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Ci risiamo. E’ vero che alle casse del Comune di Volpago non costa nulla, ma spiace constatare che anche il numero di dicembre 2019 del notiziario comunale non sia ancora arrivato in molte case, a differenza di quanto prevede l’accordo con la ditta che si occupa della stampa e della distribuzione. Siamo certi che nemmeno a luglio sia arrivato a tutti. Ricordiamo che questa inadempienza può essere motivo di rescissione dell’accordo, come previsto dal bando del maggio 2018.
P.S.: non cercatelo sul sito del Comune. Ad oggi 10 gennaio ancora non c’è.

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ARIA DI CASA MIA

Accettabile. Così l’Arpav definisce la qualità dell’aria registrata a Volpago nel corso di due campagne di monitoraggio svolte con una stazione mobile dal 9 gennaio al 18 febbraio e dal 27 luglio all’11 settembre 2019.
I dati e il report completo sono liberamente consultabili dal 30 dicembre scorso a questo link.

Nel 65% dei casi l’aria di Volpago è stata giudicata di qualità accettabile, e addirittura buona, cioè con la valutazione più alta, nel 23% dei casi. E’ molto meglio di quanto succede a Vigonza, Trebaseleghe, Longare e Tessera, località monitorate negli stessi periodo. E’ la conferma che viviamo in uno dei luoghi con l’aria più respirabile del Veneto, grazie innanzitutto alla posizione geografica e alla presenza del bosco Montello.
E’ un risultato sul quale però non dobbiamo adagiarci: nel luglio 2017 il Consiglio Comunale, aderendo al “Patto dei Sindaci per l’Energia ed il clima” si è impegnato a ridurre entro il 2030 del 40% le emissioni di anidride carbonica. Il Comune non ha però ancora presentato l’inventario delle emissioni e il piano d’azione per l’energia sostenibile: sollecitiamo e solleciteremo l’amministrazione in questo senso, perché possa crescere ancora la soglia di aria buona.
Quelli dell’Arpav sono dati importanti e significativi (90 giorni di rilevazione), ma pur sempre parziali, dato che riguardano solo un punto specifico del centro di Volpago e non altre zone del vasto territorio comunale. Per come era posizionata, sul retro del Municipio, la centralina riceveva l’aria del Montello che scende spesso verso il centro, specialmente in alcune ore, e non poteva rilevare le emissioni delle zone abitate o del traffico della Schiavonesca, solo per citare le fonti principali di inquinamento dell’aria; ci auguriamo che in un prossimo futuro monitoraggio si possa misurare anche altrove. E che, nel frattempo amministrazione e cittadini adottino tutte le misure possibili per ridurre le emissioni nocive.

DISTRETTO SANITARIO DI GIAVERA E MEDICO CONDOTTO

Le due interpellanze presentate durante il Consiglio Comunale del 30 dicembre 2019.
Dopo l’intervento delle minoranze di tre comuni montelliani, Volpago, Giavera e Nervesa, relativamente alla situazione del distretto sanitario di Giavera e del suo depotenziamento, chiediamo all’Amministrazione, che ne ha in proprietà il 10%, di intervenire in maniera tempestiva contro quella che agli occhi di tutti ormai si presenta come una prossima probabile soppressione.
Vorremmo sapere come si sta muovendo l’Assessorato ai Servizi Sociali per non arrivare alla chiusura di un servizio necessario alla cittadinanza di Volpago, ma non solo, che in caso sarebbe costretta a rivolgersi al centro prelievi di Montebelluna o strutture private. Nel tempo parecchi servizi sono ormai stati eliminati, Guardia Medica compresa, senza che le varie amministrazioni si facessero sentire e, pur condividendo il fatto che la struttura sia fatiscente e destinata alla demolizione, ricordiamo che il bacino di utenza che serve è di oltre ventimila cittadini, ai quali si aggiungono spesso anche altri provenienti dal Distretto USSL di Treviso, visto il luogo strategico e fuori dal traffico dei principali centri urbani.
La situazione attuale denota quanto da noi già riportato con l’interpellanza di ottobre, e cioè la mancanza di servizi essenziali nel nostro territorio, che va a colpire le fasce più deboli, in tal caso gli anziani, ma non solo.
Con questa interpellanza, chiediamo all’Amministrazione di Volpago, e nello specifico all’ assessore Bertuola di agire e di riferire cosa intende fare affinché il distretto non venga soppresso ed anzi ritorni alle piena funzionalità di un tempo.


Rimanendo sui disservizi sanitari, recentemente con il pensionamento della dott.ssa Rizzo molti cittadini di Volpago, improvvisamente, si sono trovati nelle condizioni di dover scegliere un nuovo medico condotto di stanza addirittura a Bidasio. Disservizio sanitario che va a pesare su anziani, persone con problemi di deambulazione e famiglie in genere. Riportiamo quindi le lamentele pervenuteci da molti volpaghesi che si sono visti recapitare un avviso pochi giorni prima della chiusura dell’attività del proprio medico condotto. Ci rivolgiamo all’Amministrazione e in particolare all’assessore Bertuola, affinché intervenga tempestivamente dando informazioni certe sull’arrivo o meno di un nuovo medico a Volpago e, se questo non fosse possibile, quantomeno sollecitare il sostituto di Nervesa di avvicinarsi temporaneamente al comune di Volpago.

LE MOTIVAZIONI DELL’USCITA DALLA SEDUTA DI CONSIGLIO

TOGLIERSI I SASSOLINI DALLE SCARPE CON ATTACCHI PERSONALI.
QUESTA SERA ABBIAMO ABBANDONATO IL CONSIGLIO COMUNALE.
Non si stava discutendo di alcun argomento all’ordine del giorno. Il sindaco, come da lui stesso affermato, si stava “togliendo i sassolini dalle scarpe” con un vero e proprio sfogo personale, impedendo a noi di ribattere su quanto dichiarava. Ha attaccato personalmente la consigliera Anna Pastro, colpevole di essere figlia dell’ex assessore Sergio dimessosi già nel 2011. Non avendo alcuna possibilità di ribattere al monologo del Primo Cittadino, abbiamo deciso di alzarci ed uscire. Il consiglio comunale è un luogo dove la critica deve essere costruttiva, non uno spazio per rivalersi sugli altri, soprattutto se assenti. Questa non è democrazia, tanto meno politica a servizio del cittadino, ma bensì quella del “è colpa di quelli prima di noi”.

DIMISSIONI E TUTTI A CASA!

Nel consiglio comunale di stasera, mercoledì 30 ottobre, abbiamo chiesto le dimissioni del sindaco, a seguito di quanto emerso a proposito della lottizzazzione da 40000 metri quadri, contro la quale ci siamo battuti fin dal mandato 2011-2016. E’ stata la nostra opera di pressione a far arrivare un parere legale molto articolato e complesso che smentisce tutte le dichiarazioni rilasciate nei mesi scorsi dal primo cittadino e conferma quanto sosteniamo da tempo: il Comune non è obbligato a rendere esecutivo quell’accordo, non rischia alcuna “penale milionaria”, e dovrebbe incassare una cifra adeguata di oneri di urbanizzazione, molto superiore a quanto previsto.
Né il primo cittadino, né gli assessori Povelato e Bertuola, né i consiglieri Baù, Cappellari e Martignago hanno agito a favore dell’interesse pubblico e secondo la logica del buon padre di famiglia quando lo scorso 29 maggio hanno votato a favore di questo intervento edilizio, che avrebbe consumato in solo colpo un terzo di tutto il suolo edificabile nei prossimi 30 anni e che poteva creare un danno alle casse comunali di centinaia di migliaia di euro, per un calcolo errato degli oneri di urbanizzazione. Si è inoltre proceduto con gli espropri nei confronti di privati, ancor prima che l’iter fosse concluso.
Se ne vadano, dunque, questi amministratori! Tutti i vantaggi sarebbero stati per l’investitore privato (di cui peraltro non si conosce pienamente l’identità); al Comune sarebbero arrivati pochi soldi, molto cemento e ancora più traffico in centro.
Nel voto di stasera, solo grazie alla nostra azione politica la megalottizzazione è stata eliminata. Speriamo non rientri dalla finestra.

Potete leggere qui il testo integrale della dichiarazione di voto