Risposta interpellanze Civica per Volpago (cave) (Del. CC 69/2018)

RISPOSTA ALL’INTERPELLANZA PRESENTATA DALLA LISTA “CIVICA PER VOLPAGO.IT GROSSO SINDACO” IN MERITO A: “ATTIVITA’ DI CAVA”


SINDACO. Da parte dei Consiglieri Grosso, Sartor e Pastro è stata presentata un’interpellanza, si
parlava di ritrovamento di materiali tossico-nocivi nella cava di Paese, si faceva riferimento al fatto
che nel nostro territorio sono presenti ampie superfici destinate ad attività di cava e si chiedeva
quali iniziative si intendono attuare per verificare che non siano state, in quelle attive e in quelle
non attive, stoccate analoghe sostanze. In questi giorni abbiamo avuto anche gli onori della
cronaca con altra logica che quella è la cava di via Fornace Vecchia. Per quanto riguarda le attività
di controllo e le attività di cava, sono state demandate alla Provincia di Treviso. Da poco i Comuni
possono intervenire direttamente. Qua va un po’ il ragionamento svolto prima. Quella è una
competenza che non abbiamo mai avuto, quindi non abbiamo nemmeno personale addestrato in
maniera specifica. Adesso ci accorgiamo che non c’è più personale provinciale per fare i controlli
sulle cave, qualcuno si è accorto che anche le strade provinciali non sono più gestite da nessuno e
che ci sono anche le scuole superiori che sono in capo a chi? Perché in realtà la grande
operazione dell’eliminazione delle Province è stata quella di eliminare le risorse che erano erogate
alle Province, ma quelle risorse non sono state date a nessuno, lo Stato se le è tenute e si è
inventato un Consiglio provinciale formato da Sindaci e Consiglieri che lavorano gratuitamente,
perché sembrava che quella fosse la grande spesa che c’era, in realtà è stata un’operazione per
togliere grandissime quantità di risorse agli Enti locali quando in realtà i Ministeri continuano ad
assumere personale non avendo limiti di spesa, lì non si è tagliato nulla. Ricordo che il deficit in
Italia per il 94% è dato dai Ministeri, il 6% dagli Enti locali. Notizia dell’ANCI pubblicata l’altro
giorno: il Comune di Catania, che nella classifica è maglia nera, ha un deficit di 641 milioni di euro:
succedesse una cosa simile a noi… per 5 centesimi saremmo su tutti i giornali. Quindi 6% con
realtà che probabilmente da sole pesano per grandi percentuali. Abbiamo chiesto alla Provincia di
Treviso collaborazione su questo tipo di attività ma anche loro sono in difficoltà. Ci stiamo
muovendo anche con l’aiuto di consulenti, ovvio che interventi di verifica riusciamo a farli nel senso
che interventi più pesanti che prevedono andare a sondare o altro, economicamente diventano
molto rilevanti. Questo per riallacciarmi a quanto abbiamo visto su “Report” l’altra sera. Inviterei
l’ing. Mazzero a prendere la parola perché ci aiuterebbe a capire qual è la situazione.
Si dà atto che l’interpellanza di cui trattasi è stata presentata in data 28/11/2018, allegato sub “A” al
verbale n. 53/2018.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Posso fare una domanda? Attualmente chi monitora le cave? Lei
adesso ha detto che non c’è il personale che è formato per fare il monitoraggio, ma quindi
attualmente le cave non sono monitorate?
SINDACO. Attualmente ci stiamo confrontando con la Provincia di Treviso per avere la loro
collaborazione. Ogni anno noi svolgiamo l’azione di verifica dell’escavato facendo un rilievo
strumentale delle cave, dopo di che con la Provincia vediamo di fare continuare a loro perché
hanno personale formato per proseguire questa attività.
CONSIGLIERA PASTRO ANNA. Credo sia urgente verificare che materiale c’è all’interno delle
cave. Escavazione sì, però anche quanto…
SINDACO. Sono escavazioni e non sono cave.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Però occorre vedere cosa portano perché non è che
scavano e basta, non bisogna preoccuparsi soltanto dell’escavato ma anche della movimentazione
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perché a Paese vi è una cava di ghiaia normale, poi hanno scoperto 200.000 tonnellate di materiali
tossici: ragazzi, le cave possono diventare anche magazzino di materiali…
Esce Assessore Mazzochel Alessandro
SINDACO. Qualcosa che non torna c’era. Giusto per capire qual è il perimetro interessato.
Responsabile Ufficio tecnico Lavori pubblici ing. i. Mazzero Alessandro. Questa è la ex cava
di via Fornace Vecchia. Il perimetro interessato, adesso faccio vedere la mappa catastale, quindi
qui c’è via Fornace Vecchia, qua c’è un accesso, una stradina transitabile, qui c’è un cancello e
questo mappale 193 di proprietà comunale, quindi da una strada comunale si accede ad un’area
comunale; il mappale n. 11 è di proprietà di una ditta privata.
SINDACO. Qui c’è una situazione in essere di un fallimento, quindi non si capisce nemmeno in
questo momento se sia ancora in carico al curatore fallimentare, se sia stata restituita la società
che però non c’è più perché fallita, insomma tutta una situazione un po’ confusa in termini proprio
pratici, perché parrebbe che non sia rientrata, dato che di fatto non è di nessun interesse, nel piano
fallimentare per poi andare in cessione, all’asta.
Responsabile Ufficio tecnico Lavori pubblici ing. i. Mazzero Alessandro. La Pedemontana,
questo è un estratto dal piano degli interventi, dove è riportata…il piano degli interventi è su
cartografia, carta tecnica regionale, ci sono i fabbricati, gli elementi fisici del terreno, e quindi si
accede da questa stradina e qui si vede la depressione, e invece qui c’è ancora più profondità, lo
vedremo dopo. Si nota già che il tracciato della Pedemontana, che è questo, compreso le scarpate
e quant’altro, va a lambire il mappale n. 11, si vede ancora meglio nella carta delle fragilità allegata
al piano degli interventi dove, c’è sempre via Fornace Vecchia, si accede sempre dalla stradina e
qui è cartografato, nella carta delle fragilità e quindi è presente anche nel PAT, la simbologia come
“ex cava” .
SINDACO. Il quadrato è proprietà comunale, il rettandolo invece area privata.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Qual è la superficie a livello di metri quadrati?
Responsabile Ufficio tecnico Lavori pubblici ing. i. Mazzero Alessandro. Il mappale 193 è di
4.245 m2 del Comune e la proprietà della ditta è di 2.677 m2. Quella campitura con una maglia a
45° dice che è un terreno idoneo a condizione, interessato da cave dismesse: questa la dizione del
Piano degli interventi. Anche l’area comunale, Allora cosa è successo?
SINDACO. È un’area comunale che dagli anni Settanta fino al 1982-1984 è stata discarica per i
rifiuti urbani del Comune, discarica a tutti gli effetti perché ante norma non c’era regola, quindi
quella aveva una sua logica.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Ma era normale portare qualsiasi tipo di rifiuto?
SINDACO. Faccio un esempio. Se andate in campagna quando vedete una casa un po’ vecchietta
che ha più di cinquant’anni, sappiate che non ha progetto, non ha agibilità, non ha nulla perché
ante 1967 non c’era l’obbligo di presentare il progetto di un fabbricato in zona agricola: bastava
avere i soldi, si doveva possibilmente costruire non in mezzo alla strada. Ma sono cose che vanno
viste con gli occhiali dell’epoca. Oggi c’è molta più sensibilità ma c’è anche una normativa,
all’epoca non c’era. Quindi fino a quell’epoca è stata usata come discarica anche dal Comune
essendo proprietà comunale.
Responsabile Ufficio tecnico Lavori pubblici ing.i. Mazzero Alessandro. Vediamo cosa è
successo vicino a noi, poi eventualmente facciamo la storia a ritroso. In data 30 agosto 2018 ricevo
una segnalazione da parte degli operai rispetto all’area comunale. Noi manteniamo quell’area
tagliata, quindi facciamo lo sfalcio dell’erba, ovviamente fino al limite della proprietà del privato
essendovi una depressione profonda. (L’Ingegnere prosegue nell’illustrazione al Consiglio
comunale di alcune fotografie: questa è la vista che si ha appena entrati dal cancellazione, c’è
questa vasta area, in depressione, qua è più alto all’inizio e va a scendere, ci saranno qui, nel
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punto più basso, due metri e mezzo, tre, adesso scorro un po’ queste foto qui, qui ci sono un po’ di
rifiuti, e qui in fondo dove si vede questa rete arancione, che è stata posizionata dal Consorzio SIS
che sta eseguendo i lavori in Pedemontana, c’è il buco profondo nel terreno di proprietà dei privati).
Dicevo che il 30 agosto gli operai mi dicono che SIS sta svolgendo operazioni di scavo e di
movimentazione terra sul nostro terreno senza chiederci nulla, al che prendo la macchina insieme
al geom. Ivan Dorigo il quale mi porta in quel posto dove non ero mai stato, non sapevo neanche
che c’era, sinceramente io non lo sapevo. Al che cosa trovo? Adesso vi faccio vedere cosa trovo,
queste sono le foto del 30 agosto, vedo le lastre di amianto che sono rotte e i rifiuti che ci sono
sulla proprietà del privato, qui ci sono i ritrovamenti che hanno scavato, ecco qui l’escavatore,
all’escavatorista ho detto: “Bloccati, tu non ti muovi più” e siamo andati presso la base operativa
che è lì vicino. Telefono al geometra della SPV e gli dico: “Ho bisogno che tu venga qua al più
presto” ma siccome era in ferie gli dico ci vediamo qui il 3 settembre, dico anche a lui: “Qua non
muovete una paglia essendoci ritrovamenti di eternit”, quindi ordine verbale di stare fermi perché –
secondo me – l’escavatore stava facendo danni perché non ho visto che ha mosso però ho visto le
lastre rotte e quindi mi sono preoccupato. Quindi ordine verbale state fermi, dopo di che il 3
settembre, alla presenza mia e dei tecnici della Superstrada Pedemontana Veneta, c’era un
rappresenta della SPV un direttore tecnico della SIS e dei tecnici esperti in materia ambientale
sempre della SIS. Hanno deciso di fare un blocco in quella fase là, e nella documentazione che poi
ci ha fatto pervenire il consorzio SIS il 6 settembre, che scrive al mondo – dalla Regione Veneto a
quant’altro – in quanto c’è questo ritrovamento dei rifiuti, i loro consulenti ambientali danno la
prescrizione di recintare l’area, in attesa che sia svolta un’operazione di caratterizzazione del rifiuto
e si vedrà cosa succede. Non siamo stati fermi, anche su sollecitazione del Consigliere Grosso che
ha fatto richiesta di accesso agli atti sulla documentazione che era arrivata da parte di SIS, che
però era stata sollecitata da me…
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Si, però non si era data alcuna pubblicità: se non
controllavamo la posta del Comune nessuno avrebbe saputo nulla.
Responsabile Ufficio tecnico Lavori pubblici ing.i. Mazzero Alessandro. Ma non dovevo fare
pubblicità, dovevo fare le azioni per intanto bloccare i lavori, e li ho bloccati io.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Lei no, ma l’Amministrazione comunale, il Sindaco e il
Vicesindaco avrebbero dovuto avvisare: “Si è trovata una discarica incontrollata”: penso che sia un
discorso di trasparenza e di onestà intellettuale.
SINDACO. Consigliere, ci sono documenti ufficiali a riguardo, non è che questa cosa sia nascosta.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Però è emersa con l’esposto ai forestali, altrimenti
sarebbe rimasta una cosa fra la SIS e il Comune.
SINDACO. No, no: Regione, Provincia, veramente tutti perché questi ritrovamenti la SIS non li
paga. Sono stati tutti avvertiti.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Tempo fa abbiamo detto che la Pedemontana Veneta è la
più grande opera d’Italia e passa per sei chilometri e mezzo a Volpago del Montello: siamo onesti,
cerchiamo di dirci tutto quello che succede, cerchiamo di cooperare, di dialogare, di aiutarci perché
è un problema che sta creando molti disagi alle persone per gli espropriati, per i disagi dei lavori in
corso e via discorrendo. Succede qualcosa di eclatante? Ci si parla e lo si dice, non dobbiamo ogni
volta controllare la posta che arriva al Comune per capire cosa, succede, non è corretto.
SINDACO. Consigliere, dal mio punto di vista, nel momento che ho informazioni precise, vi dico
che è stato ritrovato del materiale.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. È successo il 3 settembre, il 29 settembre abbiamo fatto
un Consiglio comunale e lei non ci ha comunicato niente: perché non poteva dirlo anche alla fine
della seduta: “È arrivata un’informazione che è successo…”: no, abbiamo dovuto noi a ottobre
stare là a vedere la posta, mandarla all’accesso agli atti, capire: perché, perché questa omertà?
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SINDACO. Ma omertà di cosa, Consigliere! Il 6 settembre la SIS ha scritto alla Regione Veneto,
alla Provincia di Treviso, al Comune di Volpago, Dipartimento provinciale ARPAV di Treviso,
Superstrada Pedemontana Veneta.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. E noi Consiglieri comunali non sapevamo nulla.
SINDACO. Anche ora più di mostrarvi due fotografie o altro, non vi so dire null’altro perché stiamo
ancora tentando di capire…
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Non volevo la descrizione tecnica, biologica, sarebbe
bastato che lei dicesse che è successa questa cosa: che sia comunicata; basta, fine. Almeno
questo: un’informazione semplice, nulla di più. Adesso dovremo controllare ogni volta la posta per
vedere cosa succede sulla Pedemontana Veneta perché abbiamo capito che è un argomento che
a voi scotta e che volete tenere nascosto, segreto.
SINDACO. Non scotta niente, Consigliere, non è un problema mio questo qua.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Non sarà un suo problema ma ne parli! Questo è un tratto
anche molto particolare perché sappiamo che in quella zona c’è un comitato che da anni chiede la
trincea e tra l’altro ha barattato la trincea per un cavalcavia che c’era, ha rinunciato a un
cavalcavia, per cui la SIS risparmia due milioni e mezzo di euro e in cambio doveva darci la
trincea, la trincea non ce la darà, con la conseguenza che perdiamo due milioni e mezzo di euro di
investimento, facciamo un piacere alla SIS per poi scoprire che c’è una discarica incontrollata.
Allora il sospetto viene: “Come mai là la trincea impossibile?” Ah, stranamente si scopre che esiste
una cava: vuoi vedere che magari forse facendo la trincea si entrava completamente dentro in
cava? Questo è un dubbio che sorge.
SINDACO. Si possono avere dubbi di tutti i tipi. Dando un’occhiata, si nota che stranamente là la
Pedemontana ha un’ansa proprio verso la cava. L’hanno centrata non per tanti metri, se lo
avessero saputo sicuramente non sarebbero entrati. Vedete la curva? Adesso parliamo del “se” e
del “ma” che non ha tanto significato. Andiamo avanti con la storia perché a seguito del
ritrovamento ci sono stati incontri con ARPAV, Provincia di Treviso e quant’altro. Vi dico come
prosegue la cosa dal nostro punto di vista. Sentito anche l’ing. Pellegrini al riguardo, mi ha
rassicurato che da parte loro la parte escavata va in discarica adeguata; per il rimanente, la parte
comunale, stiamo facendo ulteriori verifiche in termini di rilievi o quant’altro, ma qui dal 1982-1984
è stato fatto un rilevo che ora confronteremo con questo, ma se sono state poste un minimo di
attenzione e di cura come quelle che sono state poste in questi anni e cioè facendo lo sfalcio
costante dell’erba, potremmo avere una discreta tranquillità che lì non è stato portato null’altro di
quello che era stato portato a suo tempo quando era discarica comunale. In ogni caso a maggiore
tutela, la logica su cui ci stiamo confrontando con ARPAV è quella di realizzare alcuni pozzi a sud,
ma dovremo comunque vedere con precisione le isofreatiche come scorrono le acque sulla zona e
quindi pensare di utilizzare alcuni pozzi a valle per capire se da quella discarica ci siano fuoriuscite
di liquidi o di qualcos’altro che possono creare problematiche. Dopo di che dovrà essere svolta
un’analisi, una caratterizzazione del materiale che è presente, e capite che se è materiale inerte –
calcinacci, resti di materiale – è allora materiale che lì può rimanere tranquillamente. Una
valutazione che si faceva con l’ARPAV era di effettuare una ricomposizione dell’area, nel senso
pensare di eliminare la depressione. Quando viene effettuato uno scavo anche per la casa va
effettuata un’analisi chimica del materiale che è scavato e si porta in discarica il materiale inerte. Il
ragionamento era anche in ordine alla possibilità di, una volta verificato che là sotto problemi non
ve ne siano e proprio per evitare che in futuro ci possano essere ulteriori problematiche, riportare a
quota campagna il tutto in maniera tale che risulti molto più facilmente controllabile. Sull’area del
privato è un punto di domanda perché su quello non possiamo intervenire, anche se abbiamo
anche il problema di capire chi sia l’interlocutore. Stiamo attendendo gli esami dei materiali da
parte di SIS. È un momento di passaggio nel senso che non ci sono ancora certezze. Ci sono state
svariate riunioni anche con Arpav in Provincia, abbiamo chiesto a SIS di avere i risultati della
caratterizzazione, stiamo attendendo anche questi, per capire un po’ loro che materiale hanno,
però da parte nostra l’intenzione è quella di fare queste verifiche per capire lì la falda, che è posta
a circa 40 metri di profondità, dei pozzi che vadano a intercettare la falda acquifera per capire
qual’è l’entità della problematica. Non devo scusare nessuno, però negli anno ’70 e ’80 però in tutti
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i Comuni le prime raccolte di rifiuti urbani erano portati in cava. Diciamo che fortunatamente erano
anni in cui non c’era un grande utilizzo di materiali solventi, di prodotti strani. Siamo in attesa delle
analisi che ci diranno cosa c’è effettivamente e che tipo di problematiche potrebbe creare. C’è una
storia un po’ lunga che adesso abbiamo condensato ma fino al 2005 erano state fatte segnalazioni
di utilizzo anche della parte comunale, dopo di che sono state emanate varie ordinanze comunali di
Polizia quasi sempre nei confronti del privato che probabilmente aveva debordato, a dimostrazione
che quindi c’è stata tutto sommato un’attenzione negli anni.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Vorrei capire quanto segue. Siamo in una fase di transito,
di controllo, di verifica: una volta fatte le verifiche se dovesse accadere che si scopre che l’area è
inquinata, c’è l’intenzione e la volontà da parte del Comune di bonificare l’intera area?
Responsabile Ufficio tecnico Lavori pubblici ing. i. Mazzero Alessandro. Bisogna trovare le
risorse.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Le risorse…un attimo: stasera abbiamo messo 300.000 €
a bilancio per sistemare un oleodotto che – secondo alcune opinioni – non è così vitale…
SINDACO. Secondo l’opinione di chi?
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Di diverse persone.
SINDACO. Ma di chi? No, perché do un po’ di materiale.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Ma guardi che fa bene, sono dalla parte sua: se si può
sistemare, migliorare… non sono contrario però è una cosa un po’ opinabile nel senso che fino al
2018 abbiamo vissuto con l’oleodotto sotto e nessuno si è fatto problema e lei giustamente per
scrupolo, e gliene do atto, ha messo 300.000 € per mettere l’oleodotto, ma allora – secondo me –
bisogna cercare di trovare le risorse o bandi visto che questo Comune è bravissimo negli ultimi due
anni e mezzo a trovare tantissimi bandi e dunque soldi per sistemare le cose, per bonificare l’area.
Dal mio punto di vista c’è anche un risarcimento dal punto di vista morale: questa superstrada sta
facendo disastri sul territorio, lo sta devastando e distruggendo e poi vedremo nei prossimi anni
cosa succederà con tutto il traffico che verrà. Allora in quella zona dove la superstrada passa in
piano campagna e non in trincea, a fianco di alcune abitazioni, bisogna almeno sistemargli la cava,
almeno dirgli: la superstrada è servita almeno come piccolo risarcimento e noi abbiamo sistemato
una delle cave perché – come ha detto lei, signor Sindaco – ci sono molte altre cave nel nostro
Comune di Volpago del Montello in cui negli anni ‘70-‘80 si poteva fare tutto, allora almeno una
sistemiamola, visto che l’autostrada ha aperto questo vaso di Pandora.
SINDACO. Sicuramente cercheremo di capire se c’è un problema e allora lo risolveremo come è
nostra prassi, i problemi non li nascondiamo sotto il tappeto ma li affrontiamo. L’Ingegnere parlava
di risorse perché parliamo di dimensioni notevoli e qui si parla di milioni di euro. Valuteremo bene,
capiremo come è la situazione, dopo di che ci muoveremo di conseguenza. Sul tema di prima, non
per ritornare sull’oleodotto, uno parla… ma visto che qua si parla tanto di internet, visto che siamo
tutti esperti, provate a cercare “oleodotti” in giro, perché ce ne sono….fuga in campagna,
interessati 5.000 metri quadri da fuoriuscita di cherosene avio, è il propellente dei jet, in mezzo alla
campagna, dopo di che bonifica ambientale, non c’è stato l’innesco, quindi non è successo
nulla…questa situazione qua, averla, date un’occhiata, digitate un po’, ho evitato, non volevo fare
terrorismo, ma provate a cercare e troverete situazioni… ne è capitata una anche recentemente:
uno andava fare un buco in mezzo alla campagna, di solito se succede un danno in mezzo alla
campagna, non c’è nessuno, ma in ogni caso vi invito a dare un’occhiata per vostra curiosità:
cercate e scoprirete che di queste situazioni ce ne sono parecchie. A maggior ragione qui,
trattandosi di un qualcosa di militare, sapete che il militare tende a tenere il più possibile, però se
cercate su “oleodotti civili” scoprirete che ci sono situazioni… ce ne sono, basta cercarle.
CONSIGLIERE GROSSO SEBASTIAN. Se ha questi interessi per gli oleodotti spero che ne abbia
anche per le discariche abbandonate, lo stesso interesse, la stessa voglia, lo stesso entusiasmo.
SINDACO. C’è la stessa attenzione, sicuramente.

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