storia un po’ lunga che adesso abbiamo condensato ma fino al 2005 erano state fatte segnalazioni
di utilizzo anche della parte comunale, dopo di che sono state emanate varie ordinanze comunali di
Polizia quasi sempre nei confronti del privato che probabilmente aveva debordato, a dimostrazione
che quindi c’è stata tutto sommato un’attenzione negli anni.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Vorrei capire quanto segue. Siamo in una fase di transito,
di controllo, di verifica: una volta fatte le verifiche se dovesse accadere che si scopre che l’area è
inquinata, c’è l’intenzione e la volontà da parte del Comune di bonificare l’intera area?
Responsabile Ufficio tecnico Lavori pubblici ing. i. Mazzero Alessandro. Bisogna trovare le
risorse.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Le risorse…un attimo: stasera abbiamo messo 300.000 €
a bilancio per sistemare un oleodotto che – secondo alcune opinioni – non è così vitale…
SINDACO. Secondo l’opinione di chi?
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Di diverse persone.
SINDACO. Ma di chi? No, perché do un po’ di materiale.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Ma guardi che fa bene, sono dalla parte sua: se si può
sistemare, migliorare… non sono contrario però è una cosa un po’ opinabile nel senso che fino al
2018 abbiamo vissuto con l’oleodotto sotto e nessuno si è fatto problema e lei giustamente per
scrupolo, e gliene do atto, ha messo 300.000 € per mettere l’oleodotto, ma allora – secondo me –
bisogna cercare di trovare le risorse o bandi visto che questo Comune è bravissimo negli ultimi due
anni e mezzo a trovare tantissimi bandi e dunque soldi per sistemare le cose, per bonificare l’area.
Dal mio punto di vista c’è anche un risarcimento dal punto di vista morale: questa superstrada sta
facendo disastri sul territorio, lo sta devastando e distruggendo e poi vedremo nei prossimi anni
cosa succederà con tutto il traffico che verrà. Allora in quella zona dove la superstrada passa in
piano campagna e non in trincea, a fianco di alcune abitazioni, bisogna almeno sistemargli la cava,
almeno dirgli: la superstrada è servita almeno come piccolo risarcimento e noi abbiamo sistemato
una delle cave perché – come ha detto lei, signor Sindaco – ci sono molte altre cave nel nostro
Comune di Volpago del Montello in cui negli anni ‘70-‘80 si poteva fare tutto, allora almeno una
sistemiamola, visto che l’autostrada ha aperto questo vaso di Pandora.
SINDACO. Sicuramente cercheremo di capire se c’è un problema e allora lo risolveremo come è
nostra prassi, i problemi non li nascondiamo sotto il tappeto ma li affrontiamo. L’Ingegnere parlava
di risorse perché parliamo di dimensioni notevoli e qui si parla di milioni di euro. Valuteremo bene,
capiremo come è la situazione, dopo di che ci muoveremo di conseguenza. Sul tema di prima, non
per ritornare sull’oleodotto, uno parla… ma visto che qua si parla tanto di internet, visto che siamo
tutti esperti, provate a cercare “oleodotti” in giro, perché ce ne sono….fuga in campagna,
interessati 5.000 metri quadri da fuoriuscita di cherosene avio, è il propellente dei jet, in mezzo alla
campagna, dopo di che bonifica ambientale, non c’è stato l’innesco, quindi non è successo
nulla…questa situazione qua, averla, date un’occhiata, digitate un po’, ho evitato, non volevo fare
terrorismo, ma provate a cercare e troverete situazioni… ne è capitata una anche recentemente:
uno andava fare un buco in mezzo alla campagna, di solito se succede un danno in mezzo alla
campagna, non c’è nessuno, ma in ogni caso vi invito a dare un’occhiata per vostra curiosità:
cercate e scoprirete che di queste situazioni ce ne sono parecchie. A maggior ragione qui,
trattandosi di un qualcosa di militare, sapete che il militare tende a tenere il più possibile, però se
cercate su “oleodotti civili” scoprirete che ci sono situazioni… ce ne sono, basta cercarle.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Se ha questi interessi per gli oleodotti spero che ne abbia
anche per le discariche abbandonate, lo stesso interesse, la stessa voglia, lo stesso entusiasmo.
SINDACO. C’è la stessa attenzione, sicuramente.